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Covid19. Anziani soli costretti di questi giorni ad uscire per le pensioni, l’INPS semplifica le procedure di accredito

Il governo, per decreto, ha previsto che gli anziani sopratutto, ma un po’ tutti devono restare a casa, potenziando anche con finanziamenti tutte le attività che possono essere effettuate on line.
Ma la realtà è un’altra, in un paese dove sulla burocrazia vivono molti faccendieri i decreti del governo sono duri ad essere recepiti. Così giungono segnalazioni, da noi verificate, di pensionati costretti a recarsi agli uffici per riscuotere la pensione.
Il signor Antonio (nome di fantasia) quasi ottantenne, ha sempre riscosso la pensione sul suo libretto recandosi in ufficio postale. Spaventato dal coronavirus ha tentato telefonicamente di procurarsi una cartalibretto o una postepay dove variare le coordinate di accredito della pensione. La risposta, dovete venire in ufficio o delegare altre persone; ma il signor Antonio è solo e non sa come fare.

Il signor Michele, invece, più previdente del signor Antonio aveva aperto una carta pensione presso il gruppo Bancario IntesaSanPaolo. Si recava per praticità alla posta per riscuotere la pensione sul classico libretto di risparmio, riservandosi alla bisogna di passare la pensione sulla carta, regolarmente munita di IBAN. Ora che il bisogno è arrivato, il passaggio gli viene negato dall’INPS che per effettuare il cambio di variazione delle coordinate chiede la compilazione di un modello (AP03) da far timbrare alla banca. Ma per farlo deve uscire e il signor Michele è terrorizzato, perché non vuole passare attraverso il tornello di sicurezza, dove teme il contagio.
I dipendenti pubblici attraverso il NOIPA, il portale che gestisce gli stipendi statali, possono variare on line le coordinate di accredito dello stipendio. L’INPS in una nota stampa ha fatto sapere che “è stata semplificata la verifica per avere l’accredito della prestazione in Banca o alle Poste. Dal 10 aprile prossimo per avere l’accredito di prestazioni pensionistiche e non pensionistiche su conto corrente, su libretto di deposito o di risparmio o su carta prepagata ricaricabile, non sarà più necessario presentare all’Istituto i modelli validati dal proprio Istituto o Ente di credito. Ciò per ridurre le esigenze di spostamento della popolazione, sono state semplificate, attraverso l’adozione di nuove procedure telematiche, le modalità di accertamento della coerenza dei dati dei titolari di prestazioni intestatari di conti correnti, libretti a risparmio e carte prepagate.
Lo rende noto la circolare n. 48/2020, con la quale l’Inps spiega le nuove modalità di acquisizione dei dati dei percettori di prestazioni direttamente dagli Istituti ed Enti di credito mediante un sistema denominato “Data Base Condiviso”.
Finora, chi chiedeva l’accredito della propria prestazione su conto corrente, libretto o carta ricaricabile doveva presentare all’Istituto un modulo cartaceo, differente a seconda delle prestazioni richieste, validato dal proprio Istituto o Ente di credito, che attestava la corrispondenza delle generalità del titolare con quelle del percettore della prestazione.
In considerazione dell’esigenza di salute pubblica di contenere gli spostamento dei cittadini nel Paese, l’Istituto, con la collaborazione di Poste Italiane e degli Istituti di credito ai quali è contrattualmente affidato il servizio di pagamento delle prestazioni, ha accelerato l’adozione di sistemi informatici per la validazione degli strumenti di pagamento in modalità telematica. Il sistema “Data Base Condiviso” consente quindi, prima dell’accredito delle somme erogate per conto dell’Inps, di verificare la coincidenza fra i dati identificativi del titolare della prestazione e quelli dell’intestatario/cointestatario dello strumento di riscossione (conto corrente, libretto di risparmio dotato di IBAN, carta prepagata ricaricabile dotata di IBAN).
Rimangono inalterate invece le indicazioni operative in vigore per i beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito erogate su conti correnti esteri.