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Nel territorio del Sannio Alifano si pagherà l’acqua più cara di prima

(Giuseppe Pace). PIEDIMONTE MATESE. Il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano è stato da poco messo sotto la lente d’ingrandimento delle malefatte dalla coraggiosa Magistratura. Il cittadino onesto si aspetta che in futuro tale Ente irriguo (sovracomunale, interprovinciale e interregionale) funzioni meglio di prima. Ma sembra che mentre gli agricoltori, i frutticoltori le cooperative vitivinicole, ecc. del territorio del Sannio Alifano pagheranno di più l’acqua che utilizzeranno, i suoi dirigenti consortili decidono tra un pasto ed un rimpasto ricorrente, come prima dell’inchiesta “Assopigliatutto”, ecc.. Già anni fa anche la Romania al tavolo dei convenuti, tutti non ex contadini nè che “puzzano” di terra da coltivare. Pagare a mq l’acqua irrigabile e non più ad ettaro come prima significa far pagare di più il più povero dei coltivatori perchè spesso sono proprietari di terreni più carsici, collinari e dunque più assetati per produrre meno. Ma queste non sono considerazioni di chi non conosce né il territorio, né ancora di più la petrografia e pedologia. Non stimiamo poi quanta acqua serve per irrigare la vite, che abbonda nei terreni del pedemontano nord del monte Taburno in area telesina. Ma leggiamo cosa dice la stampa locale dell’Alto Casertano:”Si sono incontrati presso la sala conferenze dell’Istituto Professionale Statale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “E.V.Cappello” di Piedimonte Matese lo scorso 12 dicembre gli attori principali del Progetto Diana. Un progetto che, come più volte è stato ripetuto durante il convegno, punta ad una corretta irrigazione. Per l’occasione è stato ospitato sul territorio un gruppo di lavoro formato da professionisti provenienti da Belgio, Portogallo, Romania e Spagna. Gli ospiti che hanno portato il loro saluto istituzionali sono stati il presidente del Consiglio Comunale di Piedimonte Matese e il direttore Coldiretti Campania. Durante il convegno è stato anche proiettato un videomessaggio dell’eurodeputato N. Caputo. A dare il la ai lavori M. E. Gianfrancesco, che in qualità di delegata regionale del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano ha accolto gli ospiti stranieri parlando alla platea sia in inglese che in italiano. Di un progetto che risponda ai bisogni del territorio ha parlato il presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue che ha precisato: “E’ evidente che oggi lo spreco è l’elemento distintivo e proprio per far fronte a questo l’acqua avrà un costo a metro cubo e non più a ettaro”. R. Zuccaro, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha parlato di risparmio idrico e degli obiettivi del D:M: MiPAAF del 31/07/2015. “Un prezzo dell’acqua legato ai volumi effettivamente consumati per un uso più efficiente dell’acqua”, ha ribadito”. Sarà anche più efficiente, ma il costo non si riduce. I dati delle nuove ricerche sono utili per riflettere sui nostri consumi: un pomodoro «costa» 13 litri d’acqua, un foglio di carta A4 10 litri, una fetta di pane 40, un paio di scarpe di cuoio addirittura 8 mila. Ma quanto inquinamento provoca la produzione di quei beni? Quantificarlo sarà la nuova frontiera per gli studiosi. Ogni italiano usa in media 215 litri di acqua reale al giorno, per bere e per lavarsi, ma il consumo è 30 volte superiore se consideriamo anche l’acqua virtuale impiegata per produrre ciò che mangiamo e indossiamo. Fanno più di 6.500 litri a testa, ogni giorno. Ogni volta che beviamo un bicchiere di vino consumiamo 120 litri d’acqua. Se mangiamo un uovo, 135 litri. Per indossare una maglietta di cotone ne abbiamo utilizzati 2 mila. E se per pranzo ordiniamo un hamburger da 150 grammi, dobbiamo sapere che è «costato » 2.400 litri. Possibile? La risposta può essere intuitiva. Basta pensare a quanta acqua è servita per irrigare la vite, per far crescere la gallina, per coltivare il cotone e per sfamare e dissetare un manzo macellato all’età di 3 anni. Ma leggiamo ancora cosa si dicono gli attori convenuti a Piedimonte Matese per illustrare i ruoli futuri del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano. “A seguire l’intervento di G. Castaldi, Regione Campania – UOD Infrastrutture Rurali ed Aree Interne che ha parlato della disposizione del Regolamento regionale n.1 del 22/05/2017. A. D’Antonio, Regione Campania – UOD Tutela della Qualità e Servizi di Sviluppo Agricolo ha, invece, illustrato il Piano Regionale di Consulenza all’Irrigazione”. In questi che dovrebbero essere simposi per seminare nuove idee che portino a produrre meglio a più bassi costi con la tecnologia moderna, sembra che si celebrino il già celebrato di retorica, improvvisazione