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TEANO, I SENTIERI DEGLI DEI

(di Giulio De Monaco) Mi chiamo Larth Avils nacqui e trascorsi gli anni della giovinezza nella Terra dei raffinati Tirreni l’Etruria. Ma il nome di Teano, l’immortale città protetta da mura possenti e da torri di pietra , sentinelle insonni, la potente , invincibile città italica, racchiudeva in sé il senso di tutto quello che avevo appreso ad ammirare ed amare: onore, gloria, potenza, orgoglio, valore, generosità, saggezza. Nessuna città italica poteva competere con essa; nessuna. Sono invecchiato amando Teano come mai avrei potuto amare una donna. E per tutta la mia vita l’ho sempre amata più di qualsiasi donna. Teano, che nella mia mente rappresentava l’unica ragione per cui un uomo, un guerriero, poteva vivere e se necessario, anche morire. Mi ci trasferii a vent’anni solo con la sacca di pelle di fattura gallica, con quattro carabattole e le mie armi ben rifinite. Si la città era già romanizzata, ma il substrato italico persisteva con fierezza. Si parlava ancora osco con un latino rudimentale, si ricorreva ancora al rito dell’incinerazione di tradizione italica, mentre i Romani di Teano preferivano il rito dell’interramento e sopra il tumulo ci piazzavano, con fierezza e vanità da pavoni, sculture che ne ritraevano le sembianze. Questo potrebbe essere l’inizio di un nuovo libro che non scriverò mai. Questo giornale invece riesce a penetrare là dove un libro fallisce. I motivi nono infiniti. La sua forza risiede nella solidità di un Gruppo unito dall’ affezione a ideali condivisi. Il suo è un atto d’amore verso il nostro Paese e verso la nostra Gente: non ci si può assolutamente permettere di gettare TEANO nel dimenticatoio, di consegnare le sue sorti a chi l’ ha relegata allegramente in un malinconico immobilismo. Fieri di essere Teanesi e Sidicini, affrontiamo questi momenti di trapasso con rinnovata speranza, difendiamo la dignità del nostro territorio desiderando la crescita e la valorizzazione del Paese.

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