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I rapporti umani nella sofferenza psicofisica. A margine del Convegno Camillianum

(Felice Previte) ROMA Organizzato del Centro Camillianum e dalla Pontificia Università Lateranense, con un Corso di Formazione nella Pastorale della Cura e della Salute, si concluderà con un Convegno Celebrativo del trentennale delle attività “ Dolore e sofferenza” in programma il 30 e 31 ottobre p.v. a Roma . Permettetemi di rivolgere un saluto cordiale e sincero ai Convegnisti, con l’augurio più fervido per continuare, come sempre, a lavorare per il bene comune, per essere di conforto ai ” i più deboli ed ai più bisognosi “ , affinché portano a traguardi !
Nel titolo del Convegno dove i rapporti umani che salvano e sono portatori di speranza, non possono essere esclusi “I rapporti umani nella sofferenza psichica”, argomento di profonda attualità nella disabilità, nella sofferenza, nel dolore, saputo cogliere dal Centro Camillianum . In una società complessa, qual è la nostra, è importante e bisogna riconoscere chi è il nostro prossimo, cos’è il bene comune. Il n/s prossimo è quanti ci stanno accanto nel nostro vivere quotidiano o che incontriamo nelle strade delle nostre città, ma lo è soprattutto quanti sono “lontani”, specie se sofferenti, che una azione sociale e politica spesso dimentica, quale palese ingiustizia, che la solidarietà è fatta di azioni e non di sole parole. Nel nostro quotidiano viviamo di una grande ondata di laicismo dilagante, di ogni sorta di immoralità, di un permissivismo aberrante . Infatti l’uomo decide autonomamente e spesso come se Dio non esistesse. L’essere cristiano non è una prescrizione medica, non è una funzione obbligatoria, ma se vogliamo essere tali dobbiamo seguire le indicazioni di “coloro” che ci sono maestri e guide, così come il non cristiano segue altri maestri, altre teorie. Quella parola che spesso si sente nel quotidiano, bene comune, si può riassumere in quell’insieme di beni, case, ospedali, scuole, ed anche di servizi, giustizia, pace, solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno per vivere, ma che nessuno può “costruire” da solo se non trova chi lo possa aiutare. Quindi il nostro prossimo ed il bene comune è la società, ma principalmente è la famiglia, che tutti dicono di difendere, ma che non viene considerata nell’insieme dei suoi componenti, specie quella che “vive” situazioni di abbandono innanzi a follie drammatiche, come spesso ne veniamo a conoscenza.

La famiglia italiana soffre di un certo malessere e non necessita esclusivamente di semplici farmaci da banco e non è solo quella che reclama pannoloni, pannolini, vestiti, scarpe, biberon, passeggini, assegni familiari od altri beni economici, come reclamano alcuni ambienti ! E’ famiglia, quella che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, che continua a farsi carico dei propri figli, che continua ad aiutare i propri genitori anziani, ma è anche famiglia, quella che continua a curare i propri membri disabili psico-fisici, famiglia spesso dimenticata anche dai cristiani ! Oggi la famiglia è “bombardata” da stupri spesso ricorrenti, mostruose azioni che lasciano “tracce” non trascurabili nell’intimo di chi le subisce, da violenze troppo spicciola tra gli adolescenti, da aggressività tra consanguinei, da insapori delle famiglie dove spesso ci scappa il morto. Questi tristi episodi nella maggior parte, spesso derivano da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili che le Istituzioni dimenticano o sono disinteressate da ben 39 anni “suonati”, cioè da quando una legge, la 180, ha “ordinato” la chiusura dei “manicomi”, senza programmare idonee strutture atte alla prevenzione, cura e reinserimento sociale dei “malati” ignorati ed abbandonati. E’ molto significativa la “lezione” che ci viene dal Manzoni nei “Promessi Sposi” dove pone in risalto la morte di don Rodrigo, l’uomo potente ricco e temuto che viene abbandonato dai “suoi” quando è colpito dalla peste e nonostante le minacce e le suppliche rivolte a “coloro” che gli stavano attorno, muore nel “lazzaretto degli appestati”. E’ quello che stà avvenendo in Italia per la categoria sopra citata. Per fare una comparazione possiamo dire che il grido d’aiuto dei “malati psichici” e delle loro famiglie, muore abbandonato nel “lazzaretto dei dimenticati”. Le condizioni di vita quotidiana e la crisi scottante del