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Una Rosa per don Roberto Malgesini

(da Change.org) Un uomo qualunque che ha saputo fare dell’incontro con l’Amore il senso della sua vita. Ecco chi era Don Roberto Malgesini. Il suo impegno quotidiano cominciava al mattino presto, preparando i thermos di caffè e le bottiglie di succo di frutta per il giro delle colazioni in alcuni punti della città dove i senzatetto si radunavano. La sua vita era totalmente al servizio degli altri, fino a che qualcuno gliel’ha tolta lo scorso settembre. Per questo l’Azione Cattolica di Como chiede alla Regione Lombardia di conferire la Rosa Camuna, una delle più alte onorificenze per l’impegno e l’operosità. Regione Lombardia riconosca la Rosa Camuna 2021 alla memoria di Don Roberto Malgesini 3.261 hanno firmato la petizione di Azione Cattolica Como. Arriviamo a 5.000 firme! Un uomo qualunque, discreto e schivo, che ha saputo fare dell’incontro con l’Amore il senso della sua vita. Ecco chi era Don Roberto Malgesini. Il suo impegno quotidiano cominciava al mattino presto, preparando i thermos di caffè e le bottiglie di succo di frutta per il giro delle colazioni in alcuni punti della città dove i senzatetto si radunavano per poter bere qualcosa di caldo e mangiare pasticcini e brioche, che il don passava a raccogliere in alcuni esercizi nel tardo pomeriggio, quando ormai nessuno per quel giorno li acquistava più.
La sua vita a servizio degli altri è terminata per mano di qualcuno che lui aveva sempre servito il 15 settembre 2020. Mentre alle 7 del mattino caricava la macchina per iniziare il giro delle colazioni è stato accoltellato ferocemente. La Rosa Camuna è una delle più alte onorificenze di Regione Lombardia per riconoscere pubblicamente l’impegno, l’operosità, la creatività e l’ingegno di coloro che si siano particolarmente distinti nel contribuire allo sviluppo della nostra regione. Don Roberto ha fatto tanto per contribuire allo sviluppo sociale del territorio di Como, andando in aiuto di chi aveva bisogno. Con questa petizione vogliamo chiedere che Regione Lombardia conceda la Rosa Camuna 2021 alla memoria di Don Roberto e riconosca il merito di un uomo che si è speso fino all’ultimo per la propria comunità. CHI ERA DON ROBERTO MALGESINI
Don Roberto Malgesini, presbitero della Diocesi di Como, nasce a Morbegno il 14 agosto 1969 e cresce nella parrocchia di Sant’Ambrogio a Regoledo di Cosio Valtellino; diplomato ragioniere, per tre anni lavora presso unistituto bancario. Nel 1992 inizia il percorso di formazione sacerdotale, è ordinato diacono nel 1997 e destinato alle comunità parrocchiali di Socco e Bulgorello; sacerdote dal 13 giugno 1998 è vicario parrocchiale a Gravedona e poi a Lipomo. Nel 2008, in accordo con il vescovo diocesano, si dedica al servizio dei più poveri presso la chiesa di San Rocco di Como. Qui si spende personalmente e quotidianamente per gli ultimi, li assiste cercandoli nei punti della città frequentati dai senzatetto e dando loro un punto di appoggio per incombenze ordinarie quali l’igiene personale, il bucato, la conservazione dei pochi beni personali e dei documenti, le visite mediche o le pratiche burocratiche. Svolta con concretezza e discrezione, la sua opera di sostegno umano e spirituale si estendeva anche agli ospedali cittadini e alla locale casa circondariale ed era condivisa con un gruppo di volontari, molti dei quali giovani: in questa esperienza con lui, essi hanno trovato un percorso di intensa crescita umana e spirituale. Il mattino del 15 settembre 2020, mentre si accingeva a una nuova giornata di servizio e solidarietà, per ragioni incomprensibili veniva accoltellato a morte sul sagrato della sua chiesa da una delle persone che quotidianamente aveva assistito. Il Presidente della Repubblica gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile alla memoria.
Con la sua opera di cura degli ultimi e più umili, radicata in profonde motivazioni religiose e perseguita sino all’estremo sacrificio di sé, don Roberto Malgesini ha espresso in forma esemplare e ispiratrice il riconoscimento della dignità di ogni persona e l’impegno per dare risposta ai diritti fondamentali e inalienabili degli uomini e delle donne che incontrava, nel soddisfacimento dei loro bisogni materiali e spirituali, per il superamento delle discriminazioni e delle disuguaglianze e per la loro integrazione nella società, valori recepiti dalla Regione quali elementi qualificanti e costitutivi della propria azione.

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