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La dama di Teano.

(di Giulio De Monaco) Non finiremo mai di stupirci per il fulgore che il nostro paese continua a offrire a chi sa cercare e non a chi, affetto da sindrome del piedistallo, continua a distillare veleno a manetta. Facciamo riferimento invece all’inestimabile Amedeo Maiuri per stemperare il livore dei perdenti.” Nel cortile della casa il blocco giace capovolto a terra, due o tre uomini lo afferrano da uno dei capi e mentre il lastrone è ancora in bilico, una femmina punta in quel gruppo due polsi nerboruti come due stanghe e la birra è in piedi. Nel vacuo di un’ edicola scavata nel blocco nero di tufo appare un mezzo busto di donna giovane e bella con un sorriso stilizzato sulle labbra da statua arcaica le forme piene del volto le ciocche dei capelli disposte a frange intorno alla fronte; acconciatura composta di sposa o di giovane madre tolta dall’ombra del suo sepolcro. È una stele funeraria dell’immensa necropoli di Teano, del paese dei Sidicini le cui donne amavano ornarsi di oreficerie preziose in vita è in morte. Una scultura che appare misteriosamente dal grembo della terra al di fuori della vera e propria zona di scavo in un Vallone nascosto ha sempre qualcosa di un’apparizione sacra di un prodigio e quel ritratto di donna ammantata e volta con lo sguardo fisso entro il cavo sotto quel frontoncino con le due palmette e il rosone scalfiti più che scolpiti nel grigio della pietra richiama alla mente l’icona sacra di un tabernacolo al primo crocevia di una via tra i campi. Si aspetta il responso “è una santa?” “Quante Migliara vale?”Lo scopritore ha un cognome che è tutto un programma : Faticato è confuso nel vocio della folla…… Seguirà la seconda parte per non appesantire l’atmosfera in una seconda storia. Un poco di pazienza