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I TATUAGGI E SATANA

(Gianluca MARTONE) Oggi si parla molto del fenomeno dei tatuaggi, sempre piu’ diffuso tra i giovani e gli adolescenti. Per comprendere meglio questa abitudine poco edificante e le sue implicazioni anche a livello spirituale, si devono chiarire inanzitutto le caratteristiche di questa pratica. Non c’è praticamente nessuno che non conosca almeno una persona con un tatuaggio. Quello della tatuatura è un fenomeno in crescita, che ha subito un enorme aumento a partire dagli anni Settanta. In realtà l’incremento nella richiesta di tatuaggi va di pari passo con un altra tendenza in crescita, quella di farseli togliere. In America si è sviluppato un enorme business dietro alle pratiche di rimozione. In effetti, se ci guardiamo intorno vediamo celebrità che ce l’hanno, star dello sport che ce l’hanno, atleti che ce l’hanno … si sta verificando una vera e propria inversione di tendenza.
Vediamo i tatuaggi ovunque e ci domandiamo cosa si nasconde realmente dietro tale fenomeno. È vero che Dio guarda l’interno mentre l’uomo guarda solo l’esterno, ma credo che dobbiamo capire cosa si cela dietro all’apparenza.

Non ci sono molti versetti della Bibbia relativi ai tatuaggi se non nel Levitico capitolo 19 versetto 28. Quello che dobbiamo capire è il contesto di tutto ciò. Quando leggiamo la Bibbia nell’Antico Testamento, in questo punto specifico dell’antico Testamento, vediamo che Dio ha fatto uscire il suo popolo dall’Egitto. “Israele” viveva infatti in una condizione di schiavitù, non erano solo semplici servi nei confronti degli egiziani ma erano in realtà schiavi di poteri occulti. Se ci rammentiamo l’episodio di come Mosè affrontò il faraone, capiamo che per Dio sarebbe stato molto facile farlo uscire dopo il primo avvertimento. In realtà ci sono stati ben 10 confronti ognuno dei quali era rivolto ad un diverso dio che altro non era che uno degli Dei dell’Egitto. Ogni volta che Mosè diceva al Faraone di liberare il suo popolo il Faraone rifiutava e una piaga arrivava nel paese come attacco agli Dei stranieri. Mosè gettò a terra un bastone che si trasformò in serpente – loro gettarono i loro bastoni in terra, e pure essi si trasformarono in serpenti. Questa era una forma di potere occulto. Perciò dopo le 10 piaghe, quando il tempo era terminato, gli abitanti del paese erano persuase che il potere di Dio era ben più grande del potere degli Dei che gli egiziani servivano. Da notare che il miracolo finale che comportò il rilascio del popolo di Dio, fu lo spargimento di sangue. Anche in Esodo capitolo 12 tutti dovevano uccidere un agnello, dovevano applicare il sangue dell’agnello nelle loro case, sui loro edifici, e solo dopo sarebbero stati protetti nei confronti dell’angelo sterminatore. Quindi vediamo che Israele è stato liberato da una terra piena di idolatria, stregoneria e spiritismo. I poteri occulti erano molto potenti in Egitto. Se leggiamo tutta la storia del confronto fra Mosé e il faraone, troviamo che alcuni dei primi miracoli che egli fece furono replicati dai maghi egiziani. Forse quello che non è conosciuto molto è il fatto che gli egiziani erano adoratori di Baal, io dio Sole, e parte dell’adorazione a Baal includeva che sia gli uomini che le donne venissero tatuati come segno di appartenenza e fedeltà a quel dio. Continuando a leggere nel Levitico, vediamo che Dio è prossimo e portare il suo popolo dentro alla terra promessa, Canaan, ed Egli disse che li stava portando la non perché erano migliori degli altri ma solo perché li amava, perché era il suo popolo. In questa terra c’era un forte coinvolgimento con l’occulto. Si adorava Baal, Astaroth, gli dei del sole, della tempesta, dei venti, del tempo, si adoravano gli dei della fertilità che esigevano atti estremamente perversi ed infine ci si faceva tatuare. Era parte della loro devozione in quanto il tatuaggio non rappresentava solo un marchio fatto con inchiostro bensí apriva