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Aversa. Il Liceo Classico “D. Cirillo” primo in Italia alle Olimpiadi del Patrimonio

(Carmelo Menna) AVERSA Il 7 maggio scorso si è conclusa nell’Aula Magna del Liceo Classico “Visconti” di Roma, in Piazza del Collegio Romano la XIV edizione delle Olimpiadi del Patrimonio promossa da ANISA avente per titolo i Castelli d’ Italia. Il progetto multimediale “Il Castello dei destini incrociati” elaborato dagli alunni del Liceo Classico Domenico Cirillo di Aversa Alessandro Ordia, Miriana Sabatino, Claudia Savoia, coordinati dal professore di Storia dell’Arte Carmelo Menna, ha trattato nello specifico il Castello di Casaluce. La storia è stata documentata attraverso immagini, testimonianze ed interviste presentate in formato multimediale. Il lavoro è stato apprezzato molto dalla Commissione giudicatrice della XIV edizione delle Olimpiadi del Patrimonio (composta da Presidente: Irene Baldriga, Dirigente Liceo Virgilio e Presidente Anisa; Fabrizia Borghi Direttivo Anisa; Teresa Calvano, Direttivo Anisa; Giuseppe Ingaglio, Istituto Italiano Castelli Sicilia e Referente Anisa; Maria Taloni Miobac, Direzione Generale Educazione e Ricerca; Maria Serlupi Crescenzi, Musei Vaticani; Paola Strada, Mibac Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio Milano, Direttivo Anisa; Stefania Vannini Mibact Galleria Borghese Roma; Natalia Casolini di Sersale, Liceo Scientifico Spallanzani Tivoli) che ha premiato il nostro Istituto assegnandogli il PRIMO POSTO NAZIONALE alla massima competizione inerente alla disciplina storico-artistica: “OLIMPIADI DEL PATRIMONIO”.

La motivazione espressa dalla Commissione giudicatrice è stata la seguente: “Per il profondo coinvolgimento nel piacere della ricerca e dello studio. Per la proposta di un sito di grande rilevanza storico-culturale e paesaggistica. Per la qualità della presentazione e dei talenti interpretativi profusi.
Per la capacità di valorizzazione del patrimonio artistico e la consapevolezza civica dimostrata. “
In quindici minuti concessi per esporre, i contenuti sono stati tanti: l’architettura, la scultura, la pittura le arti minori e tanti i riferimenti culturali: da Kafka a Dante, da Klee a Calvino. E’ stato il felice epilogo di un lungo iter di studio dei castelli che ha impegnato i ragazzi per un intero anno scolastico. Il Castello di Casaluce purtroppo agonizzante, ha inaspettatamente incontrato piccoli amici dotati di una profonda sensibilità e di un talento emergente. Contro i “muri dell’indifferenza, e la falsa saggezza” i prodi ragazzi hanno mostrato una maturità intellettuale e una emotività affettiva che avrebbero dovuto avere le amministrazioni e tutti coloro che avevano il dovere di tutelare e valorizzare un bene architettonico di tanto pregio. Gli alunni, in rappresentanza della Regione Campania, dinanzi alla Commissione e ai rappresentanti dell’Italia intera hanno dato un saggio di alta cultura multidisciplinare e di cittadinanza attiva e da istrioni e poeti consumati, del tutto disinibiti e con tanta voglia di raccontare hanno incantato la platea con la loro storia.
Nella premessa i ragazzi del Liceo Cirillo si sono ispirati al libro di Italo Calvino: “il Castello dei destini incrociati”. Il libro parla di una foresta dall’atmosfera magica ed indefinita all’interno della quale si trova un castello decadente e sfarzoso e dove l’autore si ferma per riposare. Al suo interno, il viaggiatore si accorge di aver perso l’uso della parola e incontra una moltitudine di persone, tra cui prodi cavalieri, nobili signori ed infine viandanti scapestrati.
E’ proprio quanto è successo ai nostri ragazzi che, sopralluogo dopo sopralluogo, lettura dopo lettura, attratti dalla storia affascinante del castello si sono ammutoliti dinanzi a tanto degrado ed abbandono; come l’autore del libro, hanno incontrato tanti personaggi che raccontavano del castello: il Presidente dell‘ Istituto Castelli d’ Italia Luigi Maglio, il Parroco della Chiesa annessa al Castello Don Michele Verolla, la giovane guida Vincenzo Franzese. Ma come per magia, proprio per quello scempio di mura in rovina, i nostri ragazzi hanno ritrovato la forza, la vitalità e la voglia di riscatto in difesa del castello. E proprio come nel racconto di Italo Calvino dove gli ospiti davanti alle immagini, in quel caso dei tarocchi, hanno iniziato a raccontare cosa li aveva spinti ad arrivare in quel luogo magico, i nostri ragazzi dinanzi alle immagini degli affreschi barbaramente divelti hanno cominciato a raccontare la storia di Casaluce e del suo Castello. Il racconto che i ragazzi hanno esposto a Roma dinanzi alla titolata commissione di esperti parla della storia antica del castello e come questo un tempo questo doveva rifulgere prima come castrum principesco e poi per effetto della trasformazione per mano dei monaci dell’ Ordine di Celestino V; della scultura di elevato pregio delle tombe dei proprietari, i Del Balzo, funzionari di corte angioina; degli affreschi strappati, restaurati, conservati a lungo nella cappella palatina di Castelnuovo a Napoli; poi ricondotti dopo 50 anni di nuovo a Casaluce per essere scaricati maldestramente dalla Soprintendenza, accantonati l’uno sull’altro, alla stessa stregua di come si accatasta la merce in un deposito o di come si abbandonano permanentemente suppellettili in disuso in una soffitta. I ragazzi hanno raccontato la curiosa storia dell’icona itinerante della Madonna di Casaluce contesa tra Aversa e Casaluce e destinata ad un continuo peregrinare: una storia di fede davvero singolare; leggende inerenti al Castello come quella del corbo e descritti manufatti preziosi come quello delle idrie che la tradizione vuole provenienti dal banchetto di Cana.
E’ stata sorprendente la capacità dei ragazzi del Cirillo di coniugare l’arte medievale con l’arte del novecento introducendo in un contesto antico personaggi tratti da opere d’Arte moderna come l’Angelus Novus di Paul Klee. l’Angelus Novus a Casaluce avrebbe voluto rimediare al misfatto, ricomporre le macerie ma un vento l’ha rapito sospingendolo verso il futuro. Il lavoro si è concluso con una poesia, degna di alti premi letterari, scritta e recitata da uno dei ragazzi partecipanti Alessandro Ordia che di seguito si riporta:
Con affanno
I castelli vengono eretti
Sulle alture dai nostri  ideali
E per mano degli stessi
Crollano come un amore smodato
Sarò mercenario dalla guerra infame
Per ripristinare i castelli
Per guarirli dalla malattia

Il morbo della falsità corrode
Le fondamenta
Liquefa gli intenti e i nobili proposti
Sarò centauro furioso per riconquistarli
E combatterò con amore
Combatterò sempre

“proteggi i castelli, o prode cavaliere”
Implorano ai miei piedi
Le vittime dei maligni banditi
Stupratore dei nostri figli

Forse non sono all’altezza?
Forse crollerò come i nostalgici castelli?

Lo impedirò!
Distruggerò I muri della finta saggezza,
Dell’indifferenza
Per salvarli, per salvare voi, o miei figli!
Consanguinei del mio furore apocalittico
Giacerete con me
Sarete i fiori per la mia tomba.