Crea sito

Aspetti ambientali dell’Altocasertano alle prossime elezioni regionali.

(di Giuseppe Pace, studioso ambientale). Sto per pubblicare un saggio ambientale, che delinea l’evoluzione del suddito in cittadino, ma non riguarda solo l’ambiente del territorio e paesaggio del nostro Paese. A volte mi viene di pensare, osservando la foto riportata tratta dall’ambiente digitale inerente persone sbiadite in costume della tradizione di Letino, mio paesetto di nascita, che se potessi osservare l’ambiente napoletano come fa Vittorio Sgarbi, di fronte ad un’opera d’arte, sarei meno approssimativo nell’analisi ambientale. Sgarbi è uno dei pochi politici italiani, che dice cose in Parlamento che altri temono di dire, ma tutti gli danno addosso per il modo vivace come lo dice. Vuol dire che è un suonatore di violino fuori dal coro, ma pur sempre un suonatore bravo, che molti italiani apprezzano positivamente. Platone diceva che è deplorevole parlare di giustizia senza esserlo. Di Sgarbi apprezzo come descrive l’arte a tutti più dei suoi colleghi supertitolati ma senza carisma pedagogico del saper trasmettere in modo chiaro. Per i nostri ”cafoni meridionali” i politici a maggioranza copiano l’avvocato dei cafoni del romanzo siloniano che fa contenti gli ingenui dicendo che il padrone ha deciso di dare a tutti 3 quarti di acqua, solo che ai cafoni erano tre quarti dei tre quarti che per primo aveva incanalato nel novo alveo il padrone. Oppure che il contratto non durava 50 anni ma solo 10 lustri. Insomma il cittadino italiano è stanco di giri di parole per nascondere la realtà. E allora altre elezioni regionali, altro turno d’illusioni consolidate da mezzo secolo, altre illusioni italiane? La competizione regionale campana, elargirà un’altra serie di illusioni politiche? Si, e soprattutto per le genti del Matese perché il loro ruolo è quello assegnato a Cenerentola nella romantica favola che, sempre meno, si racconta ai bambini. Ai sudditi matesini, che esprimono poche migliaia di voti, vanno le briciole che Napoli decide di assegnare per promuoverne lo sviluppo, mentre l’opposto fa per la costa metropolitana dove i votanti sono alcuni milioni. E’ la logica delle suddivisioni territoriali per assegnare gli onorevoli sia parlamentari che regionali? A me pare di si. In questo modo il cittadino matesino sarà sempre di serie non A. Qualche specialista politologo potrebbe obiettare con il quorum previsto per ognuno da eleggere e ai matesini spettano X consiglieri regionali e non Y per rappresentare equamente il cittadino italiano! No, caro politologo, cambia il rapporto di forza nel legiferare a Napoli con maggioranze napoletanocentriche o meglio napoletane e salernitane perché le due province hanno gran parte dei residenti in Campania, ex Felix. Certo la Democrazia ha bisogno dei partiti che esprimono le diverse visioni e istanze sociali, ma tali associazioni sono finalizzate, per Legge, ad esprimere persone che, elette, governeranno la res publica per il miglior bene di tutti. Qualcuno, me compreso, continua a ricordare Agostino d’Ippona, detto anche Sant’Agostino, che dei politici non aveva una buona opinione e li paragonava a: “bande di briganti organizzati bene per rubare meglio e in nome del popolo”. Ma si sa che quella era la cattedra di un santo cattolico che prima di incontrare il vescovo di Milano, Ambrogio, che pure è santo, era stato adoratore della divinità solare, dunque vedeva le cose eticamente, un teorico? Quasi un giustizialista? Può darsi ma la realtà ambientale (natura e cultura) è meno facile e lineare (direi al salviniano pensiero) e l’ambiente sociale in cui si esprime quello politico è complesso come complessa è la realtà. Da decenni vi sono specialisti della “complessità”, e dicono che oggi non si può più decidere come un tempo quando l’ambiente era meno complesso. Suggeriscono pertanto di decidere di non decidere e lasciare che le cose che si aggiustino da sole come una sorta di magma che si fa da solo la strada di sfogo. Tornando all’ambiente campano-matesino, da tempo, è risaputo dai locali che si trascurano servizi essenziali come la sanità e solo sotto le elezioni regionali il governatore uscente e forse subentrante promette l’avanzamento di livello all’ospedale civile di Piedimonte Matese, città capoluogo del Sannio Alifano. La compagine dei politici candidati in area di centrosinistra, che faranno lievitare i voti del feudo cappelliano ultradecennale, non pare che brillino di nuovo. Ma neanche la compagine dei politici candidati in area di centrodestra non sembrano forieri di un nuovo, che vada oltre le esternazioni