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Attualità. Sabato prossimo sarà celebrata la giornata mondiale della Terra

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Lopa: salvare l’agricoltura e l’ambiente della nostra Nazione. Questo tema insieme alle prospettive di sviluppo dell’Agricoltura regionale e nazionale saranno affrontati in un convegno che si terra sabato 28 aprile dalle 10:30 presso l’Hotel Ramada a Napoli dove si confronteranno esperti di settore e rappresentanti politici.
Questa Giornata della Terra, ci aiuterà ad affrontare le mutevoli esigenze del settore agricolo, rurale e trovare le strategie per la gestione della nostra Provincia attraverso il lavoro nella terra, preservando cosi l’ambiente per le generazioni a venire. Cosi il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, già Delegato della Provincia, per il settore Agricoltura,componente del Dipartimento Nazionale Ambiente Agricoltura Turismo del MNS, Rosario Lopa a margine della Giornata Mondiale della Terra. I cambiamenti climatici rappresentano la più grande sfida dei nostri tempi, ma anche la più grande delle opportunità, un’opportunità senza precedenti di costruire una società salubre, prospera e con energie pulite. Avviare la realizzazione di una serie progetti idrici e delle acque reflue, per dimostrare come possiamo contribuire a fornire servizi essenziali per le comunità rurali che hanno il vantaggio di proteggere l’ambiente. Abbiamo l’obbligo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa il ruolo che ogni persona può giocare a protezione delle risorse naturali vitali e salvaguardare l’ambiente. Dobbiamo ripensare ai nostri comportamenti, dedicando più tempo a capire cosa possiamo fare per la Terra, partendo dai nostri consumi e stili di vita per diventare più sostenibili, ed insegnare la sostenibilità. È fondamentale che le comunità di tutto il nostro territorio devono avere acqua affidabile, pulita e abbondante. Con le nuove tecniche agricole innovative, ha concluso l’esponente dell’Agricoltura, potremo ridurre l’erosione del suolo, l’uso di carburante e le emissioni di gas serra. Questo tema insieme alle prospettive di sviluppo dell’Agricoltura regionale e nazionale saranno affrontati in un convegno che si terra sabato 28 aprile dalle 10:30 presso l’Hotel Ramada a Napoli dove si confronteranno esperti di settore e rappresentanti politici.

Intanto anche i geologi marcano ildegrado del suolo provocato dall’attività antropica.
Francesco Peduto, Presidente CNG: superati i punti di non ritorno nella gestione dell’ecosistema terrestre in molte zone del pianeta
L’allarme è già stato lanciato: il 75 per cento del suolo sul pianeta è fortemente degradato ed entro il 2050 la percentuale potrebbe raggiungere il 95 per cento costringendo 4 miliardi di persone a vivere in terre prive d’acqua. I dati emergono dal primo rapporto mondiale sul degrado del suolo condotto da Ipbes, la “piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici” avviata nel 2012 dall’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Un fenomeno preoccupante di cui dobbiamo tener conto anche (e non soltanto) nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della Terra (Earth day) istituita il 22 aprile 1970 proprio per evidenziare l’importanza delle risorse naturali alla base della sopravvivenza sul pianeta.
“Le cause sono ovviamente tutte da ricercare nell’attività antropica dove l’uomo crea e distrugge allo stesso tempo” dichiara Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Ormai le criticità riguardano ampie fasce della superficie terrestre, caratterizzata da una gestione non sostenibile che, in alcuni casi, ha raggiunto dei punti di non ritorno. Non a caso, l’obiettivo 15 dell’Agenda 2030 dell’Onu è quello di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre” conclude il Presidente CNG.
Ad aumentare significativamente il ritmo di erosione del suolo è la deforestazione che è responsabile del rilascio di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. La distruzione delle foreste da parte dell’uomo avrebbe molteplici conseguenze negative: innanzitutto una drastica riduzione di assorbimento di anidride carbonica; repentini e continui cambiamenti climatici; una perdita della biodiversità ed estinzione di numerose specie vegetali e animali oltre che un considerevole aumento dei rischi idrogeologici.