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IL PARLAMENTO EUROPEO VUOLE SDOGNARE LA PORNOGRAFIA AI MINORI

(la Nuova Bussola quotidiana) Nel corso di questi ultimi mesi, diverse volte abbiamo illustrato i gravi danni prodotti dalla pornografia in diversi articoli http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/pornografia-on-line-in-uk-si-prova-a-difendere-i-bambini/, http://www.notizieprovita.it/voce-della-scienza/pornografia-crescono-i-drogati-di-sesso/, http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/contro-la-violenza-sulle-donne-liberiamoci-dalla-pornografia/, nei quali abbiamo analizzato le nefaste conseguenze sociali di questa vera e propria piaga sociale. Proprio nei giorni scorsi, si è venuti a conoscenza  che il Parlamento europeo starebbe pensando di modificare la direttiva 2010/13 sui servizi di media audiovisivi, che potrebbe accentuare l’esposizione dei bambini alle trasmissioni con contenuti pornografici. La denuncia di questo gravissimo atto, che andrebbe a coinvolgere i minori, è stata inoltrata dalla European federation of catholic family associations (Fafce), che ha inoltrato un appello ai parlamentari europei, chiedendo di migliorare la legislazione comunitaria in questa delicatissima materia. Il testo attuale prevede esplicitamente all’articolo 27 che le trasmissioni televisive non debbano contenere scene pornografiche o di violenza gratuita che possano “nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori”. Ai servizi on-demand è invece dedicato l’articolo 12, secondo cui gli Stati membri devono impegnarsi a garantire che i contenuti pericolosi “siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori vedano o ascoltino normalmente tali servizi di media audiovisivi a richiesta”. “Ora, il problema sta proprio nella nuova formulazione dell’articolo 12, contenuta nella proposta che la Commissione ha inviato all’esame del Parlamento europeo, che renderebbe più vago il quadro normativo: “I contenuti più pericolosi, come la violenza gratuita e la pornografia, dovrebbero essere soggetti alle misure più severe, come la criptazione e un efficace controllo dei genitori”. Ma la previsione di queste “misure più severe” (in pratica, delle eccezioni alla norma generale) elimina di fatto il divieto del testo attuale. Altrettanto problematica, secondo la Fafce, è la proposta della commissione Cultura del Parlamento che, se fosse approvata così com’è, eliminerebbe del tutto l’articolo 12 originario, integrandolo in un nuovo e più lungo articolo, con un’uguale regolamentazione per tv e portali di condivisione video, ma con un linguaggio più morbido e senza alcun riferimento esplicito al divieto sulla pornografia”. L’organizzazione ha pertanto proposto sul proprio sito una raccolta di firme diretta a tutte le Ong, che abbiano intenzione di chiedere al Parlamento i riaffermare il divieto sulla pornografia e la violenza gratuita, estendendolo nel comtempo a tutti i servizi audiovisivi. Purtroppo, molte ricerche attestano che la pornografia, oltre ad essere una piaga sociale devastante che coinvolge milioni di adulti, con effetti negativi per quanto riguarda le depressioni, i disagi relazionali e i divorzi, è molto diffusa tra i minori. “In Italia, secondo un recente sondaggio, il 67% dei ragazzi e il 15% delle ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno guardato materiale pornografico. In Svezia, queste percentuali salgono rispettivamente al 92% e al 57% per adolescenti di 15-18 anni, mentre nel Regno Unito un’indagine su minori nella fascia 11-16 anni ha scoperto che oltre la metà aveva già guardato filmati pornografici”. Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana