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Anche a Caserta per le prossime elezioni c’è il “Popolo della Famiglia”, nato dal “Family day”

Anche a Caserta, come in ogni Collegio italiano, per le prossime elezioni politiche del 4 marzo sarà presente il movimento politico “Popolo della Famiglia”, nato a seguito del “Family day”, svoltosi al Circo Massimo di Roma il 31 gennaio 2016 con l’intento di scongiurare l’approvazione della legge sulle Unioni Civili. Proprio la delusione per il comportamento di taluni partiti e molti parlamentari, che si erano detti a favore della famiglia, aveva spinto circa due anni or sono un gruppo di persone, capitanate da Mario Adinolfi, ex parlamentare del Pd, direttore del quotidiano cattolico “La Croce” e impegnato in trasmissioni su Radio Maria, Gianfranco Amato, Presidente nazionale dei Giuristi per la Vita e Nicola Di Matteo, unitamente a molte mamme e papà, a pensare di portare direttamente e personalmente le istanze delle famiglie italiane all’interno delle istituzioni. Anche a Caserta la presenza del Popolo della Famiglia è significativa. Per la Camera a Caserta (uninominale) è impegnato Mario Romanelli, persona molto conosciuta in ambito pro-life, per aver in questi ultimi trenta anni aiutato molte donne a cambiare idea sulla volontà di abortire. Per il Collegio della provincia di Caserta al Senato è sceso in campo Fabio Candalino, avvocato e membro dei Giuristi per la Vita, padre di sei figli (insieme alla moglie Valentina Munno, quest’ultima presente nel plurinominale della Camera, ha voluto dare forza simbolica di testimonianza all’unità della coppia, come messaggio di speranza). Sul Collegio di Santa Maria Capua Vetere, che comprende anche l’alto casertano, è stato scelto proprio il Responsabile provinciale del Popolo della Famiglia, il Dottor Giovanni Di Lillo di Vitulazio, funzionario della Provincia e impegnato da anni nell’associazionismo a tutela del territorio e della legalità, noto sul territorio anche per diverse battaglie contro il malaffare. Per la Camera sul Collegio di Aversa è presente l’Insegnante Filomena Velotti, molto attiva nell’associazionismo di matrice religiosa e di sostegno alle famiglie.

Nei prossimi giorni si terranno alcuni incontri sul territorio, per la presentazione dei candidati.
La proposta del Movimento è netta: rimettere al centro di tutte le politiche l’istituto della famiglia, composta da uomo e donna, naturalmente aperti alla vita. Si propone per questo il reddito di maternità per le famiglie che vogliano continuare a credere nell’apertura alla vita; una fiscalità parametrata alla composizione del nucleo familiare, mediante l’introduzione del cosiddetto “quoziente familiare”.
La sostanza del complesso programma si fonda espressamente e senza tentennamenti sulla Dottrina Sociale della Chiesa. Tocca tutti i punti del vivere civile. Un punto ritenuto anche esso fondamentale è la volontà di ripristinare la Domenica quale giorno festivo per tutti i servizi non essenziali, specie dopo aver constatato il malessere crescente nelle famiglie, dove troppo spesso finanche alle mamme viene impedito di accudire i propri figli, costrette a stare al lavoro anche durante quello che era un giorno festivo per quasi tutti (anche non credenti). Un punto focale riguarda la lotta che si intende rivolgere alla pornografia, all’azzardopatia e la prevenzione di ogni forma di dipendenza. Vi sono concrete proposte anche sul campo della sicurezza e sulla sanità. Per quanto concerne la politica europea, il popolo della Famiglia propone la volontà di rideterminare il sistema dell’Unione europea, che il Popolo della Famiglia vuole come un aggregato solidaristico tra stati nuovamente sovrani e dunque fuori dallo schema di soggezione alla Banca centrale e alla tecnocrazia dei burocrati europeisti e aliena dalla ideologia abortista e gender, che attualmente viene fortemente promossa dalle agende programmatiche delle istituzioni europee: un’ Europa insomma che chiaramente richiami alle sorgenti cristiane della propria cultura, ci tengono a sottolineare. Il movimento inoltre è graniticamente contrario all’aborto, all’eutanasia (introdotta mediante la legge sul cosiddetto “biotestamento”), alla legge sulle unioni civili e a quella sul divorzio breve, queste ultime votate anche da molti esponenti del centrodestra. Il movimento di Adinolfi sostiene un’immigrazione che non sia incontrollata ma proprio sulla scorta dei Principi della Dottrina Sociale, favorevole all’accoglienza razionale dei veri profughi. Si propone altresì l’abrogazione della legge Lorenzin, che ha inteso introdurre l’obbligo di dieci vaccini per i piccoli, ritenuto ingiustificato e pericoloso per la salute dei piccoli e per la libertà di scelta delle famiglie.
Comunicato a cura del “Popolo della Famiglia” – Caserta – Ufficio stampa