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Scuola. La DAD penalizza le famiglie piu’ povere

Una docente ci scrive: “Torna la didattica a distanza, un balzo indietro di 7 mesi come se nulla fosse cambiato ..come se i nostri sforzi il nostro rigore si fosse perso nel nulla
Costretti ad accettare un modello di formazione inaccettabile ..che porterà al dramma dell’esclusione delle classi più deboli …una (pseudo) didattica che ci propongono come unica possibile ma che sappiamo non essere giusta ..e alla quale per obbligo dobbiamo adeguarci come se fossimo un branco di pecore senza dignità ..non ci lasciano altra scelta ..nella notte si decide il destino di milioni di famiglie ..senza alcun riguardo senza alcun rispetto!!!

Inclusione, socialità, confronto, educazione, formazione…la scuola era tutto questo ed era per tutti!! Per i forti ma soprattutto per i deboli
Per chi ha bisogno di sostegno e per chi quel sostegno lo può dare, per che ha tanti figli e per chi di foglio ne ha uno solo.
Ci hanno tolto tutto, ai nostri figli hanno tolto il diritto costituzionalmente tutelato di crescere sereni ed istruiti..si mascherano dietro alla tutela del diritto alla salute ma ignorano o fanno finta di ignorare che la salute fisica è complementare a quella mentale ….
Ci hanno tolto tutto!!!! Siamo nel 2020 e la scuola non esiste più!!!!
Riprendiamoci i nostri diritti”.

La redazione
E’ ovvio che a scuola a far rispettare le regole ai ragazzi ci pensa il personale docente ed educativo, ma fuori chi fa rispettare loro le regole? E i bus affollati?

A scuola i contagi non si notano finche’ non si positivizza un familiare, magari anziano, di uno studente o un professore.
Non esiste soluzione netta: scuole aperte, scuole chiuse/a distanza. Magari dovremmo riflettere perche’ siamo arrivati a tal punto e perche’ proprio in Italia le regole proprio a nessuno va di rispettarle.

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