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Francesco Felice Previte scrive al Presidente del Parlamento Europeo Tajani

(Francesco Felice Previte – Cristiani per servire) ) Al Signor Presidente del Parlamento Europeo. Per conoscere quali Provvedimenti Legislativi uguali e con la stessa valenza in tutti gli Stati UE intenda adottare il Parlamento, onde promuovere e tutelare la salute mentale degli Europei, quale priorità d’azione fondamentale conformemente alle disposizioni della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU ( 6 dicembre 2006 Distr.General A/61/611 Sixty-first session).Tutti sappiamo che la Costituzione Europea, è la “Cart” che ribadisce la difesa e la tutela della dignità della persona compresi i “ più deboli e bisognosi” com’è nel Preambolo Generale al fine della non discriminazione di cui al Titolo III° art.II-81 comma 1° e nel Preambolo della Parte 2° comma 3, la Comunità Europea ha voluto porre al centro della sua azione la persona come indice generale di rispetto dell’essere umano e nel contempo di difesa dei diritti fondamentali dello stesso. A questo proposito il cittadino italiano, nonché Europeo, Previte Francesco di Sant’Alfio (CT)- Italia, rilevando che la legge italiana n.180/1978, Legge che ha “deciso” la chiusura degli Ospedali Psichiatrici, non ha adeguatamente previsto un insieme di misure e di strutture volte a tutelare la salute mentale dei cittadini, specie quelli affetti da gravi psicosi ed a aiutare le famiglie dei malati, ha preconizzato con Petizione alla Commissione Europea, una serie di misure precise volte a rimediare ai gravi disagi prodotti da persone con problemi psichici nel pieno rispetto dei diritti e della dignità degli handicappati mentali. Con Petizione n. 146/99, dichiarata ricevibile il 20/21 settembre 1999, i Servizi della Commissione Europea hanno trasmesso una comunicazione su questa tematica al Parlamento Europeo il 12 aprile 2000 e dopo presentazione delle conclusioni della Commissione Europea da parte del funzionario responsabile ed a seguito del dibattito generale, il Parlamento decideva di chiudere il caso “per mancata competenza comunitaria”. ( CM/412554IT. Doc. PE 290.531 ). Il ricorrente con altra Petizione diretta alla Commissione riceveva risposta con motivazione “ per incompetenza legislativa della UE nel settore della sanità pubblica compreso l’ambito della infermità mentale ( prot. 304471 del 30 marzo 2006 PS/cd.02 Com.Pet. 2006 D/17262 ). In data 2 novembre 2006 con Ricorso rubricato al n.44330/06 il ricorrente inoltrava alla “Corte Europea dei diritti dell’Uomo” contro la decisione della Commissione per le Petizioni, ma la Corte Europea rigettava il Ricorso tendente ad una Risoluzione o Provvedimento legislativo uguale e con la stessa validità in tutti gli Stati membri della UE, per “ un diritto che non figura tra i diritti e le libertà. Ne consegue” continua la sentenza “ che il Ricorso è incompatibile ratione materiae con le disposizioni” ( motivazione della Sentenza : Cedh-Lit 1.Or [CD%] PC/ENI/ahu). L’interrogante facendo appello alla solidarietà di tutto l’Europarlamento chiede che il Consesso all’unisono possa esaminare la possibilità di una Normativa d’Adeguamento Comunitario con l’adozione di linee guida utili ed atte alla riorganizzazione di questo vasto e grave settore di Salute Pubblica ritenuto necessario ed urgente per aprire il cuore alla speranza delle famiglie di questi “malati” e dell’opinione pubblica che in Europa assume una rilevanza molto significativa, come auspica la Risoluzione del Parlamento del 6 settembre 2006 sul miglioramento della salute mentale della popolazione della UE. Ringrazio per una cortese risposta. Previte http://digilander.libero.it/cristianiperservire