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Napoli: giù dal balcone, muore undicenne, ombra ‘gioco suicida’

(Caserta24ore) Una forma di istigazione al suicidio che sta prendendo sempre più piede nel nostro paese, con una escalation di minori che rischiano la vita influenzati da giochi pericolosi diffusi online. Lo afferma CONSUMERISMO No profit, vera e propria lobby dei consumatori specializzata in tecnologia, commentando il caso dell’undicenne suicidatosi a Napoli. “Negli ultimi anni si sono registrati in Italia numerosi episodi di suicidi o tentati suicidi connessi a giochi diffusi online, specie attraverso i social network, dove si spingono i soggetti più deboli e influenzabili a rischiare la vita attraverso prove estreme e sfide pericolose – spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumersimo – Non a caso l’età media degli incidenti mortali di questo tipo è di 13 anni, e la maggioranza dei genitori (il 93%) non è a conoscenza del fatto che il proprio figlio stia praticando giochi online”. “Blackout game”, “pass out game”, “scarf game”, “space monkey”, “Blue Whale”, sono molteplici i giochi che, prima all’estero e poi in Italia, spingono i più giovani a rischiare la vita, spesso filmandosi, condizionati da soggetti senza scrupoli che sfruttano gli algoritmi dei social network per trovare le proprie vittime – prosegue Gabriele.

I genitori in tale contesto hanno una enorme responsabilità, perché consentire ai bambini di utilizzare il web e i social in una età non consona contribuisce a plasmare la mente e la personalità dei minori, portandoli a compiere gesti estremi come quello di Napoli. Per questo, oltre ad una corretta informazione, serve un giro di vite da parte delle autorità competenti affinché si ponga un limite all’illegalità sui social network – conclude CONSUMERISMO.