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In ricordo del prof. Giovanni Antidormi nato a Gallo Matese

(Giuseppe Pace) GALLO MATESE Casualmente, sul sistema digitale “facebook” leggo che è morto il prof. Giovanni Antidormi, persona a me nota, come collega del Liceo scientifico di Dolo (VE), dal 1980. Dopo, lo interpellavo spesso come Nino di Gallo Matese perché mi raccontò che vi era nato, circa un lustro prima che io nascessi nel vicino paesetto di Letino. Anni fa, a New York, un collega e giornalista umbro mi fece notare sul quotidiano locale il necrologio di un certo immigrato, Chiodi, nato a Gallo Matese. Il collega Nino Antidormi, invece, era nato a Gallo Matese, perchè figlio dell’esattore, trasferitosi da Chieti. Allora, anni Quaranta, le tasse i contribuenti (gallesi, letinesi, pratesi, ciorlanesi, capriatesi, ecc.) le versavano all’esattoria locale. I gallesi allora, quando nacque Nino, erano molto più numerosi di oggi (oltre 2mila in più dei circa 600 attuali) prima della massiccia emigrazione verso gli Stati Uniti d’America, Canada, ecc..A Gallo Matese fu espropriata molto terreno fertile in pianura dove fu realizzato, dall’Enel il lago di Gallo Matese, che causò un incremento allo spopolamento del paesetto dell’alta valle del Sava. Il prof. Nino Antidormi viveva a Padova con la moglie Giuseppina, d’origine molisana, e tanti figli tra cui Cesidio, Antonio, Fabio Alessandro. Uno dei figli frequentava, più di trenta anni fa, un istituto tecnico padovano, e, il papà, lo mandò da me per fare alcune ripetizioni di chimica. Ricordo che il figlio era dinamico e intelligente come i genitori, persone affabili, colte ed espressione di una decorosa piccola borghesia abruzzese-molisana. Con Nino Antidormi, muore non solo un pezzo di ambiente abruzzese del passato prossimo, quello dei figli della Transumanza, che Gabriele d’Annunzio immortalò poeticamente, ma anche un conoscitore dell’evoluzione della scuola in Veneto dove aveva insegnato cambiando più scuole. Quando lo incontravo mi raccontava i ricordi di Gallo Matese, dove si recava in visita di tanto in tanto. Ricordava anche, con grande capacità di soffermarsi sui dettagli, di presidi, provveditori e sindacalisti di scuole veneziane e padovane. Nino era un gentiluomo d’altri tempi, vestiva sempre elegante, insomma un abruzzese autentico che amava la compagnia e lo stare insieme senza preoccuparsi d’altro. Condoglianze ai familiari e agli amici, che lo hanno amato e che lo ricorderemo insieme con le significanti, razionali e belle parole di Agostino d’Ippona, che cercò sempre di conciliare l’atteggiamento contemplativo con le esigenze della vita pratica e attiva. Poiché visse spesso drammaticamente il conflitto tra i due estremi, il suo pensiero consistette nel tentativo grandioso di tenere uniti il sentimento e la ragione, come il pensiero pagano e la fede cristiana. Io sento di perdere un collega sempre affettuoso, affabile e mi ricordava pure Gallo Matese, paesetto che conservava geloso nel baule dei suoi più cari ricordi, quelli infantili che pochi conoscono, né la scienza è riuscita ancora a carpire bene poiché è l’età del regno del magico sul razionale. Le esequie verranno celebrate nell’artistico tempio cattolico del Sacro Cuore di Padova, dove amici e parenti daranno l’ultimo saluto al prof. Giovanni Antidormi, che con la sua flemmatica bonarietà, forse, sorriderà delle nostre abitudini di vita in questa città dinamica, colta e religiosamente ricca.

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