n/s tempo sono tante, come la droga, la strisciante eutanasia, la ventilata clonazione umana, il far west procurato dalla fecondazione artificiale, l’aborto ormai legalizzato, l’eutanasia galoppante, le varie forme di handicap e quanto attenta il vivere civile. Ma il diritto alla vita, come il 3 febbraio di ogni anno ci ricorda la Chiesa nelle Giornate per la vita, è l’essere” riconosciuti come persona ed essere curati ; e molto significativo è il ricordo dei Vescovi per servire la vita significa anche quando è scomoda e dolorosa per chi è gravemente ammalato e per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche e noi ci permettiamo di aggiungere anche quelle psichiche, disattese ed ignorate dalle Istituzioni. Nel Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Malato” del prossimo 11 febbraio rileviamo la tematica del dolore umano per riflettere sul senso del dolore e sul dovere dei cristiani di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti . La famiglia, nella quale insiste un “malato” psichico spera nella risoluzione di questo disagio, anche di natura sociale, che non è solo di natura sociale, di emarginazione, di disinteresse, di silenzi, ma costituisce uno stato di emergenza.
La patologia mentale, spesso cronica, costituisce uno stato di emergenza, perché il sofferente, è purtroppo un elemento disgregante della famiglia stessa ed anche della società. Il discorso sui malati psichici, sulle loro famiglie e sulla sicurezza di tutti i cittadini, comporterebbe un lungo discorso, ma ne abbiamo evidenziate in breve le gravi lacune. I frequenti e gravi episodi che si verificano nel n/s Paese, quasi giornalmente od a periodi delle stagioni in cui l’anno è diviso, scaturiti dalla stessa matrice di follia di menti psichicamente instabili nei quali bambini giovani anziani donne ragazze e gente comune vittime di incuria violenze ed abusi d’ogni genere, ci lasciano attoniti e sconcertati e con noi l’opinione pubblica. I “fattacci” avvenuti, come ci informano i comunicati Radio-Televisivi, dove anche persone da tempo in cura per malattie neurologiche e gravi forme di depressione hanno ucciso, sono crude manifestazioni di una realtà che da moltissimi anni invadono le cronache dei mass media e dimostrano l’inconfondibile e grave stato di deterioramento prodotto dal silenzio e dall’incuria delle Istituzioni a prendere sul serio questo grave disagio sociale con opportuni provvedimenti legislativi.
Cresce e diventa sempre più forte e sentito il bisogno di giustizia, di protezione a fronte di situazioni che procurano paura, insofferenza e delusione per la mancanza di credibili azioni che diano al cittadino almeno la sensazione di essere tutelati, malgrado il meritevole impegno delle Forze dell’Ordine, alle quali devono essere indirizzate parole di plauso per l’impegno di sicurezza, anche giuridica. Le n/s generazioni inorridiscono di fronte a questo “mondo moderno” insolvente di rispetto della dignità umana, mentre si fa tanto clamore nell’immediatezza del dramma, per poi voltare pagina e lasciare nel buio dell’angolo della coscienza i diversi scottanti problemi come quelli sollevati dalla malattia mentale. Il vero nodo è la disattenzione, il disinteresse, il silenzio Legislativo ed il profilo sociale del nostro Stato, che si definisce civile e democratico, ma non applica il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, nel quale tutti- in quanto esseri umani- hanno diritto ad una vita dignitosa, compresi i malati mentali che non scendono in piazza e non proclamano scioperi ad oltranza. Prima di concludere vorrei ricordare che tre Papi diversi, uno polacco, Papa Woityla fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con in Governi e la parte laica della società ; l’altro tedesco, Papa Ratzingher, con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, Papa Francesco papà premuroso, sono stati di pungolo nel quadro politico-sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psichica.
Di fronte ai richiami del Magistero della Chiesa nella Giornata per la vita e nella Giornata Mondiale del Malato, innanzi a queste considerazioni, urge con i Convegni rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse, perché la famiglia è sempre stata e deve restare il motore universale della società civile. E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza “!
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