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L’apprendista stregone. Angelo Branduardi.

(di Giulio De Monaco) Sul manoscritto l’inchiostro sarò e mi avrai nero su bianco… Anche Goethe compose un lavoro intitolato l’apprendista stregone. Con la sua inventiva elaborò un autentico capolavoro. A noi di Teano non basterebbe un apprendista ma ci vorrebbe un autentico maestro della magia per trasformare questa specie di grossa masseria, cui è stata ridotta nel corso degli anni nella splendida città dei Sidicini e dei Romani, ricca, potente, prestigiosa e sterminata, epicentro e fulcro commerciale, sacro, guerriero delle antiche Genti che vissero in questo fertile territorio. Mi chiedo spesso perché un pugno di volontari inseriti in numerose associazioni amatoriali si dannino per creare eventi di una certa importanza e rilievo. Basti pensare al presepe e alla passione viventi, alla sagra del cioccolato, alla rivalutazione e riproposizione dell’ invidiabile teatro Romano, alle varie feste patronali del centro e delle frazioni, all’attaccamento per le squadre di calcio che non mancano in questo Paese, e a tutte le iniziative cui questi guerrieri dello spettacolo, dello sport e della cultura dedicano il loro tempo e il loro spazio e il loro cuore con passione, dedizione e intelletto d’amore. Spettatore insolito il Campanile, questo nostro simbolo, questo nostro totem che giganteggia sovrano anche a notevole distanza e che allarga il cuore a chi ritorna dopo una lunga permanenza fuori per lavoro. E senza essere campanilisti a oltranza, anzi aperti a ogni forma di collaborazione con chiunque, ad ogni costo. Un grande Grazie rivolgiamo noi Concittadini a questi” apprendisti stregoni”, nel senso più positivo del termine, a questi splendidi e sempreverdi giganti della storia e della memoria. Alle loro realizzazioni ci inchiniamo con ammirazione, facendo tanto di cappello, con l’auspicio che crescano sempre di più, dilatandosi fino ad avvolgere Teano come il giro di una danza, come un eterno, felice giorno di vacanza.

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