salviniane molto gravide di infantilismo politico e di parlare al suddito e non al cittadino. Salvini ha il carisma della persona semplice che semplifica tutto e dà ricette immediate sull’impossibile governo della complessità? Egli come Bossi, suo paterno padre politico che ora lo schiaffeggia bonariamente, vede con gli occhi dell’ignorante semplificatore perché non conosce la complessità. Un esempio: Salvini promette camorra zero nel giro di poco tempo per non dire pochissimo. Un campano, stagionato dagli anni, sa bene che è una frottola raccontata ai milanesi non ai napoletani, ma i meno stagionati ci cascano e si illudono nuovamente. Con questo non si vuole sostenere la onnipresenza ed eternità della camorra campana, ma neanche l’illusione salviniana di sradicarla con la bacchetta magica dell’illusionista “milanese” di turno! La Lega (prima era Lega Nord per l’indipendenza della Padania) non ha dato esempi di buon governo in un sistema ambientale settentrionale che va avanti anche senza partiti che spesso frenano lo sviluppo intrinseco nel sistema economico di più regioni in gran parte pianeggiati, irrigate e ben servite e vicine al centro dell’Europa. Al Settentrione il primato del privato efficiente sullo Stato lumacone c’è ed è visto da chi vuole vedere senza campanilismi e provincialismi. Ad esempio il sistema sanitario veneto era di qualità già ai tempi del governatore D. C. poi F.I. e ora Lega, dunque non è merito della Lega o di Luca Zaia se la qualità è alta e così gli altri servizi sociali. E’ il sistema nel suo insieme che funziona a velocità più elevata di quello del Mezzogiorno pure nostrano. Direi che in settentrione la qualità dei politici è meno elevata dei colleghi del meridione. Basta ascoltarli quando parlano. Per cui il nostrano ambiente campano matesino in modo speciale è, purtroppo, destinato a svolgere un ruolo politico di riserva, quasi da riserva indiana moderna, al di là del partito o coalizione di maggioranza che sarà al governo regionale di Napoli. Nel mio saggio “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, auspicavo la istituzione della Regione Sannio allargando l’attuale Molise al territori beneventano ed alto casertano. Tale proposta era soprattutto per ridurre il ruolo politico, economico e dei servizi sociali di Cenerentola al territorio periferico nord della Campania. Piedimonte Matese ad esempio diverrebbe nel Sannio, la V città per importanza anche demografica. Capisco che anche questa soluzione ideale potrebbe essere una semplificazione quasi salviniana, ma di migliori non ne conosco. Conosco, invece, il poco interesse degli onorevoli regionali che si alternano all’Assessorato ai trasporti, che trascurano la strozzatura viaria del Matese, mentre si applicano solo nei loro feudi elettorali o altri con leader di richiamo come potrebbe essere Mastella a Benevento nel raddoppiare la superstrada Caianello-Benevento. Il Matese manca di un leader come lo era Dante Cappello decenni fa. Ma neanche quella è una soluzione democraticamente auspicabile perché per restare leader ha necessità di accontentare ma anche scontentare, come nel Sannio Alifano. Che peccato che il cittadino italiano sia ancora visto spesso come un suddito di uno Stato padronale, che dà i grandi principi, ma lascia libero il controllo territoriale affidato agli Enti Locali, che spesso non controllano i propri elettori e fanno controllare solo gli avversari? Un esempio: a Piedimonte Matese se non c’era la polizia di stato che rilevava l’invadenza eccessiva di alcuni plateatici di baristi in piazza Roma, il comune soprassedeva. Lo Stato è sempre necessario se non si vuole tornare allo stadio tribale, ma è necessario il cittadino che conosca i propri diritti e doveri che solo la scuola pare possa saperglielo insegnare, se a famiglia non è qualitativamente presente. Non conosco ancora bene l’ambiente politico della compagine dei candidati di centrosinistra, ma riesco, in parte a immaginarla non ricca di novità di nomi e cognomi. Mentre la compagine dei candidati di centrodestra, dietro il salviniano verbo o pensiero, la leggo dai media: ”Anche il Matese pronto a dare battaglia al governatore uscente, Vincenzo De Luca, che a capo della coalizione di liste di partito e civiche di ispirazione centro sinistra tenta la riconferma alla guida della Regione Campania. Dall’altra coalizione, il centro destra conferma Stefano Caldoro (vincente nel 2010, sconfitto proprio da De Luca nel 2015) che sarà supportato da civiche di centro destra, quindi Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Proprio quest’ultima compagine ha praticamente chiuso