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L ’ambiente della Campania tra camorra, suddito e cittadino.

(di Giuseppe PACE) PADOVA Il recente traffico di pillole di droga proveniente dagli estremisti islamici della Siria in guerra, scoperto dalla DIA nel porto di Salerno, fa pensare all’enorme giro d’affari che attraversa l’ambiente campano costiero, dove si concentrano i due terzi della popolazione campana con la più alta densità europea. In periodo elettorale pare che l’ambiente camorristico controlli oltre 50 mila voti da pilotare verso la preferenza a questo o a quel candidato. Lo smascherare al porto di Salerno un traffico di droga in pillole proveniente dall’estremismo islamico di qualche oscuro califfato, è stato emblematico di un ambiente campano dove fare il cittadino è meno facile di altrove. Un’operazione del genere, venuta fuori non lontano dalle prossime elezioni regionali campane, con convalida o meno a Governatore dell’ex Sindaco di Salerno, potrebbe far pensare e ipotizzare l’inverosimile. Tra suddito e cittadino spesso c’è un sottile filo rosso di separazione. Il cittadino è dignitoso, vive del proprio lavoro e dà l’esempio ai familiari, amici e conoscenti della comunità dove risiede. Il suddito spesso, invece, cerca sotterfugi per vivere, anche molto al di sopra delle sue reali possibilità. Per un giovane, il più delle volte, formatosi lontano dalla scuola e per le strade cittadine e periferiche napoletane, non è difficile cadere nella rete di relazioni che entrano ed escono dall’ambiente camorristico. Al giovane vengono volutamente presentati amici con macchine lussuose e portafoglio gonfio di soldi cartacei, e, il passo è breve per immaginare di vivere da nababbo. Solo dopo anni, dice un procuratore a scuola di legalità, si accorgerà del pozzo dov’è andato a cadere e da dove non si esce più. L’esposizione dei 100 lupi metallici in piazza Municipio di Napoli sono una metafora del cittadino napoletano? Perché no. Egli deve combattere giorno per giorno per non diventare suddito nell’ambiente di Napoli e periferia, dove il male fare e il malaffare della criminalità organizzata o camorra spesso impera e comunque è endemico. Di fenomeno camorristico, ne parla ovunque l’autore di Gomorra, che M. Salvini attacca con sibilline battutine anche da Mondragone (CE), area di molti immigrati, disperati e anche malati da covid19.

