Crea sito

Papa Francesco è un Giudice impietoso

(Giuseppe Pace, cultore di Ecologia Umana Internazionale) Premetto che chi studia l’Ambiente -come insieme di Natura e Cultura, se è aggiornato al divenire dei domini culturali o disciplinari- deve considerare il primato della Cultura sulla Natura almeno da dopo la rivoluzione industriale. Altra premessa è il carattere anche transdisciplinare dell’Ecologia Umana che è pure multidisciplinare e interdisciplinare. Ne ho scritte di annotazioni ambientali o di ecologia umana di territori e paesaggi sia italiani che stranieri. Tra questi ultimi anche di territori con ambiente sociale e culturale di fede religiosa ortodossa, che hanno preti con mogli e figli, che questo nostro Papa di Roma non vuole in Occidente d’Europa né altrove compreso il Sud America. Papa Francesco, ex Cardinale Bergoglio dell’Argentina e figlio d’emigrati piemontesi, è molto amato dal popolo, ma non da tutti. Io che mi considero del popolo e non d’estrazione diversa (comunque tutti lo sono in prima o successive generazioni) non noto le sue parole amorevoli. Ad esempio stamane-14 c. m.- per Tv 1, lo hanno intervistato e alla domanda se il Signore ci può mandare in Inferno dove uno solo è cittadino onorario? Francesco ha risposto con un non breve giro di parole scaturite dalla sua retorica (per studiare la retorica Roma, caput mundi, inviava i figli dei Consoli destinati a carriere elevate) ha affermato: ”se l’uomo è vaccinato verso la misericordia di Dio non c’è nulla da fare”. Parole dure di un Giudice impietoso, quasi da Inquisizione medievale! Da uomo non indifferente al sacro avrei preferito che dicesse:”Dio è sommo amore e non può, per questo, castigare l’uomo e addirittura mandarlo all’Inferno, dantesco o di altri scrittori fantasiosi”. A me pare che questo papa, definito comunista da molti, sia poco allineato con una Chiesa universale moderna. Egli scappa in una Chiesa del passato con un’altra società e cultura a cominciare da quella europea, che è scolarizzata e colta più di altre parti del pianeta Terra, dove l’esemplare Uomo, unico e irripetibile, della specie Homo sapiens è diffuso in oltre 7 miliardi, dei quali solo 1,4 sono iniziati al rito religioso cristiano e cattolico apostolico romano. Di questi poi solo l’America Latina esprime un potenziale enorme di quasi 450 milioni di cristiani per cui da là non da altre parti è stato scelto in Conclave il nuovo Papa. Io ho visitato Buenos Aires nel 2000 e il quartiere popolare cittadino dove il Cardinale Bergoglio era insediato e svolgeva il suo ruolo di Principe della Chiesa di Roma. La religiosità argentina o dei Paesi viciniori, non è quella europea, più evoluta. Non a caso l’Europa, anche extra ambiente russo è non poco secolarizzata al religioso. Questo dipende anche dal successore di Pietro se è capace di ravvivare ed adeguare alla cultura moderna il messaggio evangelico, ma con più amore. Solo con più amore anche i cosiddetti indifferenti ed atei non resterebbero insensibili e subirebbero il seme o richiamo misterioso che la liturgia o retorica cattolica ha seminato in oltre due millenni. La secolarizzazione o insensibilità e indifferenza al religioso, che sta in ogni individuo dell’Homo sapiens (le religioni asiatiche vedono il Dio nascosto dal re degli dei in fondo all’uomo. Il nostro Plotino non era da meno e vedeva l’uomo metà dio e metà animale) è aperta non chiusa al sacro. Papa Francesco ciò sembra ignorarlo e da Francescano alza la spada del giudice che recide la testa del non ossequioso alle sue parole…al forte vento secolarizzato della cultura del nostro tempo. Ma sono tanti, direi troppi, i seguaci acritici del potere costituito anche quando è da avversare per la Democrazia e la Chiesa ha il vizietto di essere Monarchia assoluta: senza parlamento che rinnova i suoi vertici, senza sindacati che difendono gli oppressi, dai possibili padroni-schiavisti, senza avvocati critici interni, senza tante altre garanzie che tutte le forme di Democrazia garantiscono, compresa quella italiana, che oggi guida il nostro Paese fuori dalla pandemia del Covid19, mentre il Papa ci manda all’Inferno se non dipendiamo dalla sua parola di Vescovo di Roma? Chissà se Bonifacio VIII Vescovo di Roma dopo Celestino V che fece”il gran rifiuto o rinuncia”- analogamente Francesco dopo il tedesco, Benedetto XVI, che ha rinunciato e rinuncia