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Napoli. Settecento “sentinelle”, in piedi, per difendere la libertà contro il ddl Zan

(IlMezzogiorno) NAPOLI La manifestazione di questa mattina, in piazza Berlimguer a Napoli, è stata un successo. Almeno 700 “sentinelle” sono state in piedi, in silenzio, sotto il sole cocente, per manifestare contro il decreto ZAN in difesa della libertà. Incominciando della libertà di stampa. Anche per questo a Napoli, c’era anche Caserta24ore. Fino a mezzogiorno in Piazza Berlimguer e nella vicina Piazza Salvatore Di Giacomo, nei pressi della fermata “Toledo” della metropolitana, si sono fermati in centinaia di persone per difendere la libertà. Quella napoletana è stata solo una delle cento piazze dove oggi semplici cittadini e volontari di varie associazioni sono scesi in piazza per difendere il sacrosanto diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero. Il 30 giugno scorso è stato depositato in Commissione Giustizia il testo definitivo del DDL Zan-Scalfarotto e a breve se ne discuterà l’approvazione. In tanti sono molto preoccupati: la Commissione Episcopale Italiana, le associazioni pro-vita e pro-famiglia, gruppi di omosessuali non schierati e perfino le femministe di Arcilesbica hanno espresso il loro giudizio negativo e la loro preoccupazione per questa legge ambigua e liberticida. Con essa si vuole imbavagliare le coscienze introducendo il “reato d’opinione” su temi delicatissimi come affettività, sessualità, educazione, famiglia, sulla libertà religiosa e perfino sulla libertà di stampa. Ma per evitare tutto questo, molti cittadini liberi sono scesi in piazza a Napoli, ma anche a Roma, Benevento, Perugia e in altre cento città italiane. A Napoli erano veramente in tanti, nonostante il sole cocente che costringeva molti all’ombra. Le proposte di legge in discussione in parlamento, infatti, non sono da sottovalutare: prevedono di punire (anche con la reclusione) atti di discriminazione da omofobia e transfobia. Atti che non sono stati ben definiti e questo diventa una minaccia per la libertà individuale. “Del resto – hanno spiegato gli organizzatori in un volantino distribuito in centinaia di copie – creare una categoria di persone da tutelare costituisce una violazione del principio di uguaglianza di tutti i cittadini. L’OSCAD del Ministero degli Interni, riporta mediamente soltanto 40 segnalazioni all’anno di reati omotransfobici in tutta Italia, e solo una piccola parte di queste segnalazioni corrisponde a casi accertati. Pertanto, è giusto punirli ma non rappresentano “un’emergenza sociale”. L’attuale legge, già protegge tutti , ma questa nuova legge metterebbe in discussione l’art. 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione di tutti. E’ sufficiente pensare a persone che per questo sono state perseguitate. Nel Regno Unito Caroline Farrow, madre di cinque figli, è stata accusata di trasfobia per essersi rifiutata di usare pronomi transgender. Il cardinale Antonio Cafilzares Liovera è stato accusato di omofobia per aver preso posizione contro la diffusione dell’ideologia gender. Negli stati Uniti, il pasticciere Jack Phillips è stato processato più volte perché non vuole preparare torte per matrimoni”. Ma vi sono anche altre cose che preoccupano i partecipanti alla manifestazione di Napoli come i gruppi delle Sentinelle Vesuviane, di Rete Pro Vita e le associazioni Noi per la Famiglia e “Pro Vita e Famiglia”: “Sarebbe omofobia, si domandano, insegnare ai bambini che tutti hanno una mamma e un papà, o esprimersi contro l’introduzione di progetti per l’infanzia e l’adolescenza ispirati all’ideologia gender, o non condividere la pratica dell’utero in affitto? Sarebbe transfobia rifiutare l’ingresso di un trangender maschio in uno spogliatoio femminile? Ognuno di noi, spiegano. rischierebbe una denuncia o addirittura la reclusione a causa delle proprie convinzioni. Questa legge liberticida farebbe vivere tutti nella paura di essere dichiarati, per un nonnulla, omofobi. L’Italia non ha bisogno di tutto questo. Per questo siamo scesi in piazza: per dire “no” ad una legge che vuole imbavagliarci e per difendere l’uguaglianza e la libertà di tutti”.

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