La mostra del branco numeroso di lupi metallici che vuole azzannare l’uomo forte posto al centro, che si difende disperatamente, potrebbe rappresenta il cittadino napoletano, casertano e salernitano dai lupi camorristici, senza sicuro aiuto di alcuno neanche dal lontano Stato padronale attuale che lascia spazio all’invadenza sul cittadino della partitocrazia che invade la società civile con media di parte per i propri feudi elettorali locali o fasce di elettori del territorio nazionale. La ferrosa mostra, suggerita per metafora, è a Piazza Roma, davanti al Municipio di Napoli, oggi guidato da un ex Magistrato, ma anche vicino al palazzo o Maschio Angioino dove si verificò la rivolta dei baroni, che vide il re costretto ad uccidere non pochi baroni che gli mettevano contro i cittadini-sudditi del XV sec.. La Sala dei Baroni, del Castello Angioino, voluta da Roberto D’Angiò ed affrescata da Giotto verso il 1330. Era la Sala Maior del castello angioino, voluta da Roberto d’Angiò. Durante il regno di Alfonso I d’Aragona (1442-1458) la sala fu ristrutturata e ampliata. Il solenne ambiente viene denominato “Sala dei Baroni”, in quanto nel 1486 vi furono arrestati i baroni che avevano partecipato alla congiura contro Ferrante I di Aragona, invitati con l’inganno dallo stesso re a festeggiare il matrimonio di sua nipote con il figlio del Conte di Sarno. Era il secolo in cui giunse a Napoli Maria, moglie del conte Ferillo e figlia di Dracula, che poi fece giungere il padre e seppellirlo a Santa Maria la Nova nella tomba nobiliare insieme ai Ferillo con feudo ad Acerenza. Anche il XV secolo e non solo il nostro tra cittadino, suddito e malavita organizzata c’erano relazioni in entrata e in uscita in non pochi territori italiani e stranieri. Un ambiente è sempre un oggetto-soggetto costituito di situazioni reali e di relazioni in entrata e in uscita, soprattutto oggi con il sistema digitale. I cittadini, sto scrivendo nel mio saggio ambientale, derivano dalla gens romana poi divenuti nobili o gentili con vassalli medievali fino al cittadino odierno con i diritti universali come stabilito da oltre 2 secoli. Il territorio per definizione è rapportato ad un controllo o governo da parte del Comune, Provincia, Regione e Stato. Se uno o tutti questi Enti non lo controlla oppure il controllo è alla carlona ci pensa la camorra. Nel saggio scritto durante la covid19, tratto dell’evoluzione dell’uomo da suddito a cittadino. Le città fino alla fine del X secolo ebbero poca importanza nel mondo feudale, ma le poche esistenti erano generatrici di nuovo, di moderno e di un ceto mercantile e di arti liberali che pian piano soppiantò i nobili fino a fine 1700. I feudatari medievali furono incapaci di riportare le condizioni di vita agli antichi splendori delle ville romane; essi infatti preferivano la vita al castello, che era divenuto il centro di un sistema economico-rurale che assicurava loro ricchezza, potere ed i sudditi sui quali esercitarlo. Le antiche ed un tempo ricche città, si erano ridotte a piccoli centri privi di vita sociale e di commercio, sulle quali vegliava, unica autorità forte rimasta, un vescovo. Fu proprio intorno a lui che si formò una nuova categoria sociale: la borghesia. Fu così che nelle città iniziò nuovamente a svilupparsi la vita economica e culturale. L’evoluzione delle comunità civili della specie Homo sapiens, passa dal branco con il capo, a stati monarchici, imperiali e poi al lungo medievo con vassalli, valvassori e valvassini fino al cittadino con i suoi diritti: “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. La quale all’art.1 recita “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Tale Dichiarazione è un documento sui diritti della persona adottato dall’Onu nella sua terza sessione, il 10/12/1948 a Parigi con la risoluzione 219077A. La dichiarazione è frutto di una elaborazione secolare, che parte dai primi principi etici classico-europei stabiliti dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, base dei diritti civile del cittadino odierno. In Campania, per la disorganizzazione territoriale e con uno Stato, soprattutto nei suoi Enti Locali, municipi, province e regione, il cittadino spesso è suddito. Egli non è ancora un cittadino maturo e si comporta spesso da cittadino-suddito che alimenta, indirettamente con l’omertà, la camorra. Nè molti impiegati comunali, provinciali e regionali sono d’esempio, forse anche per il modo poco trasparente di come hanno avuto quel posto. A Napoli non sarà facile ridurre ed estirpare la mala pianta della camorra poiché è spesso nell’ambiente sociale che trova lievito per fare affari e crescere. Essa gestisce intere catene merceologiche a prezzi competitivi rispetto ai negozi normali, che, a loro, volta vengono taglieggiati con il pizzo, che gli assicura la cosiddetta protezione. Lo Stato sta a guardare? Spesso è impotente e reprime più che prevenire, arrestando sia camorristi che molti suoi impiegati-o meglio dei comuni, province e regione-collusi con catene truffaldine e mazzette per gli appalti pubblici. R. Saviano nelle sue analisi ambientali campane appare, all’esterno meridionale, un campione. Egli usa il bisturi filosofico dell’egalitarismo dogmatico di ispirazione del verbo marxista, ma non dà alcuna indicazione del che fare? Egli non indica il bene nel cittadino che resta e resiste ad essere tale e non diventa suddito. Non indica neanche come da suddito si diventi cittadino, che collabora per la democrazia e le sue regole che non sono né di sinistra né di destra né di centro partitocratico. Non dovrebbe neanche il filosofo Saviano essere di parte, con tessera partitica, se cittadino d’esempio. Ma sta al gioco delle parti nel teatrino tutto italiano dei media pilotati dagli apparati partitocratici che invadono la società civile mistificando tutto. L’informazione come a scuola ideale dovrebbe essere superpartes, invece non lo è di brutto specialmente se il partito x ed y ti “protegge” come la famiglia camorristica.

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