Crea sito

Napoli. La sfogliatella napoletana è stata inventata da una suora

(ilMezzogiorno) NAPOLI Non tutti i napoletani lo sanno ma la famosa “Sfogliatella” è stata inventata da una monaca cattolica del XVII secolo. Secondo la tradizione, infatti, una religiosa di nome Clotilde che viveva nel monastero di clausura di Santa Rosa, sulla Costiera amalfitana, notò dei resti di semola nella cucina del monastero, mescolò la semola con ricotta, frutta candita e liquore al limone, e dopo aver dato all’impasto la forma del cappuccio di un monaco lo mise in forno, creando la prima sfogliatella. Duecento anni dopo, un pasticcere di Napoli, ha ripreso la ricetta della suora e ha iniziato a vendere le sfogliatelle nel suo negozio, in Via Toledo, 275.
l Monastero Santa Rosa è un ritiro spirituale a cinque stelle: la sua straordinaria posizione geografica, la storia antica, legata al culto di Santa Rosa da Lima, la delicata bellezza dei giardini e il perfetto confort gli hanno valso il riconoscimento della CNN come uno dei 20 Hotel più belli d’Europa. Il Ministero Santa Rosa oddi è diventato un ritiro a cinque stelle psto lungo la Costiera Amalfitana a strapiombo su Conca dei Marini dove Jacqueline Kennedy praticava lo sci d’acqua. Il convento ospitò per molti anni una comunità di suore di clausura, che aiutò in vari modi la popolazione locale, portando l’acqua corrente in paese, costruendo canali dal Monte Vocito, preparando medicinali e rimedi naturali e, soprattutto, inventando le famose sfogliatelle Santa Rosa. Poiché si trattava di un monastero di clausura, fu necessario costruire accanto alla chiesa una ruota di legno per elargire nell’anonimato sia le medicine che le sfogliatelle ai viandanti e alla popolazione, in cambio di libere offerte.

In seguito il monastero fu abbandonato e acquistato, circa settant’anni dopo, dall’imprenditore Massimiliano Marcuzzi, che lo trasformò in un hotel posto su un panorama strepitoso che ogni stanza offriva uno sguardo mozzafiato. Poi il luogo fu abbandonato al suo silenzio, in attesa di un evento quasi miracoloso.
Questo si concretizzò nel 1999, grazie alla imprenditrice americana Bianca Sharma che, in navigazione lungo la costa, vide il Monastero e, innamoratosi del luogo, lo acquistò. La Sharma capì che le atmosfere sacre che aleggiavano nell’antica struttura non dovevano essere alterate e per ben undici anni, con la collaborazione dell’architetto Francesco Avolio de Martino, curò ogni dettaglio del restauro e dell’arredo con gli splendidi risultati che oggi rendono unico e speciale il suo hotel.