la tua vita a ben altri significati. Quindi quanto Dio dona i suoi comandamenti lo fa con l’obiettivo di convincere a non lasciarsi contaminare dai poteri occulti. Leggiamo infatti al capitolo 19 versetto 4 “Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.” Nel versetto 28 dice invece “Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.” Proseguendo ulteriormente arriviamo al capitolo 20 versetto 1 dove Egli parla delle pratiche di quella terra. Questo riferimento ai tatuaggi è inserito nel contesto del coinvolgimento occulto che c’era in Egitto e nella terra di Canaan. Dio è molto forte ed energico nelle sue direzioni riguardo al fatto di non lasciarsi coinvolgere e contaminare, di non commettere alcuno di questi abomini. In altre parole, non dobbiamo aprire la nostra vita a pratiche occulte di alcun tipo, altrimenti daremo la possibilità alle potenze demoniache di entrare nella nostra vita. Quindi il motivo per cui Dio ha impostato questa regola, è perché Egli conosce bene la connessione tra tatuaggi e occultismo. Egli vuole tenere il suo popolo libero da ogni condizionamento occulto per poter camminare liberamente nella terra promessa. L’unico altro punto in cui ci sono riferimenti a questo genere di pratiche, in particolare dell’incisione la carne, lo troviamo nel Primo Libro dei Re al capitolo 18. Ci ricordiamo della storia di Elia che ha un confronto con i profeti di Baal, di quando egli si trovò ad affrontarli e di come disse loro di dimostrare il potere soprannaturale dei loro dei. Quello che essi fecero all’inizio fu di incidersi la carne. Si fecero sanguinare, ed Elia si fece beffe di loro e li sminuì dimostrando il vero potere di un Dio fedele che mantiene le sue promesse … Possiamo notare che l’incisione e il marchiarsi la carne, nella Bibbia è continuamente associato al regno dell’occulto, in qualità di servitù, schiavitù o soggezione ad esso. La valenza del patto di sangue
In numerosi punti della Bibbia si parla di sangue e dello spargimento di sangue. Quando Dio inizia ad agire al fianco di Abramo, una cosa che Egli richiede da quest’ultimo è la stipulazione di un patto. Il patto è il più forte e vincolante accordo che può essere fatto tra due persone, o tra una persona e Dio Dio ha istruito Abramo su come realizzarlo. C’è stato un sacrificio, la morte di un animale tagliato in due, il cui sangue è stato versato.
Quando due persone stipulavano un accordo, camminavano tra le due parti dell’animale sacrificato per formalizzare promesse o impegni. Una delle cose che caratterizzano i patti biblici è sempre la richiesta di spargimento di sangue. Tutto ciò che deliberatamente prevede lo spargimento di sangue, implica la stipulazione di un patto. Ne scaturisce un impegno vincolante che conferisce diritti legali Un altro esempio molto interessante si trova nell’ambito del matrimonio. Quando una coppia si unisce insieme, stipula un patto coniugale, il matrimonio. Non si tratta semplicemente di un impegno reciproco, come alcuni pensano, o solo di coabitazione nello stesso luogo, bensì di un patto vincolante. Quello che fanno è incontrarsi e dichiarare di fronte a Dio la loro intenzione ed il loro impegno. Lo fanno pubblicamente in modo che le persone possano sentire e vedere, ed infine firmano un registro dopodiché sono sposati, ma non completamente. Finché essi non hanno un rapporto sessuale non risultano legalmente sposati ed il matrimonio può essere annullato. Dio ha concepito e creato la donna in modo tale che durante il primo rapporto sessuale si verifichi la rottura dell’imene con conseguente spargimento di sangue. Ciò attesta l’avvenuta stipulazione di un patto. Torniamo adesso dei tatuaggi. Cosa accade esattamente durante il processo di tatuatura? Per realizzare un tatuaggio si utilizza un ago o uno strumento di taglio. Può quindi trattarsi di una sorta di scalpello o di un ago che si muove molto velocemente e che penetra nella carne, con conseguente fuoriuscita di sangue. Durante la realizzazione di un tatuaggio, infatti, avviene una continua rimozione del sangue che fuoriesce. La pelle viene continuamente incisa e forata. Si prova inoltre dolore, ha luogo un sacrificio. Non è possibile escludere questa condizione, ogni qualvolta si verifica uno spargimento di sangue volontario si formalizza una sorta di patto. La diffusione di un fenomeno
