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Napoli. Rischio infiltrazione camorra nella gestione delle autoambulanze in Campania.

Lo denuncia pubblicamente con una nota alla stampa il consigliere regionale Borrelli: “Magistratura e Forze dell’ordine facciano chiarezza sulle gravissime denunce presentate da operatori sul giro di mazzette, aggressioni, minacce e atti vandalici per ottenere il monopolio nel settore”
“Il trasporto dei malati a Napoli, anche negli ospedali pubblici, sarebbe gestito con metodi camorristici da persone che sono già finite in inchieste su questo tema e anche in altre per omicidi di camorra”.
Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, lanca un appello a “magistrati e forze dell’ordine affinché verifichino, con la massima attenzione, le denunce presentate nei giorni scorsi da alcune associazioni e imprese che operano nel settore che, proprio per combattere il presunto clima di illegalità, hanno deciso di consorziarsi in un Coordinamento”.
“I componenti del Coordinamento Emergenza Ambulanze mi hanno confermato che esiste un sistema per controllare il trasporto dei malati basato su minacce e pressioni che hanno anche denunciato alle forze dell’ordine con tanto di nomi e cognomi dei protagonisti e autorizzandomi a rendere pubbliche le denunce” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “gli episodi denunciati sono tantissimi, si va dalle minacce e dagli avvertimenti verbali ai dipendenti e ai responsabili delle imprese e delle associazioni agli atti teppistici contro ambulanze e auto mediche, ma non mancano neanche vere e proprie aggressioni fisiche per convincere chi si oppone al ‘sistema’ a non farlo. Inoltre è stato denunciato un giro di mazzette negli ospedali date a infermiri e medici per proporre ai degenti l’uso di determinate ambulanze guarda caso sempre dello stesso soggetto che praticherebbe pressi doppi o tripli rispetto al mercato per pagare il personale medico e infermieristico che gli procura in modo illegale i clienti”.

“Già nelle scorse settimane avevamo denunciato il danneggiamento di un’ambulanza della Bourelly al Cardarelli e c’era la sensazione che quell’episodio era solo uno dei tanti e ora ci sono denunce a confermarlo” ha continuato Borrelli precisando che “a rendere inquietante il tutto è che, nella denuncia presentata alla Polizia, nell’identificare i responsabili delle minacce e delle aggressioni si fa un nome già noto alle cronache giudiziarie, una persona che sarebbe il vero responsabile della Croce San Pio: Marco Salvati”.

“Marco Salvati finì già in carcere nel 2005 con l’accusa di condizionare il trasporto dei malati con metodi camorristici e grazie al legame con il clan Lo Russo” ha spiegato Borrelli sottolineando che “nei fatti, quindi, Salvati starebbe riproponendo lo stesso modus operandi che portò al suo arresto 13 anni fa”.

“Come se non bastasse questo, poi, il nome di Salvati torna agli ‘onori’ della cronaca perché fu arrestato con l’accusa di aver partecipato al delitto dell’ambulanza in cui furono uccise due persone, tra cui il boss Salvatore Manzo che stava per essere trasferito dal Cardarelli in una clinica privata per continuare le cure successive a un precedente agguato” ha continuato Borrelli per il quale “la società che sarebbe controllata da Salvati avrebbe anche appalti con alcuni ospedali pubblici sui quali va fatta immediatamente chiarezza perché sarebbe assurdo che soldi pubblici andassero a riempire le casse di chi è legato ad ambienti criminali”.