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Calvi Risorta. 30 anni fa, grazie ad un umile Passionista nasceva il santuario della Piccola Lourdes

(Paolo MESOLELLA-MIRACOLI) CALVI RISORTA (Caserta) Padre Bartolomeo Avagliano Costruì il santuario per proteggere una piccola statua della Madonna di Lourdes. Sembra il paesaggio di qualche luogo ameno di un paese nordico, invece è la foto del santuario della Madonna della “Piccola Lourdes” di Visciano, una piccola frazione del comune di Calvi Risorta, in provincia di Caserta. Dove ogni anno un centinaio di figuranti rappresentano la Passione di Cristo. Lungo i viali che portano sulla collina, infatti, sono state costruite cinque cappelle, i Misteri del Rosario, la Via Crucis e l’Orto degli ulivi, mentre sulla cima della collina, c’è il Calvario, con Gesù agonizzante e tre grandi Croci che si illuminano di notte e la luce si vede fino in paese. Un santuario poco conosciuto ma maestoso e straordinario perché è nato grazie alla costanza e ai sacrifici di un umile Passionista: padre Bartolomeo Avagliano. Il quale, grazie all’aiuto del carpentiere Mario Chece, e alle offerte dei parrocchiani della piccola frazione di Visciano ha innalzato un grande santuario diventato meta di pellegrinaggi. In pochi anni, un piccolo capitello, con sopra una statuetta in vetroresina della Madonna di Lourdes è diventato un grande santuario che, nell’aspetto, ricorda quelli del Tirolo, immerso completamente nella folta vegetazione di lecci e di ulivi.
15 novembre 2014 – Il santuario della Madonna della “Piccola Lourdes” di Visciano di Calvi Risorta ha festeggiato quest’anno 30 anni di vita. Da quella primavera del 1991 ad oggi, il piccolo santuario è cresciuto, è diventato grande ed è meta di numerosi pellegrinaggi. Oltre alle tre cappelle originarie dedicate alla Madonna di Lourdes, sono nate nel tempo, la cappella di Padre Pio, la cappella di San Paolo della Croce, la cappella del Getsemani, il Calvario ed il Tempio della Croce con grandi statue in legno, le stazioni della Via Crucis, l’organo ed artistici cancelli in ferro. Poi ci sono le grandi Croci illuminate a neon ed la Terrazza degli angeli, da dove la vista arriva fino al mare. E tutto questo grazie all’estro del carpentiere Mario Chece e ai volontari Antonio Perrillo, Nicola Cipro, Vitaliano Canzano, Nicola Ventriglia, Angelo Ricciardi e Giuseppe Manzo, Italo Allocca.
Padre Bartolomeo – Quando Padre Bartolomeo era ancora in vita, nel febbraio del 1998, ebbi modo di intervistarlo per un articolo pubblicato su “Il Mattino” di Napoli, il 14 febbraio, con il titolo “Calvi Risorta. La Piccola Lourdes sui monti di Calvi”. Lui, mentre era circondato dai bambini dell’oratorio, mi spiegò:
“Un tempo il terreno era proprietà di Benito Capezzuto che lo coltivava di suo pugno, finché, nel febbraio 1992, in seguito ad un sogno, decise di metterci sopra, una panca con la statua della Madonna di Lourdes che conservava dentro casa. All’inizio ci andava a dire il rosario soltanto “zì Fiorentina”, una vecchietta che abitava lì vicino. Poi si aggiunsero altre vecchiette. Ben presto iniziarono le critiche in paese e qualcuno tolse la statuina. Nel mese di luglio andai a vedere cosa succedeva in quel luogo chiamato da tutti “la grotta”. Vi trovai due vecchiette che pregavano mentre Benito zappava il terreno arido. Allora pensai di non spegnere quella piccola fiamma di fede e di far crescere quel piccolo nucleo di preghiera. Benito Capezzuto mise a disposizione il terreno e io cercai di mettere in quel terreno un capitello con una statuina in vetroresina della Madonna. Poi Luigi Caruso offrì anche il suo terreno. E oggi quel capitello è diventato il santuario della Piccola Lourdes di Visciano la cui struttura, che ricorda le chiese del Tirolo, emerge imponente dalla vegetazione”
