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“Non ne sapevo niente”, il mio grido per la vita, di Anna Maria Zoppi

(di Paolo MESOLELLA) Ci siamo conosciuti ieri, per caso, durante la presentazione del Festival della Vita a Caserta. Anna Maria Zoppi era stata invitata in veste di artista per presentare i suoi quadri che sono un inno alla vita. “Queste, mi ha detto, sono solo alcune delle mie opere sul ” Diritto alla vita” e rappresentano il mio grido di dolore contro l’aborto. Una tela, ha per titolo “aspettando la vita” ed è anch’essa un inno alla vita, e alla nascita”. Non avrei mai immaginato di incontrare una donna dolcissima e così coraggiosa: una donna che ha avuto il coraggio di preparare una mostra contro l’aborto e scrivere un libro sulla vita . Di questi tempi mi sembra addirittura impossibile. Tele bellissime come “Vita negata”, “Passi incerti”, “Eppure ti amavo”, “I perché della vita” sono messaggi, senza parole, che vanno diritto al cuore. Anna Maria Zoppi , è nata sotto il segno del cancro a Casal di Principe dove ha il suo studio. E’ sposata e ha tre figli. Dopo aver frequentato il Liceo artistico di Aversa e l’Accademia di fotografia e cinematografia di Roma, ha frequentato corsi di specializzazione in vari istituti d’arte. E’ stata fotografa professionista per molti anni, finché non ha deciso di lasciare la fotografia per la pittura. Ed è stato un successo: ancora giovane ha partecipato a concorsi e manifestazioni d’arte conseguendo numerosi premi e riconoscimenti. Critici, giornali e riviste si sono interessati alla sua attività con attenzione, riconoscendo i suoi meriti. Le sue opere sono presenti in musei, santuari, chiese e raccolte pubbliche e private. Ha vinto il Premio “Vincenzo Crocitti” a Roma, il premio “Frammenti di Luce” a Vietri sul Mare (Sa) e tanti altri, Quest’anno ha esposto alla IV edizione di “Sorrento in arte” e il 27 luglio prossimo, alle ore 17.30, presenterà nel Museo civico di Fondi il suo primo romanzo: ”Non ne sapevo niente”, nell’ambito della Biennale Internazionale d’Arte. Il libro è il racconto di una lunga malattia che porterà il padre alla morte. Anna Maria inizia il viaggio attraverso i suoi ricordi di gioventù, dagli anni del Liceo artistico a quelli di fotografa e di artista. Gli anni della sua gioventù, a Casal di Principe, coincidono con l’aggravarsi del fenomeno camorristico che semina tanti morti per strada ed instaura, come disse don Peppe Diana, una vera e propria “dittatura militare”. Ciò nonostante, Anna Maria “non sapeva niente” di tutto questo, trascorrendo giorni spensierati fino a che non è arrivato il dolore per la morte del padre. Ma il suo è soprattutto un libro d’amore: per il padre, per la mamma, per la famiglia, per la sua terra, per la sua arte. Il 17 dicembre dello scorso anno, furono scelte alcune sue opere ( Crocifissioni) per porgere gli auguri di compleanno a Papa Francesco..

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