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“la cannabis è l’anticamera dell’inferno,

(da Federico Catani- SOS Ragazzi) “la cannabis è l’anticamera dell’inferno, è l’anticamera dell’eroina e l’anticamera della cocaina”. Così si è espresso Antonio Pignataro, questore di Macerata, dopo aver chiuso due negozi di canapa a Civitanova Marche. Il questore è stato il primo in Italia a compiere questo gesto ed è impegnato da tempo contro la commercializzazione della cosiddetta “cannabis light”. La sua azione è arrivata in concomitanza con la pubblicazione della direttiva del ministro dell’Interno Matteo Salvini con la quale viene promossa una stretta nei controlli di tali esercizi commerciali e maggiore vigilanza sulla vendita illegale di derivati e infiorescenze della canapa. Si tratta di una decisione che noi di SOS Ragazzi abbiamo sempre auspicato, e per la quale abbiamo sempre lottato. Chiaramente, tanto il provvedimento di Salvini, quanto l’intervento del questore Pignataro sono stati duramente criticati dai sostenitori della droga libera. Tuttavia, non sono mancati nemmeno gli applausi, specie da parte delle comunità, come quella di San Patrignano, impegnate nel recupero dei tossicodipendenti. Anche il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, ha fatto sentire la sua voce a favore di Pignataro. Ed ha spiegato molto bene il perché. Chi difende l’esistenza di questi esercizi commerciali si giustifica dicendo che la vendita delle infiorescenze di canapa non è per uso personale e che queste contengono una quantità minima e innocua di principio attivo (thc), tra lo 0,2 e lo 0,6%. Oltretutto, affermano che le infiorescenze contengono più cannabidiolo, che è una sostanza rilassante. Ebbene, si tratta di bugie.

Pignataro, lavorando con il professore Rino Froldi, già direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’università di Macerata, il quale ha fatto parte della Commissione finalizzata ad accertare la tossicità della cannabis, ha rilevato che il limite di 0,6% di thc è ingannevole. Infatti, ha detto, “con qualsiasi percentuale di thc la cannabis è sostanza stupefacente, e ne dunque vietata la vendita. Solo i pazienti iscritti in un registro speciale, con la ricetta irripetibile, possono acquistare prodotti con la cannabis in farmacia. Peraltro, abbiamo accertato che alcuni malati preferivano comprare le infiorescenze nei cannabis shop, per far prima, anche se si spende un po’ di più, e anche questo conferma che l’effetto stupefacente non è affatto light”. “La confusione – prosegue – nasce dalla legge del 2016 sulla coltivazione della canapa: è lecito usare la canapa per molteplici prodotti, ma non è mai stata prevista la commercializzazione delle infiorescenze per il consumo umano. Finché è in vigore la legge 309 del ‘90 sugli stupefacenti, i prodotti con il Thc non si possono vendere”. Inoltre, il cannabidiolo è in realtà una sostanza farmacologicamente attiva, registrata negli Stati Uniti come medicinale antiepilettico. Chi userebbe un farmaco contro l’epilessia per rilassarsi?