Crea sito

La corporazione dei tassisti italiani causa i taxi più cari del mondo?

(Giuseppe PACE. Segretario Prov.le Partito Pensionati di Padova). PADOVA. Il Governo Gentiloni forse è meno populista di quello precedente se mette mano al problema delle società partecipate, riducendole, che sono una palla al piede del contribuente italiano e una delle cause dell’eccessivo debito pubblico. Altro problema che cerca di risolvere è quello del caro taxi, tra i più esosi mondiali. A Roma vi è un terzo dei tassisti di Londra e di altre metropoli, ma anche la città media di Padova con 60 mla studenti universitari,in aumento, 32 mila immigrati, circa mezzo milione di persone presenti anche se quelle residenti sono circa la metà. Forse non è la corporazione dei tassisti, ma le modalità di rilasciare costose licenze per fare il tassista, basterebbe, invece, liberalizzarle. Tutti i cittadini che usano i taxi si lamentano del costo elevato dei medesimi a confronto di altre parti del mondo. La corporazione dei tassisti sta per finire con il “mille proroghe”, ma F.I, Lega Nord e fratelli d’Italia sono dalla parte dei tassisti che scioperano per salvare il loro lavoro come artigiani che pagano le tasse. Uber sembra essere la soluzione vincente per il cittadino, ma una diversa regolamentazione, delle esose licenze attuali, per fare il taxista sarebbe auspicabile. Vinca la competizione non le lobbi! Era tempo che il Governo rompesse la corporazione dei tassisti italiani, che hanno redditi più elevati di altri artigiani perché guadagnano bene con il carotaxi italiano in sprezzo dell’utente che li trova tra i più esosi del mondo intero. Quando si va negli USA si usa il taxi senza alcun problema per il basso costo del medesimo. Ni Paesi dell’Est Europa il costo è a dir poco irrisorio per il turista italiano, solo in Italia è costosissimo. I tassisti italiani, al Nord come al Centrosud, Roma in testa, sono sul piede di guerra. Cingono d’assedio a Roma i palazzi della politica, non della loro politica di strozzini degli automobilisti. Protestano contro il ‘Milleproroghe’ che, dicono, li danneggerebbe a vantaggio di compagnie private. E ottengono solidarietà, i tassisti. “Mi sono schierato in piazza con tassisti, commercianti ambulanti, Vigili del fuoco, rappresentanti delle Province e con tutte le categorie che oggi sono a Roma per protestare contro i disastri causati dal Pd“. Il centrodestra è al fianco dei tassisti. In piazza Fratelli d’Italia con Fabio Rampelli. Presente il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Fi). “Anche oggi siamo in piazza con i taxisti che protestano contro il vergognoso provvedimento ‘Milleproroghe‘. La maggioranza ammazza l’economia e spalanca le porte al dominio della finanza con vergognosi favori alle multinazionali. Favorendo Uber uccide il mercato dei taxisti”. Così anche Stefano Candiani, vicecapogruppo della Lega Nord al Senato. Il centrodestra, almeno di Lega Nord e F.I. (“Debole Italia” la cominciano a chiamarla a Padova dopo l’espulsione, pare su richiesta del Sen. Ghedini, di due consiglieri comunali- voluti dal Dep. Locale di F. I.- che hanno contribuito a far cadere il Sindaco leghista Bitonci). I tassisti sul piede di guerra e la solidarietà dell’opposizione di centrodestra. Dice Rampelli: “Utilizzare il mille proroghe per modificare le condizioni di vita di alcune categorie di lavoratori, senza nemmeno ascoltarli e apponendo la fiducia, è l’ennesimo atto di arroganza del Pd, sempre più vicino alle grandi lobby e sempre più distante dall’impresa diffusa e dai lavoratori. La sinistra italiana sta seguendo ormai l’esempio dei comunisti cinesi, liberticidi in democrazia e iper liberisti in economia. Legalizza l’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea penalizzando i taxi, piegandosi oltretutto alle pressioni della miliardaria UBER, multinazionale che offre ai cittadini un servizio senza garanzie né regole, riducendo le licenze a carta straccia”, sostiene il capogruppo di FdI alla Camera. Mentre il Governo sembra intenzionato a procedere e le associazioni dei consumatori protestano per il blocco del servizio nella Capitale. “Si stanno varando norme – spiega ancora Gasparri -che favoriscono la concorrenza sleale da parte degli operatori del commercio elettronico che non pagano tasse o nel campo del trasporto da parte di società che utilizzano chiunque, senza alcuna garanzia, in servizi che devono essere riservati a chi lavora con un taxi pagando sonore imposte. Sono stati abbandonati al loro destino i Vigili del fuoco nonostante gli elogi fatti solo a parole, mentre le Province non sono state abolite ma private solo di mezzi e funzioni. C’è insomma un’Italia in rivolta che Fi deve interpretare”. “Il centrodestra – conclude perciò il Vice presidente del Senato – ha sempre avuto rispetto e ha sempre ascoltato tutte le categorie quando era al governo. Nel decreto ‘Milleproroghe’ sono state introdotte norme assurde che contestiamo perché vogliamo garantire la vera concorrenza. Siamo dalla parte delle categorie abbandonate dal Pd e dal governo. Difendiamo il lavoro, gli artigiani, chi fatica e vuole rispetto, non norme che ne affossano l’attività”. Una volta tanto il PD ed altri della