la squadra che dalla Provincia di Caserta porterà il suo bacino di voti per la vittoria finale. Consigliere uscente e punta di diamante della lista è Gianpiero Zinzi, che la volta scorsa sotto il vessillo di Forza Italia staccò quota 22mila preferenze in Terra di Lavoro. Una sua fedelissima e candidata è l’ex vicesindaco di Aversa, Nicla Virgilio, quindi la consigliera provinciale Antonella Piccerillo. Dal matesino sono in corsa la ex consigliera comunale di Alife, l’avv. Michela Visone, da tempo già in campagna elettorale; ed ancora la dirigente di Teano Annabella D’Angelo. A chiudere la lista il consigliere di San Prisco Francesco Paolino, l’ex vicesindaco di Castel Volturno, Michele Martucci, l’ex candidato sindaco di Mondragone, Raffaele Pero”. Non commento sui nomi dei candidati, dico che noto qualcuno, figlio d’Arte politica. Appena l’ho letto non ho potuto non pensare all’unico romanzo ottocentesco di T. di Lampedusa, “Il Gattopardo”. E poi mi sembrano quasi “stranieri” candidati della costa tirrenica e del quasi immediato retroterra campano rispetto agli alifani, e piedimontesi? D’altronde non abbondano quelli che si interessano di politica oppure si spendano per essa, ai più piace il ruolo stagionato dello strillatore, spesso suddito che si adatta a tutti e a tutto: ”piove governo ladro”! Dei 50 consiglieri onorevoli regionali, 8 saranno da eleggere dall’ambiente casertano. Intanto il governatore uscente, ha firmato il decreto col quale ha formalizzato la data delle elezioni. Si voterà il 20 e 21 settembre 2020 in un election day unitamente a referendum per la riduzione del numero dei parlamentari voluto dai 5Stelle: da 915 a 600) ed elezioni comunali. A Piedimonte Matese la crisi causata dall’interno della compagine di maggioranza si allea, pare, con le opposizioni e decide, forse in seconda convocazione del Consiglio Comunale del 28 c.m., per deliberare che non si farà in tempo per votare a settembre e bisognerà attendere il voto in primavera del prossimo anno. Il mio saggio ambientale ”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio” qualcuno lo deve ancora leggere, se lo desidera lo trova in biblioteca civica o da D’Aulisio. In esso scrissi ampiamente anche dell’ambiente sociale e politico di 9 anni fa, come rilevò alla presentazione il direttore di questo media. Secondo il mio punto di vista il cittadino matesino è combattuto nella scelta della compagine politica da votare sia in Regione che in municipio piedimontese. per chi deve votare e fare votare? Ciascuno trovi la soluzione nel proprio bagaglio di conoscenze, esperienza e soprattutto onestà di delegare qualcuno di cui si fida per l’affidabilità e la trasparenza democratica. A me resta da ribadire il monito di Pietro Calamandrei scritto e ben in vista nell’Aula Magna della scuola media “G. Vitale” di Piedimonte Matese: ”Solo la scuola può compiere il miracolo di trasformare il suddito in cittadino”. Se Calamandrei avesse ragione dovremmo avere tutti cittadini i matesini, visto che dal boom economico, 1953-73, la scuola è di massa o di facile accesso. Ma resta pur sempre il ”può compiere” ed anche “il miracolo” e a me pare, da come leggo l’ambiente locale, che il miracolo non è avvenuto: colpa della scuola o dell’ambiente che impedirebbe tale ciclopica azione informativa e pedagogica nel contempo? Forse Calamandrei, da buon meridionalista, sia pure non superpartes, come dovrebbe essere uno studioso, aveva intuito che la scuola e l’ambiente di cui essa è parte, non basta a fare il cittadino che pensa ed agisce autonomamente secondo le regole sociali che il Legislatore ha stabilito. Il cittadino romano prima fu nobile o console della gens X, Y e Z (ad esempio i Cirioli d’Alife), poi gentile o nobile medievale, poi il borgo del vassallo, come i nobili Gaetani di Piedimonte d’Alife, elevò alcuni sudditi delle arti liberali a cittadini. Essere sudditi e cittadini dunque non è solo questione di tempo storico è soprattutto questione di essere sull’avere! Il Matese campano è un ambiente speciale perché l’osservatore potrebbe renderlo tale, forse perché vi è nato e vissuto fino alla maggiore età che festeggio nell’internazionale-provinciale ambiente di Neapolis o nuova città greca. Napoli, città dove ho frequentato l’Università Federico II, ha, a mio avviso insindacabile, soprattutto un esasperante provincialismo accanto all’internazionalismo, non proletario, ma dei cafoni moderni, a me cari anche se spesso amari! Fa eccezione, non da solo, il Sindaco ex Magistrato che nell’agone politico regionale pare sia rimasto in panchina.

Manda un messaggio WhatsApp
Invia WhatsApp