Tra gli indiani del Nord America, se volevi entrare in alleanza con qualcuno, era necessario incidersi le mani ed unire le proprie ferite per mescolarne il sangue e diventare “fratelli di sangue”. Alcuni scalatori europei -nel 1991- hanno ritrovato un alpinista ibernato tra i ghiacci. Era ben conservato, sebbene fosse lì da 5000 anni, ed è stato classificato come un uomo vissuto nel 3000 aC. La cosa interessante è che egli era tatuato. Quando hanno analizzato il suo corpo hanno rilevato diverse ferite alle ossa e nel suo corpo. Deve aver sofferto molto ed è come se i tatuaggi avessero avuto un ruolo di invocazione degli Dei per ottenere guarigioni nella sua vita. Nel 1891 è stata ritrovata in Egitto una mummia di 4000 anni tatuata in gran parte del corpo. Se guardiamo attraverso le varie culture del mondo, vedremo che che ovunque esistono i tatuaggi. Non esiste realtà locale in cui essi non siano presenti e sempre sono collegati all’occulto, al coinvolgimento di forze spirituali o alla sottomissione agli spiriti. Non esistono eccezioni. I cacciatori di teste Sud Americani utilizzavano i tatuaggi. Dopo aver catturato una persona, la uccidevano, tagliavano la sua testa, generalmente ne mangiavano il corpo, e si tatuavano in segno di vittoria per quello che avevano fatto. Questa pratica è ancora in uso in Borneo dove si eseguono tatuaggi dopo aver reciso la testa e averla appesa. Un giovane non poteva diventare un vero uomo se non decapitava qualcuno e si praticava un tatuaggio. Il tatuaggio attestava infatti di aver superato l’esame. Tra gli Hawaiani vige la pratica di farsi tatuare gli Dei. Essi vengono consultati per sapere il momento ed il tipo di tatuaggio giusto da fare. Guardano gli Dei per farsi guidare da essi, anche tramite i loro stessi tatuaggi. I Cinesi usano i tatuaggi per respingere gli spiriti malvagi. Lo stesso fanno i Giapponesi che in questo modo si ingraziano i vari spiriti.
I Romani utilizzavano i tatuaggi per marchiare i loro schiavi e quando imprigionavano qualcuno li tatuavano con la scritta “Tassa Pagata”, a significare che appartenevano al governo di Roma. Lo stesso veniva fatto per i cristiani catturati. Anche gli indiani nativi di America si tatuavano intensamente. I tatuaggi erano richiesti dal loro sistema di credenze per allontanare gli spiriti malvagi, e per consentire l’accesso al mondo degli spiriti. Credevano che senza un tatuaggio, non sarebbero stati riconosciuti e quindi non avrebbero potuto accedervi.
In Alaska, gli eschimesi si tatuavano per ingraziarsi gli Dei, in questo modo sarebbero potuti sopravvivere, quindi per loro il tatuaggio era un patto con un essere spirituale per garantirsi la sopravvivenza. I babilonesi e i Cananei, e le prostitute che si adoravano in quelle zone, erano tutti tatuati con tatuaggi per la fertilità. Anche gli uomini che si prostituivano si tatuavano. Tutto ciò faceva parte del culto di adorazione del tempio. Era parte della loro fedeltà e lealtà agli Dei. Nelle aree primitive dell’India dove le persone si tatuano, spesso coloro che realizzano il tatuaggio sono lo sciamano, il mago o lo stregone. In Africa non si fanno necessariamente i tatuaggi a causa del colore scuro della pelle, però hanno luogo forme estreme di piercing su labbra, orecchie ed altre parti del corpo. Lo scopo è quello di invocare i loro Dei affinché li proteggano e non abbiano problemi con gli spiriti malvagi. Nel mondo occidentale i Marinai avevano i tatuaggi, i Criminali avevano i tatuaggi, i Nazisti tatuavano tutti gli ebrei. Il tatuaggio è parte integrante della cultura schiavistica e di quella occulta.