e compiacenza in un ambiente sociale, il territorio del casertano in particolare, ricco di malavita organizzata e di sistemi tangentizi collaudati da troppi decenni. Ma leggiamo ancora cosa scrivono dell’incontro i mass media locali: ”Mentre G. D’Urso, della Facoltà di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II ha focalizzato l’attenzione sui vantaggi nell’utilizzo di tecniche di telerilevamento satellitare in agricoltura. Degli obiettivi e delle finalità del progetto Diana ha parlato A. Osann, AGRISAT Iberia S.L., precisando che: “le tecnologie sono importanti ma senza la gente non servono a nulla”. “Migliorare e gestire le tecniche sia degli agricoltori che di chi gestisce le risorse idriche”, questi gli scopi fondamentali di cui ha parlato C. De Michele, dell’ARIESPACE S.r.l.. Ha inoltre approfondito il discorso legato ad una corretta irrigazione e ha rivelato alcuni dettagli in merito ai rilevamenti satellitari che possono arrivare ad una risoluzione a terra fino a 10 metri. Ad intervenire dalla Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, anche Marotta. Diana è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del “Programma di ricerca e innovazione Horizon 2020”. Ottimizzare l’identificazione e l’ispezione dei prelievi non autorizzati di acqua per l’irrigazione ma anche migliorare la gestione delle acque. Un progetto che punterà su dati di Osservazione della Terra (EO) forniti dalla piattaforma europea Copernico. “Il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano ha il vanto di essere l’area pilota in Italia per la sperimentazione del progetto, che durerà dal 2017 al 2019”, ha precisato il presidente A. Santagata. Degli aspetti importanti e dei benefici ambientali esterni all’agricoltura del progetto Diana ha anche parlato l’ingegnere M. Natalizio, moderatore per l’occasione, direttore generale del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano e neoeletto direttore regionale ANBI, carica che darà un impulso importante al Consorzio Sannio Alifano in ambito nazionale”. Il nostro Sannio Alifano ha aziende medie e piccole in agricoltura che non producono per esportare facilmente, tanta è la competizione sui costi di produzione e vendita con catene lunghe di passaggi. L’agricoltore non deve pagare di più l’acqua consortile, ma meno per essere aiutato a sopravvivere e competere nel mercato. Pagare l’acqua a metro cubo e non più ad ettaro significa una scelta non oculata, non ragionata, ma solo ragioneristica per rimpinguare la cassa consortile, che non bada a spese forse quando deve fare spettacolo convengnistico, ricco di retorica? Il nostri Mezzogiorno soffre da troppo tempo di approssimazione, di alta fuga dei cervelli, di emigrazione, di spoplamento delle campagne. Anche la classe media soffre e diminuisce di numero e di reddito mentre sono in aumento i lavoratori che vivono in condizioni di povertà con conseguente riduzione delle pensioni previdenziali che si attestano al 65% ed aumento delle pensioni assistenziali, che salgono dal 24% al 35%. Nel 2014 l’Italia ha erogato 28,6 miliardi mensili di pensioni, la Germania 25,8 e il Regno Unito solo 21,7. L’Inps è da cambiare per la farraginosità e la presunzione di trattare da sudditi i cittadini come vogliono i politici di carriera. Per l’irrigazione del territorio del Sannio Alifano c’è bisogno di conoscere meglio la Pedologia, cioè della scienza che studia i suoli, vale a dire la porzione più superficiale della crosta terrestre. Tale scienza è molto connessa alla geologia e all’agronomia: con la prima, per le connessioni riguardanti la formazione e lo sviluppo dei suoli a partire dalla disgregazione e alterazione delle rocce (pedogenesi). Ci si può fare aiutare dalla Società Italiana di Pedologia chè è una Società Scientifica no-profit fondata a Palermo nel 1997. Lo scopo della SIPe è quello di promuovere, sostenere e coordinare studi e ricerche nel campo della Pedologia e delle sue innumerevoli applicazioni, che spaziano da tematiche agricole, ambientali, di salvaguardia del suolo. Non serve venire, per forza al Nord, per avere idee propositive ed efficaci prima di deliberare semplici aumenti addirittura a metro cubo l’acqua irrigabile, ma che siamo in condominio di Napoli o di Caserta città? Non pochi cittadini del Sannio Alifano pensano che nel territorio alifano, telesino e venafrano l’agricoltura langue tra scelte non oculate dei politici che continuano ad ignorare i bisogni di chi produce. Tali politici e loro delfini, fidati e collaudati da decenni-fino ad ieri- curano spesso solo i feudi elettorali con annessi e connessi convegni zeppi di retorica solo per fare palco, senza utenti, né servizi di qualità pari a tutti i soldi pubblici ricevuti per finanziare presunte opere di modernità?