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Rapina da 30 miliardi a 6 milioni di poveri pensionati

(di Giuseppe Pace, V.Segretario Provinciale  Partito Pensionati Padova). Anni fa fui intervistato, nella modalità londinese alla Hyde Park, nel giardino della Cappella degli Scrovegni di Padova, dal Tg diretto da M. R. Furlan sulle pensioni d’oro e da fame in Italia. Intervista disponibile sul sito ufficiale del mio partito, diretto dall’On. Carlo Fatuzzo. Dal biennio 2012-2013, a causa del decreto “Salva Italia”, 6 milioni di pensionati italiani, hanno avuto, in media, una rapina statale sulle loro pensioni di circa 5 mila euro cadauno. Sono i 6 milioni di cittadini che avevano solo “il torto” di aver lavorato sodo per 40 anni e percepivano, nel biennio suddetto, una pensione lorda di  6-10 volte inferiore a quella percepita dai parlamentari (in pensione e dai politici in carriera come Fornero, Renzi, Monti) ma di 3 volte superiore alle pensioni minime, lorde. Per chi è abituato a usare la razionalità della terza età, sa bene che tale rapina è pari oggi a circa 30 miliardi di euro senza che la Legge della nostra Repubblica, basata sulla libertà e giustizia, possa essere applicata e le sentenze dei magistrati vengono sbeffeggiate da alcuni politicanti al potere repubblicano poichè le stesse sentenze vennero interpretate, non da altri magistrati, ma dal governo Renzi e poi dalla Corte di Giustizia Europea- troppo politicizzata-che conferma l’agire del potere esecutivo italiano dando torto a quello giudiziario. Eppure le regole democratiche repubblicane si basano su tre poteri equidistanti- parlamentare, esecutivo e giudiziario- e indipendenti per evitare l’accumulo del potere in uno solo come la Storia insegna per chi ha memoria. Purtroppo l’italiano viene trattato ancora da suddito e non da cittadino da alcuni politici con mentalità di Vassalli, incuneati ai vertici dello Stato rendendolo padronale. Andiamo con ordine. La ministra di Monti, E. Fornero, con le lacrime agli occhi, disse a 6 milioni di pensionati italiani che era stata costretta, per ragioni di cassa, a bloccare l’aumento della contingenza per un solo biennio, invece, poi si è protratta escogitando una riduzione sostanziale al meccanismo automatico di adeguamento. Se un cittadino ha la pensione minima, il più delle volte, ha lavorato meno della metà del tempo di quei 6 milioni di altri cittadini anziani, che hanno resistito per oltre 40 anni nel duro lavoro, che è sempre una necessità vitale per vivere e far vivere figli e, spesso, genitori anziani ed anche nipoti disoccupati. Quelli che percepivano e percepiscono pensioni minime, spesso e in gran parte, sono lavoratori autonomi, che nel passato lo Stato ha permesso di poter evadere molto di tasse lavorando in nero o scaricando più del minimo permesso. Dunque premiare questi e punire gli altri significa una vera e propria vigliaccheria dello Stato, padrone di ingiustizie? Perché no. Tutti sanno che oltre l’80% delle tasse in Italia sono imposte dallo Stato ai circa 20 milioni di dipendenti e solo 20% scarsi agli indipendenti: artigiani, commercianti, arti liberali e imprenditori veri e finti in aumento e con fatturazioni sibilline. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, oppure sui furbi? Sui furbastri al governo e non, sia a destra che a sinistra senza tralasciare il centro e soprattutto i Tecnici come Monti che da “insensibili ai più” privilegiano il conti applicando il motto che il fine giustifica i mezzi. Ma ciò che sorprende non poco è l’indifferenza al lavoratore indefesso che manca pure a sinistra come il caso eclatante dell’onorevole toscano che aveva portato il suo partito, ex ulivo e comunista, dunque con la filosofia di prendere al ricco per dare al povero, fino al 40% di consensi elettorali poi dimezzatisi. Il 5 maggio 2015 scrissi sui media che “sei milioni di pensionati, tra cui moltissimi docenti, sono grati alla Corte Costituzionale di aver richiamato i politicanti italiani di turno, Fornero, a non toccare le pension”, frutto di lavoro e non di ruberie. Altro che tesoretto. Il Partito dei Pensionati esprime apprezzamento per la Sentenza e ringrazia la Corte Costituzionale per aver ristabilito il Diritto in Italia. Il problema per Matteo Renzi (che ha voluto dare, fuori contrattazione, soldi a chi non li aveva chiesti) era “un mucchio di soldi, da 5 a 10 miliardi, per tappare il mega buco nei conti pubblici che la Corte Costituzionale ha aperto di fatto, con la sentenza che ha dichiarato incostituzionali le norme del decreto “Salva-Italia”, che hanno bloccato per il biennio 2012-2013 la rivalutazione delle pensioni sopra i 1400 euro”. È una sentenza che finalmente fa giustizia per 6 milioni di pensionati. Adesso il Governo Renzi restituisca il maltolto ai 6 milioni di pensionati dicono il segretario confederale Uil, Domenico Proietti e il segretario generale Uil-pensionati, Romano Bellissima. Dopo la vicenda degli esodati un altro clamoroso colpo alla legge Fornero: la sentenza della Corte Costituzionale conferma che la cosiddetta riforma non sta in piedi e che le norme vigenti vanno cambiate commenta Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil. La bocciatura riguarda l’articolo 24 del decreto legge 