Crea sito

Previte (Cristiani per servire) scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri

(Francesci Felice Previte – Cristiani per servire) Signor Presidente del Consiglio dei Ministri del “Governo del Cambiamento “ : basta con le indifferenze pensiamo al mondo della disabilità psico-fisica ! Fra le molte malattie, forse, molto evidente è quella che interessa la mente una della cause di disagio sociale che più preoccupa il cittadino del nostro Paese. Sono trascorsi 40 anni dall’emissione delle leggi 180 (quella che ha” ordinato” la chiusura degli ospedali psichiatrici ) e 833 (quella che ha “continuato” gli effetti negativi della 180), ma nonostante i “provvedimenti tampone” od “altro”, restano invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono, anche, interventi ad alta protezione Sanitaria e Legislativa. La paura e l’angoscia aumentano di pari passo nella n/s società con lo svilupparsi di menti psichicamente instabili tanto che il cittadino sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni perché non si sente tutelato. Cresce, diventa forte e sempre più sentito il bisogno di protezione che nasce da un senso culturale e psicologico di insoddisfazione e delusione per l’assenza di quelle norme legislative di riferimento che danno al cittadino la sensazione di essere “protetto”. Cosa è cambiato da quel 13 maggio 1978 al 13 maggio 2012 ? Pochi i risultati e molte le incertezze! Purtroppo la nostra società, la gente comune, il cittadino qualunque non si sente garantito dalle Istituzioni, perché esiste solo la demagogia sommaria e le inutili litigiosità politiche, trascurando totalmente le necessità prioritarie del genere umano. Ognuno di noi pensa che sia sufficiente parlare, esporre, richiedere nella speranza di veder “cambiare” questa anomalia ! Dobbiamo riconoscere che con finalità etico-sociali, i Vescovi, il Papa Santo Giovanni Paolo II° il S.Padre Emerito Benedetto XVI° e Papa Francesco e la Chiesa Cattolica tutta, hanno affrontato e denunciato il disagio psichico nel mondo ed in Italia, sollecitando le comunità civili ed ecclesiali al richiamo, all’incremento, al riconoscimento ed alla possibilità di intervento verso questa grave ed urgente patologia. Ma nelle Istituzioni manca la capacità di vero ascolto e le risposte alle richieste dell’opinione pubblica !

Il tempo ha fin’ora dimostrato, in questo ambito sanitario, che sono passati molti anni, ben 35, e le risposte a quelle ”evenienze” avanzate ogni qual volta e da qualunque parte esse provengono, sono comunque portate ad ottenere risultati silenziosi, trascurabili e spesso insignificanti. Resta il fatto che la scienza medica e la ricerca scientifico-farmacologica ( ampiamente auspicata) fin’ora non hanno raggiunto traguardi vittoriosi e visibili nel miglioramento della salute di questi “malati”, anche perché scarseggiano strutture e modalità d’intervento più approfondite, facendoli restare “i desaparecidos della nostra civiltà”. In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono”ora per ora minuto per minuto vicino al “malato” impotenti, sfiduciati, ma non rassegnati!, anzi molto indignati ! Signor Presidente del Consiglio : occorre ridare ai valori culturali ed etici il loro primario significato! ( col Suo permesso meno chiacchiere! ), occorre ridare speranza alla gente! ( non illuderle sempre ! ) ; occorre ridare dignità ed umanità ! (quella che necessita), occorre ridare risposte chiare ed urgenti alle necessità della gente ( e non chiacchiere ! )Queste sono esigenze fondamentali, e come diceva Dostojevskij :“ Una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente”. Mi permetto ricordare e ripetere i sempre interventi della Chiesa Cattolica, del Santo Padre, dei Vescovi verso i sofferenti psichici, in quanto sono “voci”, sono “parole”, sono “proposte” che non lasciano alcun dubbio, perché “i valori della vita non possono essere delusi dalle mode e dalla politica” ( Udienza Generale Papa Ratzingher – Piazza S. Pietro 17 ottobre 2007). Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, perdoni l’ironia da definirsi, forse, autenticamente folle, ma veritiera, è il nascondersi ( come fanno le Istituzioni ) dietro un dito quando si rifiutano quei benefici che non ledono l’inalienabile dignità della persona umana ! Il mondo della sofferenza e quello cattolico non accettano la sconfitta fin’oggi registrata ! Una coerente solidarietà sociale non deve essere quella della superficialità delle parole, o quella della esteriorità, come anela l’opinione pubblica,
Con sincera stima, penso che sia una delle più urgenti riforme sociali, condensate in quelle Petizioni da me presentate e tutt’ora giacenti nel Parlamento, che restano inascoltate. In attesa di Suo cortese riscontro e notizie, porgo deferenti ossequi Previte