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Editoriale. Perché Dio si è fatto uomo ed è morto in Croce?

(di Paolo Mesolella) Auguri di una Santa Pasqua. Lasciate che anche io oggi vi faccia gli auguri. Vorrei farveli con le parole di Sant’Anselmo d’Aosta del suo libro “CUR DEO HOMO (Perché si è fatto uomo).
Anselmo d’Aosta, o di Canterbury nacque ad Aosta nel 1033 e morì a Canterbury il 21 aprile 1109): è stato teologo, filosofo e arcivescovo cattolico, considerato tra i massimi esponenti del pensiero medievale cristiano. E’ noto soprattutto per i suoi argomenti a dimostrazione dell’esistenza di Dio; in particolare per l’ argomento ontologico che ebbe una significativa influenza su gran parte della filosofia successiva.
Nel dialogo, “Cur Deo homo”, composto da due libri, spiega come, per riparare il peccato di Adamo ed Eva contro Dio, Dio stesso si sia riconciliato con l’umanità facendosi uomo e morendo in Croce. Il testo contiene un’apologia del dogma cristiano dell’incarnazione di Dio che si è fatto uomo in Gesù, contro le critiche di ebrei e musulmani; l’idea di un Dio che incarnandosi in forma umana, si avvilisce fino a morire sulla croce infatti era allora ritenuta assurda. Penso che l’intero problema e la sua soluzione siano riassunti da Anselmo in questo scambio di domande e risposte con il discepolo Bosone: Bosone: “Gli infedeli che deridono la nostra semplicità ci obiettano che facciamo ingiustizia a Dio e lo avviliamo quando affermiamo che è sceso nel ventre di una donna, e che è nato di donna, che è cresciuto nutrendosi di latte e cibo umano, e che ha sopportato stanchezza, fame, sete, frustate, e la croce e la morte tra due ladri. Anselmo: “Come la morte è entrata a far parte della natura dell’uomo per la disobbedienza dell’uomo, così la vita doveva essere ripristinata dall’obbedienza dell’uomo. E, come il peccato che è stato la causa della nostra dannazione ha avuto origine da una donna, così l’autore della nostra giustizia e salvezza doveva nascere da una donna. E, come il diavolo ha conquistato l’uomo persuadendolo ad assaggiare il frutto dell’albero, così doveva a sua volta essere conquistato dall’uomo per mezzo della passione sopportata sulla croce”.