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Ambiente campano da valorizzare sia prima che dopo l’elezioni regionali.

(di Giuseppe PACE) Non mi stancherò mai di ribadire che per Ambiente bisogna intendere non solo quello naturale, ma anche quello culturale, sociale e politico. Ambiente come sistema di Natura e Cultura dunque. L’ambiente del territorio campano è vario e diversificato per almeno due delle sue parti principali. Vi è l’ambiente naturale montuoso di buona parte del territorio beneventano, avellinese e casertano dove l’economia è più tradizionale, bassa è la densità demografica e alto è il tasso d’emigrazione soprattutto giovanile e professionalizzato, di cui molti laureati. Di complementare vi è un ambiente pianeggiante e costiero ricco di risorse naturali, ma economicamente e socialmente non bene organizzato e ad elevata densità demografica. In area metropolitana NA-SA-CE i problemi sociali sono inficiati anche dall’amplificatore della malavita organizzata più di altre parti dell’ambiente campano periferico. L’endemico problema del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti resta irrisolto al di là se al governo regionale vi siano persone di centrodestra che di centrosinistra. La malavita organizzata è come una ragnatela con i propri fili sottesi in tutte le maglie della distribuzione merceologica per accrescere il capitale camorristico e in non pochi uffici pubblici dove usa mazzette ed intimidazioni come arma di persuasione. Ogni regione ha un suo ambiente? Ma allora ci sono 20 ambienti in Italia? Perché no anche se non cosi nettamente distinti come appaiono poiché vi sono valori, consuetudini e linguaggi nazionali da oltre un secolo e mezzo, ancora poco tempo per ridurre le tipicità anche negative. I media locali di questo periodo di campagna elettorale regionale guardano ai fondi europei per la pandemia da covid-19 come ad una sorta di panacea di molto sviluppo mancato in Campania. Altri segnalano fatti positivi reali come “La Campania è la seconda regione italiana, dopo il Lazio, per nuove aziende guidate da donne. E’ quanto emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere, presieduta in Campania da Ciro Fiola. Sono Lazio (+7,1%), Campania (+5,4%), Calabria (+5,3%), Trentino (+5%), Sicilia (+4,9%), Lombardia (+4%) e Sardegna (+3,8%) le regioni in cui le aziende “rosa” aumentano oltre la media. In termini di incidenza territoriale, sul totale delle imprese, al vertice della classifica si incontrano invece le tre regioni del Mezzogiorno più piccole (Molise, Basilicata e Abruzzo), seguite dall’Umbria, dalla Sicilia e dalla Val d’Aosta. Di fronte al Covid, però, in tutto il Paese molte aspiranti imprenditrici devono aver ritenuto opportuno fermarsi e attendere un momento più propizio. Tra aprile e giugno, infatti, le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne sono oltre 10mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2019. Questo calo, pari al -42,3%, è superiore a quello registrato dalle attività maschili (-35,2%). Dal media casertano su cui scrivo spesso leggiamo: “Nonostante il passo indietro da presidente di Legambiente Matese in vista della candidatura alle prossime regionali, il dirigente scolastico Bernarda De Girolamo non arretra di un solo passo nell’organizzazione dell’edizione 2020 di Galetta dei Laghi. Parte il countdown per l’evento che farà tappa proprio nello scorcio del bacino matesino, sabato primo agosto dalle ore 10 alle ore 13. Anche per effetto di questo rallentamento delle iscrizioni, sul quale ha inciso il lockdown, a fine giugno l’universo delle imprese femminili conta quasi 5mila unità in meno rispetto allo scorso anno. “Il dato dell’incremento di imprese femminili in Campania ci incoraggia e ci fa ben sperare per il futuro – commenta Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli e presidente di Unioncamere Campania – stiamo lavorando senza sosta per superare il più rapidamente possibile la crisi da Covid che ha danneggiato il nostro territorio e le nostre imprese. Camera di Commercio e Unioncamere sono concretamente al fianco delle forze produttive. In questo senso lo stanziamento di 40 milioni di euro previsto dalla Camera di Commercio rappresenta un segnale strategico a cui ne seguiranno presto anche altri”. L’ambiente campano ha un sistema trasportistico sperequato con grandi assi autostradali nord-sud e poche strade veloci est-ovest e transmatesine ad esempio. Da decenni propongo la galleria del Matese tra Guardiaregia-Cusano Mutri-Gioia S., ma, a parte gli indigeni, il governo regionale resta sordo verso feudi elettorali poco ricchi di consensi