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Lettera di Telemaco Aliano al Presidente della Repubblica Mattarella

(IlMezzogiorno) di Telemaco Aliano. Signor Presidente, a dicembre Le scrissi una lunga lettera per invitarLa a delle riflessioni in riferimento al Suo discorso di fine anno. Comprendo che ne riceve a migliaia in un giorno e, magari, non avrà il tempo per rispondere a tutti. Ma, vede, ogni giorno l’Italia conta almeno una persona in più povera, e se una persona può corrispondere ad una famiglia, capisce che questa Nazione sta diventando (lo è già diventata) una tragedia per ogni cittadino. Mi sarei aspettato dalla Sua persona anche una flebile risposta. Mentre Le scrivo, da mezzora ho ricevuto il conguaglio TARI 2016 da parte del mio Comune Sortino, che ammonta a circa 600 euro per un’abitazione di poco superiore a 75 mq e per sei componenti (ho 47 anni, mia moglie 37, quattro figli di 8, 4 e due gemelline di tre anni). Nonostante le tante cose compiute dal tale Crocetta (che Lei ben conosce), oggi la “differenziata” ci costa tantissimo e di sgravi non se ne parla: chissà se sarà fatta mai giustizia? Certamente la Comunità Europea ci ha bacchettato ma, anche se vi fosse sanzione che importa, tanto la paga l’italiano. Francamente alla luce delle disposizioni di legge che non tutelano le famiglie, si crea sempre un cuscinetto di abbandono, non avuto agevolazioni anzi, basta che vada a verificare nel sito dell’INPS e in più a dicembre lo Stato di cui Lei è capo e il Governo che ha nominato, ed il Governo che La fece eleggere, su un lordo di 1700 euro di busta paga me ne hanno dato 293 euro, mentre sono in congedo parentale. Come si può campare con 293 euro? Lei ne ha una pallida idea? Le leggi non sono mai retroattive quando riguardano le agevolazioni, come mai? Scorgo dai suoi annunci che le uniche preoccupazioni che nutre sono i migranti, le associazioni Gay e la Teoria Gender. Per Lei sono priorità importanti, come no? Per la gente comune cui appartengo le priorità sono ben altre legate ai bisogni fondamentali, sa quali sono? E, se fossi un terremotato sarebbe la casa e la ripartenza economica del luogo dove vivo. Se fossi malato sarebbero le medicine e le cure. Invece Lei bandisce l’Italia e il potere che toglie agli italiani, un potere ricco di sprechi e di “mafia amministrativa”, come Le dicevo nella prima lettera. Lei dovrebbe avere il carattere di un siciliano (Don Luigi Sturzo, Buttitta, per citarne due), infatti ad oggi non risulta niente che Lei abbia fatto o potuto fare per un popolo che canta l’Inno di Mameli. Il carattere siciliano è altruista, generoso, rivoluzionario. Agli italiani non interessa del PD che fa più interesse per la magistratura. Il PD non è una nazione, la Nazione sta sopra a tutto perché passano gli uomini e i partiti. A dicembre Le dicevo, che sto andando incontro a non poter dare il pane ai miei figli e, forse anche alla scuola dell’obbligo troppo costosa perché portata avanti con una riforma che seguirà le direttive di un Ministro che giura e firma con un titolo che non Le appartiene e precursore della Teoria Gender. D’altro canto, se lo Stato stesso crea l’UNAR per il “sesso di Stato” per “azioni positive” togliendo risorse importante alle famiglie (rubando soldi), e stimo Adinolfi e il suo PDF per la battaglia che fa, ci dica quale Italia Lei sente di rappresentare? Ci dica in che modo le famiglie italiane possano accettare il programma del governo e le alte tassazioni? Io sono stato un candidato Sindaco. Ho perso la mia battaglia perché il potere è logoro, mica poco? Lei è Presidente di quell’Italia, non della mia Italia dove i nostri Padri hanno lottato per consentirgli di darle a Lei quella Presidenza democratica che al suo contrario vale come dittatura. Ho votato contro il referendum costituzionale per amore della Costituzione e dei suoi nobili Padri Costituenti. Cosa rimarrà dii questa Seconda Repubblica che sarà conosciuta come la più corrotta e ladra? Domani non so quale sarà il mio futuro e quello della mia famiglia, però sono certo di essere nato italiano ma non di non “vivere” nel sistema sociale italiano, ma nella chiusa delle tasse. Lei non mi rappresenta, non è il Presidente della gente, è il Presidente del potere, quel male d’Italia a cui Lei, anche se volesse, non puo’ ribellarsi. Manca il lavoro. Mancano le aziende. Manca tutto. Noi non abbiamo la nostra libertà ma Lei non potrà avere neanche la Sua.  Non mi aspetto risposte. Mi basta sapere che la Sua risposta è nelle mani di Dio, come ogni verità, sperando che possa avere un sussulto e comprendere che dal Suo potere può seminare per fare crescere fiori, di sradicare ciottoli che intralciano passi e rendere fruibili sentieri. Se così fosse allora l’Italia che conta l’abbraccerebbe invece che ripudiarLa. Cordiali saluti            FIRMA    TELEMACO ALIANO