“Nella cappella grande, mi spiegò padre Bartolomeo, il pittore Francesco Ciccarelli, ha dipinto l’affresco dell’ultima Cena e poi ha impreziosito la statua della Madonna di Lourdes con foglioline d’oro. Di lato alla cappella c’è il caratteristico campanile con il grande orologio che invita i fedeli per la preghiera del rosario nell’ora dei vespri. Lungo il viale che porta sopra alla collina invece, sono stati allestiti la “Via Crucis”, i “Misteri del Rosario” e l’”Orto degli Ulivi” dove tutti gli anni, a Pasqua, tantissimi figuranti rappresentano la Passione di Cristo. Sopra la montagna poi c’é il Calvario dove si elevano tre grandi Croci. Nella seconda Cappella invece c’é Padre Pio ed un grande presepe dell’ artista caleno Giovanni Di Maio. L’opera formata da 40 grandi pastori ha richiesto per la sua realizzazione 400 chili di sughero e più di 600 lampadine che illuminano ogni angolo del paesaggio palestinese fedelmente ricostruito”. Sono tante le opere fatte realizzare da Padre Bartolomeo, quando era parroco di Visciano. Perciò, quando il 15 novembre 2014 Padre Bartolomeo morì, rimase nei caleni un senso di vuoto, di mancanza. Ancora oggi Padre Bartolomeo è rimasto impresso nella loro mente dei Caleni per la sua dolcezza, la sua serenità, la sua grande pazienza. Nonostante i dolori degli ultimi anni, infatti, nonostante le sue difficoltà di leggere, di scrivere, muoversi e perfino di sentire, aveva sempre una parola buona per tutti: per i confratelli, per i malati, per i tanti parrocchiani e per i giovani che erano affascinati da questo padre straordinario. Padre Bartolomeo era un padre passionista schivo, che non amava essere ringraziato. E se n’è andato soffrendo in silenzio fino alla fine. Come un santo.
Padre Bartolomeo a Visciano. Padre Bartolomeo Avagliano è stato passionista e parroco di Visciano. Nel convento dei padri Passionisti di Calvi Risorta per quarant’anni aveva dedicato la sua vita ai giovani, agli anziani, agli ammalati. Fino alla fine dei suoi giorni. Era nato, a Bacoli nel 1919. Dopo essere diventato Passionista a 18 anni, è stato per 67 anni Sacerdote. Era considerato il decano della Scuola Apostolica Passionista di Calvi Risorta dov’ è stato docente, vice-direttore, Direttore e Superiore del Seminario. Aveva donato tanto al paese: non solo il bel santuario, anche campi da tennis, di calcetto e la sua stessa casa canonica che trasformò in un grande oratorio. Perché lui non volle mai lasciare la sua celletta nel convento dei Passionisti di Calvi. Era appassionato di calcio e spesso lo si vedeva giocare nel ruolo di portiere con i ragazzi nel campo che aveva fatto costruire all’interno dell’oratorio. La sua prestanza fisica associata all’abito talare lasciava poco spazio al pallone per entrare in porta. L’oratorio Piccola Lourdes e le stazioni della Via Crucis
La grande struttura della canonica, di due piani, con grandi saloni e numerose stanze, la fece diventare oratorio “Piccola Lourdes”, sede Caritas, centro sportivo e salone conferenze con biblioteca. L’edificio, dapprima occupato dai macchinari di una fabbrica per confezioni, lo ristrutturò completamente, dai solai alle strutture portanti, agli intonaci per dare vita ad un Centro Servizi. Tutto con i fondi dei benefattori. Aveva individuato i servizi secondo le necessità sociali del paese: al piano terra, un grande salone di 80 mq, adibito a oratorio, con tavoli tavoli da ping-pong e calcio balilla. Qui incontrava i giovani del paese divisi in gruppi di attività: scuola, sport, teatro, musica, giornalino. Poi, vi erano le sale occupate dal gruppo Caritas dove aveva posto un grande quadro di S. Teresa del Bambino Gesù. Al primo piano della struttura, invece, c’era un salone per le conferenze, grande 130 mq; luminosissimo, con 12 finestroni, quattro balconi e sei medaglioni raffiguranti angeli e Madonne del pittore Ciccarelli di Sparanise. Al primo piano, oltre ai tavoli e alle 150 sedie per i convegni aveva allestito anche una piccola biblioteca per i giovani.
