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UBI La pandemia offre occasione riflessione profonda.

(ilMezzogiorno) “Bisogna ripartire da una visione sistemica in cui le politiche sociali, il mondo dell’impresa e dell’economia, l’approccio al tema della tutela ambientale, nuovi paradigmi educativi possano attingere dalla nostra filosofia. Se continueremo a utilizzare come unici indicatori dello stato di un paese il Pil o lo spread è segno che stiamo ancora vivendo una crisi profonda del senso dell’esistere”. Lo ha detto Filippo Scianna, presidente dell’Unione Buddhista Italiana, nel corso della tavola rotonda virtuale “Torniamo a vivere!”, organizzata dall’Ubi per celebrare il Vesak 2020. “Questa pandemia – ha continuato Scianna – ci offre un’occasione di riflessione profonda sulla riscoperta del valore della vita. Nella discussione su come ripartire non potremo circoscrivere i rimedi a un vaccino o a una manovra economica e quando diciamo che torneremo più forti di prima bisogna dirsi chiaramente che non eravamo per niente forti prima”. Ospite della conferenza online anche il presidente dell’Unione Buddhista Europea, Ron Eichorn, che ha aggiunto: “In questi tempi difficili è necessario stare insieme, uniti, ed esprimere la nostra solidarietà. L’unità è un fatto dell’Universo, non una filosofia o un bel pensiero. Discriminazione e distinzione esistono solo nella nostra mente umana condizionata”.

Per la giornalista ed ex presidente dei Verdi, Grazia Francescato “non c’è un prima a cui tornare, ma un dopo da costruire insieme. Questa crisi dovuta alla pandemia ha messo in risalto gli eccessi e i fallimenti della nostra società. La tentazione di un salto all’indietro, l’idea di far ripartire l’economia ad ogni costo secondo i vecchi schemi, sarebbe pericolosa. La crisi ambientale e quella economica sono interconnesse tra loro, ecologia ed economia hanno la stessa origine. Non si può essere sani in un pianeta malato”. D’accordo con Francescato, lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati: “Sarebbe terribile se non imparassimo nulla da quanto è accaduto. Sarebbe una tragedia nella tragedia, tornare a com’era prima. Questa crisi ci ha insegnato il significato profondo e vero della parola libertà, intesa come solidarietà: la libertà o è nella forma della solidarietà o è la giustificazione di un individualismo senza speranza. Come ha detto il Papa, nessuno si salva da solo”.
“Altro tema importante – ha proseguito Recalcati – è quello dell’antropocentrismo: in questo trauma la nostra potenza è stata violentemente ribaltata in impotenza. Questa condizione nuova è la prova che abbiamo oltrevarcato dei limiti con la nostra potenza: il virus non viene dai laboratori, ma da una violenza ecocida da parte dell’uomo. Questo virus ci insegna che se valichi quei limiti, quello che ci ritorna addosso è la nostra stessa violenza, che la natura scaglia verso di noi”. Ultimo punto affrontato da Recalcati è la scuola che – secondo lo psicanalista – “non è stata mai al centro dell’agenda di governo negli ultimi anni. Se non investiamo sul sapere, sulla ricerca, sull’università; se noi non ripensiamo alle fondamenta della scuola, non daremo un futuro e un avvenire al Paese. Bisogna liberare la scuola dal tema esclusivo della produttività a tutti i costi, in essa si dà forma alla vita attraverso l’allargamento della conoscenza”.