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Salerno Letteratura, Veltroni parla dell’odio

(ilMezzogiorno) SALERNO Quarta giornata per il festival Salerno Letteratura. “Come possiamo liberarci dall’odio?”. E’ questo il tema dell’incontro che si terrà alle 21.15 nell’atrio del Duomo con Walter Veltroni, autore di Odiare l’odio (Rizzoli). L’odio è la malattia sociale del nostro tempo, stravolge coscienze e rapporti umani, si impadronisce delle nostre parole, è il grande incubatore della violenza. Il nuovo libro di Walter Veltroni è un viaggio nell’universo dell’odio che parte da un passato a cui dobbiamo impedire di ritornare (il ventennio fascista, gli anni di piombo) per approdare a un difficile presente segnato da una decrescita tutt’altro che felice, dalla mancanza di prospettive per i giovani in un Paese di vecchi, dalla paura di un futuro in cui a lavorare saranno le macchine e ad accumulare profitti i giganti tecnologico-finanziari. Spazio ai giovani, alle 21.15 al Tempio di Pomona con Wallie e Giangioff, due fumettisti della nuova generazione. Nati sui social, attraverso il racconto di loro stessi parlano delle sensazioni, delle necessità, dei dubbi, di un’intera generazione che in Italia si finge di non vedere. Walter Petrone in arte Wallie nel suo ultimo libro Croce sul cuore (Feltrinelli Comics) racconta di due anime che si incontrano nell’aldilà, e delle tragicomiche avventure di una delle due, reincarnatasi nell’aldiqua in un personaggio decisamente simile al suo autore. La questione è: l’altra, dove sarà finita? Anche il libro di Giangioff, al secolo Gianluca Giovannini, parte da una ‘rinascita’. Marco, protagonista di Il futuro nei denti (Fumetti di Cane) si sveglia in ospedale, dopo un tentativo di suicidio finito male. O finito bene, dipende dai punti di vista. Non ricorda nulla, ma poco alla volta ricostruisce i fatti che lo hanno portato a questa scelta. Una storia complicata fatta di sesso, psicofarmaci e Rock&Roll. Alle 19.45, nell’atrio del Duomo, si parlerà invece di quarantena con Chiara Gamberale, autrice di Come il mare in un bicchiere (Feltrinelli). In principio una premessa: non è un diario del lockdown: «ognuno ha il suo ed è quello il più prezioso. La mia intenzione è quella di arrivare a riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire». In contemporanea, nella corte interna della Guardia di Finanza, incontro con Francesco De Sanctis, autore di Romanzo da scrivere (Editoriale Scientifica). Un romanzo su un romanzo, o meglio sull’impossibilità di scrivere un romanzo, che fa subito pensare all’impossibilità, in 8 1/2, di concludere un film. Eppure, De Sanctis ci dà al tempo stesso un libro pieno di vita. La sua vita? Sì e no, come in ogni autobiografia che si rispetti, convertendo il verum e il fictum. Romanzo da scrivere è animato dalla consapevolezza, proustiana, che la finzione è la verità della letteratura e che questa verità, trasfigurata poeticamente, è la sola che conti. Ma c’è anche molta Napoli, in De Sanctis, a far da cornice al racconto, tuttavia pudica. Ospite del museo Diocesano (ore 20), Emmanuelle de Villepin, autrice di Dall’altra riva (Longanesi), storia di una donna scappata di casa senza mai voltarsi indietro. Per la sezione Felliniana, alle 20.30 in largo Barbuti, incontro con Massimo Palma, autore di Nico e le maree (Castelvecchi). Gran finale alle 22.45 nell’atrio del Duomo con il Terzo Segreto di Satira e lo spettacolo La paranza dei buonisti.

Gli altri appuntamenti. La giornata si apre alle 18.30 al museo Diocesano con un incontro con Fabio Seri e Sara Tequame. Alle 18.45, nella corte interna della Guardia di Finanza, Claudio Giunta, autore di Le alternative non esistono. Vita e opere di Tommaso Labranca (Il Mulino) parlerà di trash e di cultura di massa. In contemporanea al museo Diocesano ci sarà Nicola Bottiglieri, mentre alle 19.30, nella sala conferenze incontro con Giovanna Iorio e Filippo Trotta. In collaborazione con Fondazione Alfonso Gatto, la poetessa e artista del suono Giovanna Iorio con la Poetry Sound Library ha realizzato il suo sogno: poter ascoltare le voci dei poeti recandosi al contempo nei loro luoghi di origine. Questa è una biblioteca virtuale liberamente accessibile via internet che raccoglie centinaia di tracce audio di poeti viventi e non, che declamano le proprie poesie nelle loro lingue madri. «La voce è unica» dice Iorio, «quando parliamo lasciamo una traccia aerea e indelebile nel mondo intorno a noi. Preservando la voce noi preserviamo l’unicità di ognuno di noi». Alle 20, al Tempio di Pomona, confronto tra Giulia Morgani e Silvia Bottani sulla narrativa 2020. Alle 21, nell’atrio della Finanza, spazio a Sandro Campani e Fabrizio Patriarca, alle 21.15, al Diocesano approda Giulio Ferroni, autore di L’Italia di Dante (La nave di Teseo) e alle 22.15 (Finanza) poesia con Vincenzo Frungillo e Carmen Gallo.

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