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aborto farmacologico

(Enrico Pagano – il Centuplo.it) Questo perdurante silenzio sull’aborto casalingo è inaccettabile.
Perché l’importante novità è che chi uccide il bambino non è più il medico abortista, ma direttamente ed esclusivamente la mamma. Perché, oltre alla speciale loquacità quotidiana sul tema immigrazione, in tante occasioni, abbiamo assistito a solerti e pesanti sortite di vescovi – un nome per tutti, Galantino – per fatti di assai minore rilevanza. Poi sono arrivate le unioni in-civili, le DAT e, ora, l’omicidio casalingo, e purtroppo registriamo un silenzio-assenso. Non intervenire, infatti, significa consentire, e qui in gioco vi sono vita, famiglia e il patto sacro tra le generazioni. I fedeli da tempo sono sgomenti e lo dimostrano con i fatti.
Le Chiese sono sempre più vuote, crollano le entrate dovute all’8 per 1000, e i giornali “cattolici” perdono migliaia di copie. Ora, fa tenerezza vedere i politici, un tempo prolife, non nominare più il termine aborto, ma interessarsi ai cani abbandonati in estate. Cercano il consenso e temono di perderlo, comprensibile.

Ma dai vescovi questo è inaccettabile, perché essi non devono cercare il consenso del mondo secolarizzato, né di una parte politica, ma solo la Verità eterna e immutabile. Faccio un esempio concreto: in una diocesi importante e popolosa come Milano, monsignor Delpini, dopo aver catechizzato più volte leader del centrodestra per l’uso improprio dei simboli religiosi – mai, per lo stesso uso, quelli di sinistra – troverà il coraggio per dire una parolina, anche una sola, su un ministro che autorizza le mamme ad eliminare i figli tra le mure domestiche?
Lo so bene, il prezzo da pagare sarebbe alto, verrebbe processato per direttissima dalle corazzate dell’informazione – Corriere, Repubblica e Stampa – con l’imputazione di oscurantismo. Ma farebbe il suo dovere di pastore, semplicemente il suo dovere. Infatti, c’è forse qualcosa di conforme al Vangelo della Vita e a tutto il Magistero della Chiesa sulla tutela della vita nascente, in questa decisione governativa ? Insomma, io, dopo D’Ercole, Camisasca e Plotti, solo 3 su più di 200, attendo fiducioso nuovi interventi.
Se non ci saranno, darò ancora una volta ragione a un grande cardinale, Caffarra, che tutti questi problemi non se li poneva , intervenendo tempestivamente e senza calcoli opportunistici, e al contempo, ammonendo impietoso che “solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia confusione”

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