come quelli dei circa 66 paesi sopra e intorno al Matese, sistema montuoso esteso oltre 1500kmq e comprendente lembi territoriali di 4 province: CE, BN, IS e CB.. La Dirigente scolastica, di un scuola piedimontese, si è data da fare a scuola (soprattutto nel promuovere l’uso del digitale che ho condiviso molto) ed ora si candida alle regionali con attenzione speciale alla tutela dell’ambiente naturale matesino: “L’associazione Legambiente circolo del Matese, ha effettuato in data 9 luglio le analisi microbiologiche delle acque e presenterà, nel corso dell’evento, i risultati rilevati. Nelle battute iniziali, intorno alle 7, i legambientini matesini, insieme ad alcuni giovanissimi neo soci del Liceo Scientifico di Piedimonte Matese, provvederanno ad erigere, sulle sponde del Lago Matese, un’architettura vegetale galleggiante fatta di rami intrecciati, una sfera gigante che simboleggerà la Terra e che farà navigare la bandiera di Goletta sul lago. L’installazione, ideata dall’architetto Sara Montoro, sarà denominata “Floating Earth” a dimostrazione del fatto che è la Terra a galleggiare nell’acqua, nei mari, nei laghi e negli oceani, e non l’acqua ad essere presente sulla Terra. In tarda mattinata sarà illustrata ai presenti la relazione sul monitoraggio idrico e per l’occasione saranno previsti gli interventi di Sara Montoro di Legambiente Matese e Francesca Ferro di Legambiente Campania. “Sarà un’occasione per trascorrere qualche ora insieme a giovani e bambini all’insegna dell’educazione civica ed ambientale, del divertimento e dello sport in natura, mediante attività all’aria aperta nei pressi del Lago del Matese che si svolgeranno in collaborazione di alcune associazioni del territorio quali Matese Adventures, Matese Bike, Matese Jungle, Polisportiva Matese”. Hanno dichiarato gli organizzatori”. In tempo d’elezioni l’associazionismo acquista nuovo vigore e slancio fattivo. Ma sono i miliardi europei che fanno gola ai politici vecchi e nuovi e il classico meridionalismo si risveglia di brutto. Più soldi al Sud per svilupparci! Ma sarà vero che uno sviluppo assistito sia la strada migliore? Io non credo. “Con le misure del Recovery plan annunciate da Giuseppe Conte e con un Governo regionale a guida 5 Stelle, la Campania e il Sud torneranno finalmente in primo piano. Ora che gli investimenti statali saranno proporzionati alla popolazione di riferimento, al Sud sarà destinata una quota di almeno il 34% sul totale delle risorse, così da poter finalmente programmare investimenti nella direzione di un vero sviluppo. In sinergia con il nostro Governo stiamo lavorando per annullare, una volta per tutte, il divario Nord-Sud e far ripartire il Paese con la spinta forte delle enormi potenzialità e risorse della Campania e delle regioni del Mezzogiorno. Come candidato presidente di questa Regione sto per inviare al presidente Conte una lettera con l’appello a fissare con urgenza i livelli essenziali di prestazione, perché ai cittadini della mia terra possano venire garantiti finalmente servizi dignitosi e si rivedano i criteri della spesa storica che da sempre ci penalizzano”. Lo ha annunciato la candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania.“In 20 anni ci sono stati sottratti 455 miliardi a vantaggio del Nord. Soldi che dovevano servire a realizzare le infrastrutture che mancano, a creare sviluppo nella nostra regione, a far nascere posti di lavoro. Dobbiamo recuperare questo divario frutto di scelte politiche che negli ultimi 20 anni ci hanno penalizzato. Faremo ripartire la sanità – prosegue la candidata, investiremo nella digitalizzazione e nell’innovazione delle nostre imprese e nella sostenibilità ambientale, faremo della Campania la regione più green d’Europa, realizzeremo gli a asili nido di cui quasi non c’è traccia nella nostra regione. Per troppi anni il Sud è stato penalizzato da una ripartizione assolutamente iniqua delle risorse statali. Anni nei quali a livello nazionale siamo stati rappresentati anche da finti paladini del Sud come Vincenzo De Luca, nella sua veste di sottosegretario alle Infrastrutture non ha fatto partire un solo progetto per la sua regione, e dall’ex ministro berlusconiano Stefano Caldoro, oggi utile soltanto a Matteo Salvini per fargli da cavallo di Troia per entrare in Consiglio regionale. Personaggi che, da governatori, hanno venduto al Nord le nostre eccellenze industriali, come per lo spostamento della sede legale di Alenia da Pomigliano a Varese, e hanno rappresentato la nostra regione in maniera pessima in Conferenza Stato Regioni. E il riparto del fondo sanitario nazionale sempre a sfavore della Campania, che riceve ogni anno 300 milioni in meno, ne è la prova più emblematica. Oggi abbiamo l’opportunità di invertire finalmente una tendenza, grazie alla prima forza politica e a un presidente del Consiglio del Sud che hanno realmente a cuore il destino delle regioni del Mezzogiorno”. Il linguaggio dei 5Stelle, sembra più ricco di promesse dei candidati tradizionali, dunque conoscono meglio l’arte della retorica greca?