201/2014, che, per il 2012 e 2013, che ha dichiarato incostituzionale la perequazione dei trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo. Per Lamonica il governo sbaglia a non aprire urgentemente un confronto su come modificare la legge nel suo complesso, richiesta avanzata più volte unitariamente dai sindacati. Ora – conclude la dirigente sindacale – restituire subito il maltolto ai pensionati, a partire da quelli con assegni pari a tre volte il minimo. Come sempre, anche stavolta abbiamo dovuto attendere una sentenza della Consulta che convalidasse quanto da noi già ampiamente dichiarato in merito a una norma non solo sbagliata, ma perfino anche incostituzionale – dichiara il segretario gen. della Cisl Pensionati, G. Bonfanti – Piuttosto che aspettare il pronunciamento della Consulta il governo avrebbe fatto e farebbe bene a dare ascolto alle nostre indicazioni, evitando di adottare provvedimenti che ogni volta si rivelano contrari agli interessi dei pensionati e, in questo caso, anche dei conti pubblici. Ci auguriamo che per il prossimo futuro – conclude il segretario della Fnp Cisl – il governo riconosca nuovamente al sindacato il ruolo che gli compete nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati. Il Partito dei Pensionati esprime gratitudine alla Corte Costituzionali di aver ricordato che l’Italia è una Reupubblica fondata sul Diritto e non sui soprusi di alcuni politicanti di turno. Non si fa cassa con le pensioni, ma con gli evasori totali e con chi le tasse le paga meno dei propri dipendenti e di altri furbastri. Il premier, M. Monti, così replicava alla Sentenza: “Sono perplesso; se non avessimo preso le misure necessarie, sarebbe intervenuto il default oppure sarebbe arrivata la Troika”. Invece dopo di lui il troppo elogiato Presidente Napolitano diede altri 2 incarichi, senza rispetto del popolo sovrano tanto osannato dai comunisti come quelli del 68, pure figli del ceto medio e non del popolo poco abbiente. Così, ancora, in un’intervista alla Stampa, l’ex premier Monti commenta la sentenza: “Quello della Corte è un mondo calmo, riflessivo, che deve ragionare ex post e non è esposto alle tempeste che i governi devono affrontare in situazioni di emergenza – spiega -. Il nostro primo dovere allora era evitare il default. In quel caso, come oggi in Grecia, sarebbero state a rischio le pensioni, non solo il loro aumento per recuperare l’inflazione. Immagino che la questione sia stata dibattuta anche all’interno della Corte: secondo resoconti giornalistici la sentenza sarebbe stata adottata con sei voti a favore e sei contrari e il sì determinante del presidente”. L’Italia è ricca ma il ceto politico degli ultimi 15 anni l’ha delapidata di risorse. Il Supertecnico, Monti, continua le sue esternazioni:”Nell’eurozona c’è stata ampia convergenza fra i poteri legislativi ed esecutivi. Ma lassù, più in alto, c’è il mondo augusto e distaccato – non è una critica – delle corti costituzionali. Da un lato c’è quella portoghese, dall’altra quella tedesca che di tanto in tanto diffida Berlino dal consentire una politica monetaria o di bilancio più flessibile. Più che convergenza la chiamerei divergenza”. Monti non deve più fare lezioni fuori delle aule perché danneggia, soprattutto il ceto medio e i pensionati. La sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei trattamenti pensionistici al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps. Brava, una volta tanto l’Italia sembrava essere ancora la culla e l’adulta del diritto, non la tomba come poi si è dimostrata di essere con i politicanti di bassa moralità al governo repubblicano. A leggere ed ascoltare non pochi mass media, sia Monti che M. Renzi non navigano sempre nel mare della legalità che propagandano al popolo “ignorante”. Il primo farebbe parte di gruppi massonici finanziari internazionali e il secondo appare troppo sensibile alle banche che ingrassano anche ora che sono in arrivo centinaia di miliardi dall’Unione Europea. Povera Italia, dice la canzone del cantautore Battiato, che avrebbe fatto più bella figura se non si fosse apertamente buttato a sinistra, parafrasando Totò. L’Italia non merita una classe politica caduta così in basso e dovrebbe avere più fiducia nel potere indipendente giudiziario che sta indagando anche sui cittadini, investiti di cariche pubbliche dal popolo sovrano, G. Conte e A. Fontana sulle responsabilità delle morti nel bergamasco. Gli italiani, non solo i parenti dei morti da covid19, si aspettano che giustizia sia fatta. Per i pensionati, derubati di 30 miliardi, che dire se non constatare che oltre l’inganno hanno avuto anche la beffa imbonitrice di chi avrà pensioni non solo di sole tre volte il minimo, ma di almeno 8 volte in più come quelle di Fornero, Monti e Renzi, che hanno seppellito la sentenza del Magistrato sull’incostituzionalità. L’Italia eroga sempre più pensioni assistenziale e sempre meno previdenziali, ciò significa che il nostro Paese si sta impoverendo, grazie ad alcuni, speriamo pochi, politici corrotti, ma moralisti che parlano bene e razzolano male, come registra annualmente la Magistratura contabile o Corte dei Conti con 60 miliardi di corruzione annua nella Pubblica Amministrazione, esempio le tangenti alle ferrovie lombarde.