Le conseguenze spirituali Detto tutto questo, quale è il problema se ci facciamo tatuare una piccola figura, una colomba, una croce o Gesù stesso? Quando si acconsente alla tatuatura, si realizza un patto di sangue con la persona che realizza il tatuaggio, si apre la vita a qualunque spirito con il quale egli è legato, gli si permette di entrare dentro di noi. Se ci facciamo fare un tatuaggio associato ad un’immagine relativa alla morte, uno spirito di morte entra la nostra vita. Se uno spirito di morte entro dentro di noi, sperimenteremmo intorpidimento emozionale. Ci sentiremo profondamente distaccati e dissociati. In difficoltà a formare relazioni. In difficoltà a instaurare una relazione intima. Questo perché lo spirito di morte si è avvolto intorno a noi e ha fatto presa nel nostro cuore. A volte gli Indiani si facevano tatuare immagini di animali. In seguito essi chiamavano lo spirito di quegli animali e li invitavano ad entrare dentro di loro per dare loro le abilità che l’animale possedeva. Ciò dimostra che il tatuaggio è direttamente connesso con il regno degli spiriti. Tramite il consenso di sangue si apre un passaggio per permettere ai demoni di venirci dentro. Questo è il problema principale. Quando ci tatuiamo apriamo la porta a spiriti demoniaci di tormento, spiriti impuri, anche se il tatuaggio non è la conseguenza di un gesto di ribellione o di sofferenza ma semplicemente un’espressione estetica. Quindi come possiamo comportarci se abbiamo dei tatuaggi? Alcuni vorrebbero toglierseli, ma io dico di non preoccuparsi in quanto il tatuaggio può trasformarsi in una grande testimonianza della grazia di Dio nella nostra vita. In fondo anche Dio vuole “tatuarci”. Nell’Antico Testamento esisteva un modo diverso per marchiare chi apparteneva a Dio. Saremmo stati circoncisi, ci sarebbe stata tagliata una parte di carne con conseguenze effusione di sangue, una procedura molto dolorosa Ai nostri giorni esiste la circoncisione del cuore per porre il nostro cuore in Dio, ricevendo il marchio dello Spirito Santo. Perciò anche se ci siamo fatti fare qualche tatuaggio possiamo liberarcene. Se abbiamo aperto la nostra vita ai tatuaggi, alla droga, al peccato sessuale ed altre cose simili è molto semplice uscirne. Dobbiamo andare davanti al Signore e pentirci e rinunciare al patto che abbiamo fatto. In questo modo ogni diritto del Demonio verrà cancellato dal sangue di Gesù Cristo. Il sangue di un patto ben più grande. Il sangue del Re dei Re che è venuto su questa terra. Quando Gesù ha effuso il suo sangue ha spezzato il potere del Diavolo, rotto la lista di ingiunzioni contro di noi. Egli ha rotto il potere dei tatuaggi, delle stregonerie, delle magie, e di molte altre cose di questo tipo. Tutto quello che ci rimane da fare è pentirsi, rialzarsi, credere e impegnarsi nel combattimento al suo fianco.
Alcuni mesi fa, sul Timone è stato pubblicato un interessante dialogo tra un sacerdote e un giovane che chiedeva chiarimenti su questa pratica dagli indubbi risvolti satanici, che pubblico integralmente. Salve Padre Angelo, mi chiamo Emanuele, ho 20 anni e volevo cortesemente chiedere un chiarimento: ho letto su internet uno stralcio dell’opera di Sant’Agostino “Specchio di precetti morali dalla Sacra Scrittura”, dove Sant’Agostino elenca, tra i precetti morali presenti nella Sacra Bibbia, questi versetti del Levitico: “Non mangerete la carne con il sangue. Non ricorrerete agli àuguri e non presterete fede ai sogni. Non tagliatevi i capelli in forma rotonda e non rasatevi la barba. A causa di un morto non praticate incisioni sul vostro corpo e non imprimete figure o segni sulla vostra pelle: io sono il Signore” (Lv 19, 26-27). A pelle mi è sembrato un po strano che mangiare una bistecca col sangue sia trasgredire a un precetto morale (ma non ho avuto la stessa impressione per quanto riguarda ricorrere a indovini, oroscopi e maghi, o farsi tatuaggi – e riguardo ai tatuaggi mi basta quello che ho sentito da Padre Amorth, che ha riportato una dichiarazione di Anton LaVey, fondatore della chiesa di satana in America, che dice che dietro a ogni tatuaggio, sia esso un fiorellino o un drago, c’è il satanismo-). Il mio problema è questo: cosa si riferisce la Bibbia quando parla di non tagliarsi i capelli in forma rotonda? Nella Bibbia Cei del ’74 il versetto è riportato così: “Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo”. Io mi taglio i capelli lasciandoli più corti ai lati e dietro la testa (per spiegarmi meglio, allego una foto), è questo il taglio che viene proibito? La ringrazio in anticipo, la saluto cordialmente e prego per Lei! Emanuele
Risposta del sacerdote Caro E., 1. il passo del Levitico che mi hai riportato rientra tra i precetti morali nel senso che vengono proibite pratiche cariche di superstizione in uso presso i pagani. Circa il divieto di mangiare la carne con il sangue: è interessante la traduzione dei Settanta, che è la traduzione del testo ebraico della Bibbia nella lingua greca fatto da 70 esperti dell’Antico Testamento per gli ebrei che erano nati e vivevano fuori della madre patria e non conoscevano più la lingua materna. Ebbene questa traduzione recita così: “Non mangerete alcuna cosa sui monti”, eufemismo per indicare la partecipazione ai sacrifici idolatri che i pagani offrivano sui monti. A questo dunque si riferisce il testo del Levitino, non ad altro. In realtà, come ricorda san Paolo, i sacrifici offerti agli idoli erano fatti ai demoni (cfr. 1 Cor 10,20-21).
