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Sparanise. Domenica 31 maggio la comunità ricorda La Madonna del Torello

(di Paolo Mesolella) SPARANISE (Ce) Domenica 31 maggio, nella solennità di Pentecoste, il paese ricorda La Madonna del Torello con quattro celebrazioni in chiesa Madre alle ore 8.00, alle 10.00, alle 11.30 e alle 18.30. Una buona occasione per ricordare la storia dell’apparizione della Madonna apparsa a Sparanise e tanto cara agli sparanisani. Anche a Sparanise, infatti, in provincia di Caserta, è apparsa la Madonna. E’ stato 121 anni fa: l’8 febbraio 1899, un mercoledì. Intorno alle 11 Filomena Candelora, una baby sitter di 9 anni, stava accompagnando Pasqualina Picillo, di 2 anni, (l’ultima dei 6 bambini che accudiva), al fondo Torello di proprietà del suo padrone Salvatore Picillo, quando vide improvvisamente la Madonna. Era tutta luce, luminosa e splendente come il sole. Filomena lo ripeteva sempre a quelli che incontrava. L’8 febbraio prossimo, dopo 119 anni da quell’ apparizione, a Sparanise una lunga processione con l’effige della Madonna Addolorata attraverserà le vie del paese.

Il racconto di Triestino “Quell’8 febbraio, ricorda Triestino Picillo, anziano nipote di Salvatore, Filomena accompagnava la piccola Pasqualina al vigneto di mio nonno quando vide apparire l’immagine luminosissima della Madonna; a causa della forte luce però, ebbe paura e scappò a casa, lasciando da sola la bambina. Mio nonno, non vedendo Pasqualina, ma soprattutto vedendo la ragazza spaventata, cercò di capire cosa fosse successo, poi andò dal parroco che, sentito il racconto di Filomena, iniziò a suonare le campane a festa”. Le campane radunarono molte persone che insieme al parroco giunsero al Torello: trovarono la bambina seduta che giocava con dei fiori e decisero di scavare nel punto in cui la bambina diceva di aver visto l’ immagine luminosa di una donna.
La pietra di tufo. Dopo otto giorni di scavo, a due metri di profondità, trovarono una grotta e, in fondo al cuniculo, una pietra di tufo sulla quale era scolpita un’immagine”.
” Mio nonno – spiega Triestino – comunicò il ritrovamento all’ufficio archeologico di Napoli che mandò dei tecnici i quali, giunti sul posto, dissero che su quella pietra di tufo era scolpita l’immagine della Madonna Addolorata. Allora mio nonno, a proprie spese, fece costruire la cappella che si vede ora. La pietra fu conservata in una cassa, ma con il passare degli anni, il tufo si ridusse in polvere e l’immagine sparì. Nella cappella, invece, fu posto un quadro della Madonna che mio nonno fece dipingere a Napoli, ma anche questo oggi non c’è più.
Il voto alla Madonna. L’attuale statua della Madonna Addolorata, invece, risale al 1913, quando fu donata al santuario dalla popolazione di Calvi Risorta (Caserta). Un tale Luigi Mele di Calvi, infatti, stava per essere condannato ingiustamente di omicidio perciò fece un voto alla Madonna del Torello: promise che se si fosse accertata la sua innocenza, avrebbe donato alla cappella del Torello una statua dell’Addolorata. E così fu. Durante la causa fu accertata la sua innocenza, ma non avendo alcuna disponibilità economica nel 1912 iniziò una colletta tra i cittadini di Calvi Risorta per comprare la statua della Madonna attualmente conservata nella cappella di Sparanise”. La statua la portarono in processione da Calvi fino al confine con il comune di Sparanise, dove gli sparanisani la presero in consegna (e dove oggi c’è un’edicola votiva dedicata alla Madonna) e da lì la portarono alla chiesa del Torello. La festa, quindi, oltre a ricordare la miracolosa apparizione della Madonna del Torello, riporta tra le strade la bella statua dell’Addolorata che unisce nella stessa fede mariana i due comuni di Calvi Risorta e Sparanise, posti a pochi chilometri di distanza tra di loro. Nel 2013 i fedeli di Sparanise hanno iniziato l’ampliamento del santuario costruito sul luogo dell’apparizione in località Torello.
Filomena Candelora
Filomena era nata a Sparanise il 5 luglio 1885, in via Corso del Popolo 10, da mamma contadina, Anna Marchione e da padre falegname, Simone Candelora. Rimasta orfana di entrambi i genitori, era stata affidata alla zia paterna che era sposata con Salvatore Picillo, il proprietario del terreno in località Torello a Sparanise, dove mandava i suoi contadini a lavorare la terra. E’ morta il 15 aprile 1929 a soli 43 anni. Si era sposata con Vincenzo Riccardi ed aveva avuto 5 figli. Era andata anche a vivere in America dov’era nato il primogenito Raffaele. Ben presto però ritornò a Sparanise lasciando Raffaele in America.
La sua morte – A diciotto anni, però, Raffaele volle raggiungere la madre: chiese di fare il carabiniere in Italia e venne a Sparanise. “Ma un giorno – ricorda Triestino Picillo – mentre scaricava la pistola, partì accidentalmente un colpo che lo uccise. Da allora Filomena, quasi tutti i giorni, anche con il cattivo tempo, andava al cimitero e rimaneva per ore, addolorata, vicino al loculo del figlio Raffaele. La tragedia, il dolore, quasi le fecero perdere le forze. La Madonna, probabilmente, l’aveva scelta per renderla partecipe del suo dolore. E così, dopo tre anni dalla morte del figlio, morì anche lei, a soli 43 anni.

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