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La prima accoglienza è nel grembo materno.

(di Giorgio Celsi) Riguardo all’iniziativa di don Mario Marchiori, che ha invitato Emma Bonino a predicare in parrocchia, qualcuno ha acutamente osservato che invitare la storica leader radicale a parlare di accoglienza in chiesa è tanto assurdo quanto proporre a Jack lo squartatore di tenere una conferenza sul femminicidio.
A proposito del tema che verrà trattato, dal titolo: “Ero straniero – l’umanità che fa bene”, giova ricordare al parroco organizzatore dell’evento che la prima accoglienza è nel grembo materno, mancando la quale tutto il resto è solo vuota chiacchiera e ipocrisia.  Ricordiamo a beneficio di chi l’avesse dimenticato, che la Bonino, oltre a essersi personalmente sottoposta ad un aborto clandestino [ rif Intervista sul settimanale Grazia del 14 marzo 2006  http://www.emmabonino.it/press/portraits/3634 ], ha eseguito  per sua stessa ammissione, negli anni Settanta, tramite il Cisa, struttura da lei fondata assieme ad Adele Faccio, 10.141 aborti clandestini e fuorilegge (dietro comunque esosa parcella con autofinanziava il suo partito) servendosi di una pompa per le biciclette. Il che equivale ad oltre diecimila omicidi, secondo la legge vigente all’epoca: “Io – spiega Emma – uso un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari, anzi è un buon motivo per farsi quattro risate” [ rif. Intervista a Neera Fallaci sul settimanale Oggi del 29 luglio 1976 http://www.imolaoggi.it/2013/04/13/emma-bonino-e-laborto-con-la-pompa-delle-biciclette-da-vomito/] E’ la stessa persona che recentemente ha affermato, in difesa dell’operazione mare nostrum, che sui cadaveri non si costruisce niente [ rif.http://www.corrierenazionale.net/2017/07/06/migranti-emma-bonino-abbiamo-chiesto-noi-che-gli-sbarchi-avvenissero-in-italia/ ehttp://www.giornalettismo.com/archives/2621677/migranti-emma-bonino-sbarchi-italia-audio ]
Forse all’incauto don Mario è sfuggito che il diritto canonico prevede la scomunica late sententiae per chi procura l’aborto (CIC, can. 1398) e, dato il curriculum della Bonino, non v’è dubbio che sia incorsa innumerevoli volte in questa severissima pena, che la esclude dalla comunione ecclesiale.
Va inoltre fatto notare come tuttora Emma Bonino non sia affatto cambiata: ancora oggi imperversa sulla scena per ribadire i vecchi cavalli di battaglia, quelli di sempre. Come lo spot pro eutanasia diffuso lo scorso dicembre, sotto forma di saluto ad una “compagna” radicale, Dominique Velati, andata in Svizzera per sottoporsi al cosiddetto “suicidio assistito”, complici i Radicali, non a caso autodenunciatisi per averla aiutata a morire.
È recente la sua presa di posizione pubblica a favore delle unioni civili («È l’ora di essere civili», ha sentenziato, auspicando che il DDL resti così com’è, adozioni gay comprese) e poi ancora a favore della maternità “surrogata” e della stepchild adoption, criticando il Family Day ed accusando anzi la Chiesa di interventismo. Suo è anche il grido libertario e liberticida ad un tempo di «Non permettiamo che l’io non lo farei diventi allora tu non lo devi fare».
Ed ha aggiunto: «Abbiamo un sacco di richieste per l’eutanasia in Svizzera da persone che vogliono solo poter morire serenamente», neanche si trattasse di un’agenzia viaggi con biglietto di sola andata. Quanto all’Africa è bene sia chiaro come, tra i suoi obiettivi, figurino anche quelli che nel 2013, durante il suo intervento alle celebrazioni della Giornata dell’Africa, definì «i diritti delle donne africane», riferendoli però (non a caso) al protocollo di Maputo, adottato dall’Unione Africana l’11 luglio 2003 e che prevede contraccezione, sterilizzazione e pianificazione familiare, leggasi aborto e dintorni. [ rif. https://www.youtube.com/watch?v=mF9EtNgLt8A ]
Concetto ribadito poi per caldeggiare le ratifiche da parte di 15 parlamenti degli Stati membri della stessa Unione, insistendo su «maternità consapevole, pianificazione familiare con riferimento alle pratiche contraccettive ed aborto. Il quadro è persino più chiaro della legge italiana in materia – ha esultato – quando prevede come possibile causa dell’interruzione della gravidanza non solo la salute fisica, ma anche quella psicologica sia della madre che del feto», il che per lei è motivo di giubilo. È questa l’Africa che piace ad Emma Bonino.
È bene piuttosto che si parli di chi ha il coraggio di difendere la vita, come Xavier Dor, medico francese, condannato per aver pregato all’interno di una struttura dove si praticano gli aborti, e che ha con dolore osservato nei confronti della Chiesa Cattolica: “Il suo silenzio (sui valori non negoziabili n.d.r.) può essere visto come una complicità passiva, intenzionale” [ rif. http://www.ilfoglio.it/articoli/2014/02/10/news/la-moderna-ghigliottina-51228/ ]
E’ per queste ragioni che abbiamo reputato necessario organizzare nello stesso giorno dell’infausto evento promosso da don Mario Marchiori, un sit-in di sensibilizzazione in difesa della vita davanti alla curia di Biella.
Associazione Ora et Labora in difesa della Vita, MPV Biella