maggioranza governativa cercano di avere il polso di qualche situazione, mentre il centrodestra sta per prendere un altro abbaglio difendendo l’indifendibile oppure difendendo il carissimo-taxi italiano. IL Codacons: «Interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». Il Codacons fa sapere che depositerà un esposto urgente alle Procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire una indagine sulla protesta odierna dei tassisti, alla luce delle possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. «Ciò che sta avvenendo in queste ore è gravissimo e intollerabile – spiega l’associazione dei consumatori in una nota – Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini che in diverse città non riescono a reperire un taxi. Addirittura a Roma si è arrivati a bloccare la circolazione in centro e sono rimasti scoperti gli scali di Fiumicino e Ciampino». «Una protesta assurda – prosegue il Codacons – perché coinvolge e danneggia gli utenti, che non hanno alcuna responsabilità, e che potrebbe realizzare ipotesi penalmente rilevanti. Per tale motivo chiediamo oggi alle Procure di identificare i tassisti responsabili delle agitazioni non preannunciate e agire nei loro confronti per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». Ma vediamo come si comportano i 5Stelle o pentastellati come la Sindaco di Torino, che solidarizza e scende in piazza con i tassisti, mentre in Regione il suo stesso movimento propone una legge che va in direzione opposta». Lo dice Davide Gariglio, capogruppo del Pd in Regione Piemonte e segretario regionale dello stesso partito, commentando le proteste dei tassisti in corso in numerose città e tra queste anche a Torino. Il capogruppo dem fa riferimento al progetto di legge 173 «Interventi di promozione della mobilità condivisa», presentato dal consigliere pentastellato Davide Bono. «La sindaca – prosegue Gariglio – solidarizza con i tassisti, ma nello stesso tempo il suo Movimento politico vorrebbe approvare una legge in senso opposto. Ancora una volta – conclude – assistiamo all’incoerenza dei grillini: in piazza sostengono i tassisti, in Consiglio regionale propongono la deregulation totale». Mentre nel Trentino A.A. le ferrovie assicurano il trasporto per venire incontro allo sciopero dei taxi a Padova non si fa nulla per ridurne il disagio, ma già manca il Sindaco. In piazza Castello ad esempio c’è stato un blitz dei tassisti nell’area di sosta che per tradizione è destinata alle auto bianche. I taxi sono andati a riprendersi la zona, dopo che la proprietaria del bar sotto i portici, pur con regolare permesso rilasciato dal Comune, aveva piazzato al posto loro tavolini e sedie per il suo nuovo movimento. Peccato che ai tassisti il Comune non abbia mai revocato l’area di sosta, e infatti è subito scattata la contesa: «Nessuno ci ha mai informato che quest’area non è più nostra, per spostarci altrove devono ovviamente prima consultarci. Noi di qui non ce ne andiamo perché è un posteggio taxi a tutti gli effetti», spiega Federico Rolando presidente di Federtaxi. Le auto bianche tengono duro, non vogliono spostare le auto. Sul posto sono intervenuti i vigili, per calmare la situazione. Che però ha tutta l’aria di un pasticcio: due titolari di permesso sulla stessa identica zona, pochi metri quadri nella piazza centrale della città, cioè la signora del bar per il dehors e i taxi per parcheggiare, e una comunicazione tra uffici comunali che è mancata. Neanche il bar vuole mollare l’osso. Ora toccherà al Comune decidere come uscire dall’impasse, provando in tutti i modi a non fare arrabbiare uno dei due. Intanto il Governo Gentiloni traballa e Renzi vuole tornare a Governare o meglio stragovernare con il suo miraggio del 40% di consensi avuti per il suo Si referendario. Nel Pd c’è discordia che non accenna a ridursi e le minoranze della vecchia guardia marxista con qualcuno nuovo ammiccano a Berlusconi forti del medesimo No referendario. Nel Pd uno dei temi infuocati è la sopravvivenza del governo di Paolo Gentiloni: la minoranza che vuole andarsene, infatti, chiede in modo netto di arrivare a fine legislatura, circostanza sulla quale Matteo Renzi è di parere opposto. E per paradosso, la possibile scissione potrebbe finire con l’indebolire ulteriormente il governo: il punto è che ora più che mai Gentiloni ha paura di andarsene a casa prima del tempo (e il fatto che non interverrà nell’Assemblea dem di oggi in un qualche modo conferma i suoi timori). Il fatto che l’esecutivo difficilmente possa sopravvivere alla scissione del Pd lo testimoniano i numeri: i deputati che fanno capo alla minoranza sono 40, i senatori 21. Difficile, ora, affermare che escano tutti, in blocco, ma per certo dopo la scissione si formeranno due gruppi parlamentari diversi. Dunque, un rimescolamento delle carte che costringerà l’esecutivo a chiedere la fiducia. A ciò si aggiungano le fibrillazioni al centro: alcuni senatori di Ncd, oggi, meditano il ritorno in Forza Italia e simili “pulsioni” vengono segnalate anche nell’Ala di Denis Verdini. A quando il sistema di organizzare i tassisti porterà ad una riduzione dei taxi per l’utenza italiana? Bisogna liberalizzare il mercato con Uber oppure, meglio, senza Uber.