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SPARANISE, Ricordo di Emilio, l’amico dei disabili

(di Paolo Mesolella) Ci salutammo nel mese di maggio scorso nella palestra delle scuole medie di Calvi Risorta con una chiacchierata di un’ora. Io osservavo mio figlio giocare a basket, lui il nipotino. “Parto, alla fine mi disse, debbo andare in ospedale per un’operazione. Qua tornerò soltanto dopo l’intervento… magari ci rivedremo a settembre”. Ma Emilio Ricca, stimato professore di religione presso la Scuola Media di Sparanise, ora ci ha lasciati. Non so chi a Sparanise, a Calvi Risorta, a Francolise… non ne conosca il nome, la discrezione, la bontà, il suo amore per i disabili. Incominciò ad insegnare religione all’Istituto Tecnico Commerciale “G. Galilei” di Sparanise nel lontano 1986 e vi è rimasto 15 anni prima di passare alla Scuola Media “Da Vinci”, dove ha insegnato fino al mese scorso. A Sparanise ha avuto molti motivi per farsi amare: l’insegnamento, il volontariato verso i malati e le persone disabili, la parrocchia. Fino a ieri, quando ci ha lasciati a causa di una terribile malattia. Sono cose che possono capitare a chiunque: partire e non tornare più, magari morire. Ma la morte di Emilio ci ha turbati. E’ il destino dei grandi spiriti quello di lasciare un vuoto e poche parole. Appariva davanti agli occhi con un sorriso, un saluto e poi spariva. Noi che l’abbiamo conosciuto così semplice, così naturale, facciamo fatica a ritornare indietro nel tempo. Succede per le persone care: non sappiamo da dove cominciare per parlarne. Ma Dio ha permesso che Emilio, anno dopo anno (non senza sforzo, senza difficoltà) diventasse per tutti i suoi alunni e i suoi amici dell’ACAD (l’Associazione Cattolica Amici Disabili da lui fondata) un modello da seguire. Ricordo una domenica di agosto di qualche anno fa: mi trovavo nei giardini della reggia di Caserta, quando arrivò il pullmino dell’Acad. In poco tempo uscirono dal furgone una decina di ragazzi disabili. Emilio li aiutò a scendere e li accompagnò per i giardini reali. Tra me pensai per un momento che a quell’ora e a quel posto, un atto di altruismo così non l’avrebbe fatto nessuno, nemmeno a pagamento, mentre Emilio chissà quante volte lo avrà fatto, accompagnando i malati in gita e lasciando la moglie e le figlie a casa. Ho visto docenti di sostegno, pagati, rifiutarsi di comprare un ovetto kinder ad una bambina down di seconda elementare la cui mamma aveva dimenticato a casa la merenda… Con la scomparsa di Emilio, il paese non ha perso solo un bravo insegnante, ma una persona molto umana e perbene. Chi lo ha conosciuto sa che il suo obiettivo era quello di tessere rapporti umani, ricucire strappi, sa che era discreto e sapeva consigliarti. I tanti amici e gli alunni che hanno condiviso il cordoglio sui social ne sono la più sincera testimonianza.