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BARI. Tentano di allontantanare un volontario per la vita davanti all’ospedale San Carlo. Riceviamo e pubblichiamo

(Gianluca Martone) BARI Da circa un anno, sto facendo veglie di preghiere e di volantinaggio davanti all’ospedale San Carlo con cadenza mensile, per riparare al grave delitto dell’aborto chimico e chirurgico. Due giorni fa, nel corso della mia iniziativa, sono accaduti fatti di inaudita gravità nei miei riguardi da parte di alcuni membri delle forze dell’ordine. Infatti, verso le 11, due esponenti della polizia giudiziaria della Cosmopol Basilicata, come si puo’ vedere dalla foto in allegato, si sono avvicinati al sottoscritto, in modo minaccioso, con l’intento di allontanarmi dall’ingresso della maternità dell’ospedale, dove erano previsti aborti proprio nel corso della mattinata. Da parte mia, come sempre faccio dinanzi a questi veri e propri abusi di potere, ho mostrato l’avviso di comunicazione che invio ormai da un anno alla Questura di Potenza, in base all’art. 18 TULPS, che recita testualmente: “(1)I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata. I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 (lire 200.000)(2) a euro 413 (800.000)(2). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola(3).
Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.
I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 (lire 400.000)(2) a euro 413 (800.000)(2). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali”. Ci tengo a precisare che il sottoscritto ha sempre avuto il massimo rispetto per le forze dell’ordine, inviando l’avviso con congruo anticipo e non tre giorni prima come previsto dalla normativa vigente. I due poliziotti giudiziari, non soddisfatti, hanno cercato in ogni modo di allontanarmi dall’ingresso della maternità in modo inspiegabile. Da parte mia, ho risposto che non avevo alcuna intenzione di allontanarmi, dato che proprio li’ si stavano facendo omicidi di innocenti in quel momento. Dopo alcuni minuti si sono allontanati, ma alle 12 circa uno di loro è tornato con due esponenti della polizia di stato, i quali in modo ancora piu’ minaccioso mi hanno chiesto L’AUTORIZZAZIONE, facendo l’ennesimo abuso di potere. Da parte mia, come ho fatto in precedenza, ho mostrato l’avviso, innervosito da questo atteggiamento persecutorio nei riguardi di chi, in modo pacifico, sta soltanto esercitando un diritto garantito dalla Costituzione. Durante questo ennesimo controllo, ho chiesto ai due poliziotti: Chi vi ha mandati? Perche’ invece di pensare ad arrestare i veri delinquenti a Potenza, venite a dare fastidio ad un uomo che, in modo pacifico, sta cercando di informare la gente su questa importante tematica, che dovrebbe stare a cuore anche a voi, che siete genitori? Invece di rispondere a questa mia domanda, uno dei due poliziotti mi ha detto con fare minaccioso: se non ci lascia lavorare in silenzio, la sua situazione peggiorerà. Mentre cercavo di fotografare questo atto di inaudita gravità di abuso di potere, uno dei due poliziotti, quello maggiormente accanito nei miei riguardi, mi ha TOLTO LA MACCHINETTA DALLE MANI, VIOLANDO IN MODO GRAVE LA MIA PRIVACY, PER IMPEDIRE CHE LO FOTOGRAFASSI. UN GESTO MOLTO GRAVE, AL QUALE E’ SEGUITO ALCHE UNA MINACCIA DA PARTE DELLO STESSO ESPONENTE DELLE FORZE DELL’ORDINE, MENTRE SE NE ANDAVANO VERSO L’INGRESSO DEL REPARTO. Vorrei porre tre domande, alle quali spero ricevero’ una risposta. 1) Per quale motivo ben quattro poliziotti hanno cercato in ogni modo di allontanarmi dal reparto di maternità, nonostante al MINISTERO DEGLI INTERNI CI SIA MATTEO SALVINI, IL QUALE HA SEMPRE MOSTRATO POSIZIONI PRO FAMIGLIA E PRO VITA ? 2) Perchè questi poliziotti hanno cercato di impedirmi di volantinare davanti all’ospedale San Carlo, pur sapendo che il sottoscritto è in regola in base all’art. 18 TULPS da circa un anno? 3) Perché invece di interessarsi al sottoscritto, trattato come un criminale ieri, non si preoccupano invece dello scandalo che ha coinvolto proprio la sanità lucana due mesi fa, con l’arresto del Governatore Pittella e di altri 29 esponenti della sanità lucana, tra cui anche diversi membri della dirigenza sanitaria dell’ospedale San Carlo, accusati a vario titolo di reati contro la pubblica amministrazione? Forse un giornalista anti abortista sta dando fastidio con la sua sola presenza ad un sistema, che già sta mostrando la sua natura corruttiva e che sarà certamente spazzato via dalle imminenti elezioni regionali, con le quali proseguirà certamente il cambiamento iniziato con il Governo centrale Lega- Cinque Stelle. Cordiali saluti. Gianluca Martone