Del resto in paese non c’era enon c’è, come non vi sono strutture per le attività culturali. Padre Bartolomeo aveva fatto quel miracolo che invece avrebbe dovuto fare l’amministrazione comunale.
La vita – Padre Bartolomeo Avagliano, al secolo Mario, era nato a Bacoli, in provincia di Napoli, il 19 ottobre 1919. Alla morte della madre, era stato affidato alle cure di un collegio. Entrò tra i Padri di Paolo della Croce a 18 anni e diventò Passionista, il 15 novembre 1938 a Pontecorvo (FR). Fu ordinato sacerdote a Roma il 16 luglio 1944, Arrivò al convento dei Padri Passionisti di Calvi Risorta nei primi anni 50. Era molto devoto alla Madonna delle Grazie e lo si vedeva spesso raccolto in preghiera e in contemplazione nel cappellone del seminario. Era stato anche docente di Italiano alle scuole medie.Nella Scuola Apostolica dei Padri Passionisti di Calvi Risorta fu dapprima Vice-direttore, poi Direttore, finché il 25 giugno 1965 divenne il tredicesimo Superiore della Scuola. Svolse l’incarico fino al 1968. Fu anche educatore presso la Casa dei Passionisti di Mondragone e assistente spirituale delle monache passioniste di Napoli, finché il 23 maggio 1977 non diventò parroco della chiesa di San Silvestro papa a Visciano di Calvi Risorta.
La testimonianza di Izzo: non applicava tariffe – “Padre Bartolomeo – spiega Lorenzo Izzo sul suo blog – era umile, colto, affabile e gioviale. Dotato di una bontà innata, predicava l’abbandono dei beni materiali. Vestiva sempre con l’abito talare e si recava in parrocchia con la sua FIAT 500 blu anni 60 o in bici o a piedi. Aiutava economicamente con discrezione le persone bisognose e le famiglie in difficoltà Per celebrare battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, non applicava le tariffe e il più delle volte non accettava nemmeno le offerte. Grazie al suo carattere, riuscina ad avvicinare molti bambini e ragazzi alle funzioni liturgiche ricompensandoli con palloni, monetine, dolci, sorprese e oggetti vari per aver assolto il compito di chierichetti o semplicemente per la loro presenza in chiesa durante la messa. Recitava sempre il santo rosario e si recava ogni giorno nelle case dei caleni per portare la comunione ai malati, e agli anziani impossibilitati a partecipare alla Santa Messa”.
Il custode della Piccola Lourdes – Una lastra di marmo, posta nei pressi della prima cappella, ricorda il volontario Italo Allocca che contribuì alla costruzione di gran parte del santuaro, ma morì durante i lavori di costruzione, cadendo da un’impalcatura. Sulla targa c’ scritto:” Caro Italo Allocca rimarrai sempre nei nostri cuori con il tuo sorriso e il tuo generoso lavoro, custode della piccola Madonna di Lourdes”.
Disse il vescovo della Diocesi di Teano -Calvi, mons. Arturo Aiello, durante l’omelia al suo furenale:”La paternità di Padre Bartolomeo nei confronti dei suoi parrocchiani, dei tanti consacrati e laici che si rovolgevano a lui era grande. Ma soprattutto era grande il suo spirito di carità. Bartolomeo era capace di dare tutto quello che aveva, anche le scarpe, ai poveri che bussavano numerosi alla sua porta.

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