2. Non ricorrerete agli àuguri: in Egitto e in tutto l’Oriente si praticava la divinazione (predizione del futuro) gettando dentro una coppa o un bicchiere pieni d’acqua pagliuzze d’oro, d’argento, pietre preziose. Si osservavano poi le figure o i fenomeni che si producevano nell’acqua per trarne la conoscenza delle cose future e occulte.
Non presterete fede ai sogni: si tratta anche qui di qualche superstizione destinata a conoscere il futuro attraverso i sogni o attraverso nuvole, uccelli o serpenti, come altri traducono questo versetto dall’ebraico. 4. Non tagliatevi i capelli in forma rotonda e non rasatevi la barba: si proibiscono alcuni usi orientali infetti di idolatria e di superstizione. Ad esempio lo storico greco Erodoto afferma che alcune tribù arabe in onore del dio Orotal si radevano i capelli sulle tempie e dietro al capo, in modo da lasciarne coperta solo la parte superiore del cranio (cfr. Lagrange, Les religions sémitiques, p. 323). Anche Plinio parla di un modo arabo superstizioso di tagliarsi la barba. A questa pratica superstiziosa fa riferimento anche il profeta Geremia quando dice che Dio punirà “tutti coloro che si radono le tempie” (Ger 9,25 e 25,23). 5. A causa di un morto non praticate incisioni sul vostro corpo: straziarsi le carni in segno di dolore era in uso presso molti popoli orientali come attestano Erodoto e Senofonte. 6. E non imprimete figure o segni sulla vostra pelle: io sono il Signore: qui si condanna il tatuaggio, così diffuso in Oriente, e spesso associato all’idolatria. Io sono il Signore: l’uomo non deve sfigurare il suo corpo, che è l’opera di Dio. Nell’antichità spesso gli adoratori di una divinità praticavano il tatuaggio, imprimendo su se stessi la sua immagine o il suo nome. A questo fa riferimento il libro dell’Apocalisse quando parla della bestia e di coloro che ne portano il marchio sulla destra o sulla fronte (Ap 13,16) mentre i cittadini della nuova Gerusalemme portano sulla fronte il nome di Dio come segno esterno della propria appartenenza a Lui (Ap 3,12) e come simbolo della sua efficace protezione perché non vengono devastati (Ap 7,3).
7. In conclusione: tagliarsi i capelli nel modo in cui fai tu, sebbene corrisponda alla maniera proibita dalla sacra Scrittura, non viene fatto con nessun riferimento a pratiche idolatriche. Pertanto puoi stare del tutto tranquillo. Lo stesso discorso vale anche per il tatuaggio: è vero che nella sacra Scrittura viene proibito, ma questa proibizione era in riferimento a pratiche superstiziose e idolatriche. Mentre oggi per molti è semplicemente una moda e non viene fatto per sottomettersi ai demoni e dare loro culto, anche se alcuni esorcisti vi vedono ugualmente una sua tacita invocazione.
8. È chiaro che se qualcuno si tagliasse i capelli in un determinato modo o si facesse tatuaggi per superstizione o dare culto ai demoni compirebbe un gesto riprovevole davanti a Dio e commetterebbe un peccato grave. Ma non è questo il tuo caso. Sicché taglia pure i capelli come meglio ritieni.
Ti ringrazio di avermi dato l’occasione di dire ancora una volta una parola sul tatuaggio e su altre pratiche. Ti ringrazio per la preghiera che mi hai assicurato. La contraccambio volentieri e ti benedico. Padre Angelo