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A proposito del DAT. L’unico diritto è quello della vita

(Segretario Prov.le Partito Pensionati Padova). Che nell’Uomo ci sia del sacrale lo riconoscono in molti. Ai sacrati o ministri del culto spetta la gestione del sacro. Sull’attuale dibattito in merito al testamento biologico, voluto dal Pd è bene che anche i Pensionati dicano la loro. I pensionati sono più vicini al fine della vita dei politici trenta-quarantenni d’assalto per spartirsi le poltrone che contano. Eppure nessuno gli dà voce per parlare. Per molti, soprattutto del Pd, ma anche di altri partiti giovanili, di rottama tori in erba, il biotestamento un atto di responsabilità. Per Nicola Tomasso e Francesco Pilone (Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, Pilone è capogruppo di Democrazia Popolare al Comune di Campobasso), invece, l’Italia ha sancito il diritto di farsi uccidere. Si anima il dibattito anche a Padova sull’approvazione della legge sul biotestamento. La Padova cattolica non si scandalizza al nuovo che avanza per porre termine alla vita terrena solo perché fa moda in Svizzera come altrove oltre le Alpi. Là non tutto è migliore che a sud delle Alpi, dove è nato il Cristianesimo. Ad aprile, quando ci fu il via libera della Camera al ddl, i ministri del culto padovano però non fecero suonare le campane a morto in segno di protesta come in alcuni comuni molisani. Un cartello spiegava: «Le campane suonano a morto perché la Vita è vittima della morte dall’aborto all’eutanasia delle Dat. Approvato dalla Camera il 20 aprile scorso, il disegno di legge sul biotestamento ha ricevuto il via libera definitivo al Senato. Il cuore del provvedimento è l’articolo 3 sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Il testo prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Viene “promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato” e “nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari”. Per quanto riguarda i minori “il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore”. Con queste norme l’Italia ha scelto di far morire, non di far vivere. Prosit». Ora che il ddl è diventato legge, si riapre la discussione. Un atto di responsabilità, dunque, secondo Massimiliano Scarabeo, che «dopo decenni di discussioni per la sua approvazione, mette i malati, le loro famiglie e gli operatori sanitari nella condizione di affrontare con minori disagi talune problematiche legate alla cura di particolari malattie, evidenziando, nel contempo, un maggiore rispetto per i diritti degli stessi. Proprio perché questa è una legge che ribadisce il no all’accanimento terapeutico e non è assolutamente un primo passo verso l’eutanasia, occorre attenzione nella sua applicazione, una maggiore responsabilizzazione nelle terapie di cura e quelle del dolore, attraverso un consolidamento del rapporto medico-paziente, dato che non è giusto pensare che la vita di una persona possa essere conseguenza di una semplice dichiarazione scritta». Anni fa insegnavo in un liceo di Dolo (VE) e scrissi un lungo artico su”Il Gazzettino di Venezia) in difesa della vita per il semplice fatto che insegnavo Scienze e la Scienza deve essere sempre pro Vita e non contro. Citai anche Leonardo da Vinci che scrisse:”La vita è una forza vitale nascente simboleggiata dai pulcini e dalla chioccia, che li protegge”. Oggi la chioccia dello Stato italiano, mediante i “democratici”, peccato che manchino i “conservatori” dà valore alla morte e non alla vita? E il Papa che fa? Tace, come tace per Gerusalemme, capitale culturale della Cristianità? Valli a capire certi ministri di culto che gestiscono il sacrale che in tutti noi. Ribadisco che l’unico diritto esistente è quello alla vita, non ce n’è uno alla morte. La norma approvata, accusano, «legittima non solo l’eutanasia omissiva, contrariamente a quanto affermato da diversi parlamentari, ma anche l’eutanasia commissiva». In base alla volontà del paziente, spiegano, il medico potrà interrompere la nutrizione artificiale, «procurando la morte per fame e sete». Il testo non indica una particolare condizione, «ne consegue che tutte le motivazioni addotte sono valide per chiedere di morire (disabili, depressi)». E ancora, «si capovolge il principio secondo cui i minori e gli incapaci non possono rifiutare un trattamento a tutela della salute, nel pieno rispetto della dignità. Infatti, genitori e rappresentanti legali avranno pieno potere di vita e di morte sui figli e sugli incapaci». Le disposizioni anticipate di trattamento, proseguono i due esponenti del mondo cattolico, non certificano «la volontà attuale del paziente. Si esprime di fatto un consenso disinformato. Con quali modalità viene gestito un paziente terminale in terapia intensiva e quali sono le differenze tra sedazione palliativa e suicidio assistito. Questo pasticcio normativo è confermato dal mancato obbligo della presenza medica nell’atto di redazione della Dat, dalla mancanza di criteri per accertare l’integrità mentale e la lucidità del dichiarante». Infine, «si obbligano i medici a commettere omicidi. Infatti, anche qualora ci fossero nuove terapie, non esistenti al momento della redazione della Dat, il medico è tenuto ad attenersi alla volontà di morte del paziente, probabilmente espressa molti anni prima. Una evidente violazione dell’articolo 32 della Costituzione». Di più: «Con questa legge viene cancellato il diritto alla dignità e alla speranza del sofferente. Da oggi i malati saranno un peso di cui lo Stato dovrà liberarsi». Qua non si tratta di essere per la semplice tradizione di lasciare in balia dell’accanimento terapeutico il presunto morente, ma di non autorizzare chiunque a decidere per altri, senza consultare i figli, la moglie, i genitori, i parenti entro il IV grado se sono concordi o meno. La vita è sacra, non dello Stato o di qualche medico politicizzato e treta-quarantenne “democratico”? Il biotestamento è diventato Legge con il si del Senato. Le norme erano state già approvate alla Camera mesi fa (con il voto a favore di Pd, M5S, Sinistra Italiana, Mdp mentre Scelta civica ha lasciato libertà di coscienza; contrari Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e centristi al governo di Ap). «Nel nostro Paese c’è un atteggiamento molto cauto nella sospensione dei supporti vitali in rianimazione – risponde il direttore della terapia intensiva pediatrica della clinica De Marchi di Milano -. Secondo uno studio la decisione di limitare i trattamenti viene presa nel 60% delle morti, ma in concreto nella metà di questi casi si tratta solo della rinuncia a praticare la rianimazione cardiopolmonare. La vera e propria sospensione dei supporti avviene nel 17% dei casi e il loro mancato avvio in un altro 17%, mentre in Europa, in media, il 73% delle morti in terapia intensiva è preceduto da una scelta in uno dei due sensi». In tempi che precedono le elezioni politiche il Governo nostrano non ha altro a cui pensare per governare la crisi della classe media italiana e fa diversivi antichi di distrarre l’opinione pubblica con argomenti di moda culturale, tipica dell’intellighenzia dei responsabili della grave crisi economica in corso nonostante i loro palliativi!