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Immacolata Russo contro l’aborto a 83 anni

(Gianluca Martone) All’inizio di questo anno 2021, che si prospetta altrettanto difficile come quello appena concluso, che è stato caratterizzato da momenti drammatici a causa dell’emergenza sanitaria in atto per il Coronavirus, nella mia grande campagna di aborto vorrei rimarcare la grandissima, straordinaria, epica ed eroica testimonianza della grandissima Immacolata Russo, socia della mia associazione “Crociata Cattolica per la Regalità di Nostro Signore” di cui sono il Presidente, la quale, nonostante la veneranda età di 83 anni e l’emergenza legata al Covid, che raccomanderebbe alle persone anziane di stare a casa, ha deciso di accompagnarmi in questa missione eccezionale davanti agli ospedali del Centro Sud Italia, per fermare le donne che hanno intenzione di abortire e che potrebbero essere sue nipoti. Ecco le sue parole significative e commoventi che mi ha detto durante il presidio al Cardarelli di Campobasso lo scorso 15 dicembre, del quale si puo’ comunque visionare il video sul mio canale youtube “Gianluca Martone il Crociato Giornalista” https://youtu.be/-me_i2RQsTg, dopo essere usciti dal lockdown in zona arancione in uscita dalla Campania come Presidente e Vice- Presidente di Crociata Cattolica per comprovati motivi lavorativi:” Io ho perso una figlia a causa dell’aborto. Si chiamava Anna e aveva 45 anni. Il marito non voleva avere figli, tanto che le diceva che non voleva sentire il pianto dei bambini e l’ha costretta ad abortire due volte. Dopo questi atti gravissimi, che l’hanno fatta morire dentro, ha avuto un tumore maligno all’utero ed è morta alcuni anni fa. Io sto soffrendo tantissimo, perché non ho saputo difendere mia figlia da tutto cio’ e, per questo motivo, vengo davanti agli ospedali con te per pregare per le ragazze, affinchè non facciano questo errore gravissimo, che rovinerebbe per sempre le loro esistenze. Bisogna pregare tanto per riparare e chiedere al Signore la Grazia che ci liberi da questa piaga enorme. Avere paura alla mia età? No, assolutamente. Per me conta sola la preghiera, vivo nella mia carne la tragedia dell’aborto, ho perso una figlia e non voglio che altre ragazze si perdano per sempre. Ho avuto 7 figli per Grazia di Dio, di cui due suore clarisse, una a Pietravairano e una a Gorizia in Friuli Venezia Giulia, ma il dolore per questa figlia che ho perso mi farà piangere fino a quando il Signore mi chiamerà a Lui. L’aborto è un crimine orrendo, che rovina la vita non solo a chi lo commette, ma anche a tutti i familiari, all’intera società. Prego che i medici sicari si convertano e non scelgano i loro interessi, ma la VITA da difendere sempre dal concepimento alla morte naturale. Desidero caro Gianluca seguirti ovunque e prega il Signore che mi dia la forza di farlo. Sono entusiasta della tua grande opera di salvezza dei bambini. Sono onorata di starti accanto in questa attività voluta e benedetta da Dio. Mentre pregavamo, ho visto in cielo i miei due gemelli che ho perso spontaneamente che mi sorridevano e benedicevano questa giornata davanti a quest’ospedale”. Mentre il Parlamento argentino approva l’abominevole legge assassina dell’aborto, che ha legalizzato l’uccisione e il massacro di innocenti entro la dodicesima settimana, e la Chiesa accetta come moralmente accettabili i vaccini prodotti con linee cellulari di feti- bambini abortiti, vi è una straordinaria donna al sud di Benevento che, incurante dell’età avanzata, del freddo e delle restrizioni dei DPCM di Conte, sta dando una testimonianza di fede, di coraggio e di autentica militanza cattolica che vale molto di piu’ di migliaia di parole vuote. L’esempio di Immacolata soprattutto in questi giorni di festività natalizie si ricollega alla testimonianza incredibile della profetessa Anna, di cui San Luca parla in questo modo:” 36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”. Nel viaggiare con l’auto e nel macinare migliaia e migliaia di chilometri per salvare dalla morte i bambini, i santi innocenti martiri di oggi dall’Erode di questi tempi apocalittici, ossia i medici sicari negli ospedali, dopo 4 anni dall’inizio di questa missione straordinaria avuta inizio il 28 febbraio 2017, ho la certezza che, attraverso Immacolata, la Madonna è voluta salire in auto con me per proteggermi e assistermi in questa attività divina per il bene di tutti gli italiani di buona volontà