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Cancello ed Arnone: il magistrato Francesco Nuzzo rievoca il bombardamento del 1943

(Raffaele Raimondo) CANCELLO ED ARNONE Riecheggeranno il pauroso “rumore sordo” degli aerei B-17 del XII Bomber Command statunitense minacciosamente a sorvolare il paese che sorge su entrambi i lati del fiume Volturno, i tuoni spaventosi degli spezzoni incendiari, il crepitìo di case rase al suolo, mobili, piante, corpi d’animali e di uomini in fiamme orrendamente lacerati, le urla disperate dei superstiti alla ricerca dei congiunti caduti sotto la spaventosa furia delle bombe. Riecheggeranno in Piazza Municipio dalle 19,30 di quest’oggi, giovedì 23 luglio 2020, grazie all’accurata ricerca storica che il magistrato ed archivista di Stato Francesco Nuzzo ha appena pubblicato e di cui parleranno al popolo e agli ospiti esterni il prof. Giovanni Cerchia (ordinario di Storia contemporanea all’Università del Molise) e mons. Salvatore Visco (arcivescovo della diocesi di Capua). Il volume – intitolato “Bombardamento di Cancello ed Arnone (9 Settembre 1943) ed edito per i tipi della Igep di Cremona, città dove l’Autore da decenni vive ed opera in campo istituzionale, culturale e sportivo – ricco di oltre 100 pagine che riportano la segmentazione in 22 capitoli, è il contributo illuminante ed appassionato che il giudice Nuzzo ha voluto dedicare, in filiale ed ammirevole omaggio, al suo “loco natìo”. Il registro linguistico dell’opera è martellante, dolce, nostalgico, accorato e, in alcuni passaggi fondamentali, perfino epico. Si tratta, per diretta ammissione dell’Autore, di un “libro scritto di getto, senza trascurare la ricerca scrupolosa di documenti necessari a ricostruire una vicenda dolorosa che è scolpita nei ricordi della comunità”. Pregevoli, parimenti, i racconti, riportati anche in vernacolo locale, che sono venuti fuori dalle testimonianze di anziani ed anziane che “non hanno mai dimenticato”. Dunque, la “lezione”che se ne ricava fa risorgere la memoria e, nel contempo, induce a meditazioni di forte impatto umano ed etico-civile.

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco avv. Raffaele Ambrosca, d’intesa con la Pro-Loco ed il Nuc di Protezione Civile, ha inteso promuovere l’importante evento al quale, secondo anticipazioni acclarate, prenderanno parte le massime autorità civili, militari e religiose del luogo, del comprensorio del Basso Volturno e della provincia di Caserta. E sarà lo stesso primo cittadino ad aprire i lavori che si preannunciano di estremo interesse storiografico oltre che per i profili emozionanti e commoventi che di sicuro riemergeranno nel corso degli interventi in programma. Vincenzo De Caprio, docente emerito di Letteratura italiana presso l’Università della Tuscia (Viterbo), ha scritto che il volume è “documentato, argomentato, suggestivo, pieno di empatia per le sofferenze umane” ricostruite, definendolo “affresco esaustivo delle linee generali e insieme dei particolari più minuti”. Espressioni di notevole apprezzamento, provenienti dallo stesso ateneo, sono state pronunciate dal titolare della cattedra di “Storia dell’Europa” che si occupa particolarmente dei fenomeni migratòri e addirittura dalla lontanissima Università del Bahìa. Eppure noi, sapendo che Nuzzo legittimamente considera “coautori” i quattro amici studiosi che hanno attivamente collaborato alla realizzazione del percorso di ricerca e fra i quali troviamo Geppino Peluso e Mattia Viola, abbiamo voluto ascoltare le opinioni dei due che abbiamo potuto raggiungere.  Il questore emerito Biagio Ciaramella, coautore: “E’ un libro bellissimo! Nella prefazione l’Autore si chiede se abbia scritto un libro di storia. Io dico indubbiamente sì, ha recuperato una pagina importante e tragica della storia del mio paese, Cancello ed Arnone, narrando di persone che non avrebbero mai immaginato che, il giorno dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, mentre pregavano in una nostra chiesa, gli anglo-americani hanno bombardato tutto il centro urbano. Delle bombe sono purtroppo cadute anche su quel luogo sacro, mietendo pure là moltissime delle 114 vittime dell’incursione. Distrutto un intero paese! E il libro rievoca quel tremendo evento, ricordando inoltre, come un dovere morale, dei personaggi che in una circostanza così atroce seppero dar prova di umanità e valore. Penso, ad esempio, a Michele Ferraiuolo, colonnello dell’Esercito e comandante del XVI Reggimento costiero dislocato a Mondragone che fu ammazzato dai tedeschi decisi a buttarlo fuori dalla sua caserma. C’è un altro episodio eroico che vide protagonista Luigi Benedini, un tenente che, quando i soldati nazisti s’avvicinarono per occupare la sede militare, mentre il nostro Esercito era ormai allo sbando, si oppose e puntò due cannoni contro le autoblindo; all’improvviso piombò ancòra un bombardamento, schegge polveri macerie e lui, dato per morto, per l’identificazione venne messo a terra nella fila dei cadaveri, ma un cappellano militare s’accorse che era ancora vivo. Fu allora mandato al Celio e così nacque di nuovo. Ormai è passato a miglior vita e i suoi familiari abitano tuttora a Cremona. Ma l’Autore fa rivivere, con la sua accorta ricostruzione storica, tanti altri fatti e situazioni che meritano di essere ricordati e riproposti come simboli-monito specialmente ai giovani di questo tempo. Inoltre, mi ha meravigliato – conclude Ciaramella – il recupero del dialetto privilegiato dall’amico giudice Nuzzo, quasi attualizzando voci di uomini e donne terrorizzati dalla furia bellica e, loro malgrado, attori di avvenimenti che davvero vorremmo non fossero mai accaduti”.
A sua volta Mattia Branco – anch’egli coautore, ex sindaco, già consulente del lavoro e tuttora attivissimo come giornalista ed operatore in diversi settori della cultura e del laicato cattolico – aggiunge: “Posso dire senz’altro che ho imparato molto, collaborando col magistrato. Molte le notizie che non sapevo affatto, relative anche a Mazzafarro. Interessante pure la ricerca presso l’archivio comunale sui sindaci e commissari prefettizi a Cancello ed Arnone nel periodo comprendente gli anni dal 1942 al 1947. Ma posso e devo dire soprattutto delle intense emozioni che ho provato durante le interviste ad anziani che ci sono ancòra e che hanno riaperto per noi un’antica e non sopìta memoria”. Francesco Nuzzo non nasconde la sua fierezza motivata da quest’ultima fatica storica-letteraria, che viene ad arricchire la già vasta produzione naturalmente comprendente significativi testi di carattere legislativo-giurisprudenziale; intanto è già da mesi all’opera per l’attesissima pubblicazione di una “Storia dell’Avvocatura cremonese”. Dal canto nostro, gli abbiamo domandato se possa configurarsi per il futuro l’ipotesi di un nuovo su Cancello ed Arnone, magari concentrato sulle festose tradizioni locali, sui miti e sui riti di cui da bambino ha sentito parlare o che ha direttamente osservato. Ebbene, non lo ha escluso: prevediamo quindi che la sua gente sarà felice di essergli ancòra una volta riconoscente, fra una lacrima di nostalgia ed un sorriso di amichevole “complicità”, per il lustro che egli ha saputo offrire, senza lesinare mai energie ed anche ferme posizioni di principio, alla terra dove tanti anni fa nacque e che ovunque onora, con scienza e coscienza.

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