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Salerno. Oggi riapre il complesso monumentale di San Pietro a Corte e San Matteo

(IlMezzogiorno) SALERNO Riapre, da oggi, il complesso monumentale di San Pietro a Corte nel centro storico di Salerno con l’orario in vigore prima dell’emergenza epidemiologica Coronavirus. Apertura straordinaria anche lunedì 21 settembre in occasione festa patronale di san Matteo. Ingresso gratuito.
ORARIO: dal martedì al sabato ore 9.30 – 18.30, ultimo ingresso ore 18.00 -domenica ore 10.00 – 19.00, ultimo ingresso ore 18.30 – lunedì chiuso per riposo settimanale
Il complesso archeologico di San Pietro a Corte, è un’area nel centro storico di Salerno in cui sono documentate e visibili le testimonianze archeologiche dei vari avvicendamenti storici a partire dal I secolo d.C. L’ingresso è sul Larghetto San Pietro a Corte.L’area si estende nel sottosuolo ed in superficie, a diversi livelli stratigrafici, ed evidenzia documenti di particolare interesse storico, archeologico ed artistico. In particolare il sito risulta, in assoluto, l’unica testimonianza archeologica di architettura palaziale di epoca longobarda.[1][2][3] Sono visibili, inoltre, un ambiente attribuito a frigidarium terme romane, un luogo cimiteriale di culto paleocristiano, un oratorio del XII secolo, una probabile aula della Scuola Medica Salernitana e le varie ristrutturazioni ed opere d’arte introdotte a partire dal 1500. Nel 2012 il sito è risultato escluso dal percorso UNESCO Longobardi in Italia: i luoghi del potere, teso a salvaguardare luoghi ricchi di testimonianze di arte e architettura longobarda, a causa di carenze dal punto di vista di servizi, info e accessibilità al sito.[4] Il sito è parte integrante dell’Itinerario Culturale “Longobard Ways across Europe” candidato all’iscrizione nella lista degli Itinerari Culturali Europei del Consiglio d’Europa Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale della Campania, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

Alla base dell’intera struttura vi è parte di un edificio d’età medio-imperiale (fine del I – inizio del II secolo). Il complesso si sviluppava in altezza per circa 13 m, mentre si articolava secondo il susseguirsi dinamico di ambienti con volte a crociera e a botte. In particolare l’aula del frigidarium era separata in due ambienti il primo dei quali era coperto da una volta a crociera mentre il secondo, che ospitava una vasca in marmo, da una volta a botte. Attualmente questi spazi si trovano nell’area ipogea a circa 5 metri sotto l’attuale livello stradale.Gli ambienti proseguono verso nord-est, sotto l’attuale palazzo Fruscione, dove è stato recentemente messo in luce un pavimento musivo, mentre l’ipotesi di un calidarium sotto la chiesa del S. Salvatore non è stata avvalorata dall’indagine archeologica che invece ha evidenziato l’esistenza di un balneum altomedievale che si appoggia ai pilastri di età longobarda.Le terme vennero abbandonate, probabilmente a causa di un’alluvione, nel IV secolo. Luogo di culto e cimitero paleocristiano L’aula del frigidarium fu riutilizzata nel V secolo da una comunità di cristiani che adibirono l’area a ecclesia con annesso cimitero. Il fondatore della chiesa cimiteriale è il vir spectabilisSocrates, una personaggio di rango della Salerno bizantina che realizzò per se e per i suoi cari una cappella funeraria privata. Il suo sepolcro fu posto difronte all’ingresso sotto un precedente arco romano che, chiuso, andò a costituire l’arco solio della struttura tombale (di tradizione paleocristiana).
L’analisi dei nomi che compaiono sulle epigrafi di questo ed altri sepolcri (databili fino al VII secolo), testimonia la presenza in città di una popolazione multietnica: romani, goti e bizantini.

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