“Uno dei disastri più grandi della Campania è il sistema dei trasporti regionale. Occorre un sistema ferroviario che consenta ai cittadini di muoversi liberamente in Campania. Per questo il nostro programma prevede la realizzazione di una metropolitana regionale. La Campania deve diventare un modello nazionale per il trasporto pubblico. Arriveranno tantissimi fondi dal Recovery fund, noi li impiegheremo per collegare ogni provincia della Campania con l’area metropolitana, così da dire basta ai viaggi della speranza per fare solo 50 chilometri. I nostri figli che arrivano da Benevento, da Avellino e dalle aree interne del Cilento per studiare in città devono poter viaggiare in sicurezza e in tempi rapidi”. Lo ha dichiarato la candidata del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione Campania per 5Stelle, nel corso di un’intervista realizzata per il Tgr Campania. “La Campania – ha sottolineato ancora la candidata deve ripartire ora o mai più. Arriveranno tantissime risorse e neppure un euro dovrà essere sprecato. Serve lavoro subito e per farlo abbiamo in mente un piano lavoro vero, con 50mila nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione regionale. Puntiamo a 20mila ingressi di operatori della saniteà nei nostri ospedali, che oggi vengono chiusi con la scusa che non c’è personale per farli funzionare. Eppure abbiamo graduatorie già pronte da scorrere e tanti nostri medici e infermieri che lavorano fuori regione da far rientrare. Un altro tema scomparso dall’agenda politica è quello dell’emergenza abitativa. Eppure ci sono tanti cittadini che aspettano una casa da anni e 10mila nuove famiglie che si stima perderanno la casa nei prossimi mesi per via dell’emergenza sanitaria. Nel patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica una casa su cinque non è utilizzabile, perché è mancata anche la manutenzione minima. Noi – conclude la candidata alla presidenza della Regione – puntiamo a un intervento massiccio di riqualificazione del patrimonio immobiliare, restituendo 20mila nuovi alloggi ad altrettante famiglie della Campania e facendo lavorare il settore dell’edilizia senza bisogno di consumare altro suolo”. “Il caso degli ospedali prefabbricati anti-Covid di Caserta e Salerno, pagati profumatamente ma mai entrati in funzione perché ancora senza i necessari collaudi, sono la preoccupante fotografia di quello che appare un ennesimo spreco di risorse pubbliche, un’incapacità complessiva del governo regionale di dare risposte serie e concrete ai cittadini”. Lo afferma l’ex senatore Nello Di Nardo, responsabile del dipartimento di Protezione Civile di Forza Italia Campania. Per l’ex viceministro dell’Interno “il dato politico è che ancora una volta emerge a chiare lettere la differenza che passa tra il buon governo, quello del fare concretamente gli interessi dei cittadini e il governo del dire, delle chiacchiere a buon mercato, dell’affidarsi alla facile propaganda politica per curare interessi di parte”. Certo è che ogni politico sembra parlare solo per autodifesa dell sua parte e contro le altre parti in causa nella politica di conquista di più feudi elettorali. Raro è sempre più leggere sui media politici che parlano da superpartes. Forse è il destino della Democrazia fatta di partiti che promuovono istanze di parte e tutti concorrono ad esprimerle tutte nei ruoli di maggioranza che governa e di opposizione che stimola e controlla il potere esecutivo a Roma come negli Enti Locali: comuni, città metropolitane, province, regioni.“Un caso, peraltro, questo degli ospedali fantasma – conclude Di Nardo –, doppiamente preoccupante se si considera che a fronte di questo che si preannuncia come un ennesimo e costoso fallimento fa da contraltare un sistema sanitario regionale sempre di più in difficoltà e una vera e propria fuga di massa verso gli ospedali di altre regioni che ci costa oltre un miliardo e mezzo di euro all’anno”. Elezioni che passano elezioni che ritornano, ma l’ambiente campano è ancora uno dei più ricchi del sud nostrano e mal governati italiani, peccato che il cittadino sia spesso suddito di una realtà viva, dinamica e plastica.

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