ancora a impedire il celibato dei preti- fu meno amorevole di quest’altro Vescovo di Roma. Bonifacio VII, checché ne dica certa storiografia, era un uomo colto e proveniva da Fondi dalla nobile ed antica famiglia dei Caetani (ne ho visitato la cappella gentilizia con la fonte battesimale, al duomo d’Anagni l’estate scorsa) poi divenuti Gaetani e con principato a Piedimonte d’Alife. Là, nel 1966-08, ho studiato insieme ad un discendente di Bonifacio VIII, che si chiama Ranieri Gaetani e a Padova ho conosciuto da poco una Gaetani dal nome di Aurora come la sua ava che a Piedimonte Matese le hanno dedicato la Biblioteca civica, vicino alla villa comunale. Ma leggiamo cosa scrive un media dell’ambiente del Sannio Alifano, in modo troppo ossequioso, secondo il mio punto di vista critico, di questo Papa e ricordano il suo primo settennato al potere delle non poche anime o pecorelle planetarie. “L’immagine della Chesa in uscita ce l’ha reso particolarmente caro. Abbiamo provato ad immaginare, a capire sforzandoci, cosa volesse dire, cosa quelle parole volessero rivelarci, mentre lui quotidianamente ce ne sta dando la prova. Oggi Francesco compie 7 anni da Papa, un anniversario che ci invita ad augurargli – nella preghiera al Signore – salute nel corpo e nello spirito, vigore e fermezza, docilità e determinazione nel guidare la Chiesa. La carrellata di immagini, a partire da quella sera sulla affollata Piazza San Pietro, ci mostrano una sequenza vivace di movimenti in uscita dello stesso Pontefice, e senza aggiungere parola, ma lasciando sottintendere un appello “fate anche voi”. Un Vangelo chinato sugli ultimi, a questo ci sta educando; un vangelo chinato come a proteggere, ma anche come dono fatto scorrere e riversato – in azioni di bene e di attenzioni – sull’universo dei più fragili; una Chiesa, quella di Francesco, mandata per le strade del mondo ad incontrare gli ultimi tra i poveri, i migranti, i carcerati, le comuni famiglie, i parroci nelle loro chiese, i giovani nelle loro case; una Chiesa attenta e severa, ma anche propositiva sulle questioni ambientali (per quell’impegno primordiale che Dio ha consegnato all’uomo affidandogli la Creazione); un dialogo senza timore con le religioni in prospettiva di una società globalizzata dalla pace e dal dialogo. Una Chiesa sinodale che chiama a raccolta volti ed esperienze dal mondo per migliorarsi – senza temere di mettersi in discussione – come i recenti sinodi dei giovani e dell’Amazzonia hanno dimostrato. Una Chiesa che nella revisione di se stessa tocca le corde più delicate del suo mondo finanziario e degli abusi sessuali. Grazie Papa Francesco per il coraggio di cambiare, di chiederci la normalità e la quotidianità della carità e della preghiera, ma anche della speranza, e soprattutto della gioia, così come in questi giorni di quaresima stai facendo, entrando nelle nostre case ogni mattina, e sostenendo l’inizio di queste giornate che seppur “fermate” da un virus, vorticano alla ricerca di una parola di conforto… e di un futuro che ci attende e che vogliamo continuare a vivere. Anche questo ci tocca imparare da te: uscire dalle certezze per andare verso il deserto che ci è chiesto di vivere in questo momento, senza temerlo, perchè è la parola di Dio a “rispondere” alla tentazione di cedere”. Eccoci al cerchio che si chiude sulla liturgia, preferisco usare il termine retorica, del 266esimo Vescovo di Roma. Egli non è francescano, come molti dicono, ma appartiene ai chierici regolari della Compagnia di Gesù, detti anche Gesuiti. È il primo pontefice proveniente da quest’ordine religioso dei tantissimi che lo Stato del Vaticano ha permesso di nascere e crescere nel corso dei 2 millenni circa di Storia. Alcune volte, nel passato, il Pontefice scioglieva alcuni ordini non ossequiosi alla sua politica temporale e spirituale, che resterebbe solo spirituale dalla presa di Roma dei nostrani bersaglieri della breccia di Porta Pia nel 1870. Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio è, dal 13 marzo 2013 è l’VIII sovrano dello Stato di Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice. Di nazionalità argentina, è il primo papa proveniente dal continente americano. In Romania un mio collega che conosceva bene la lingua italiana, mi riferiva delle differenze, in positivo e negativo, tra dottrina sociale della Chiesa di Roma e quella loro. Egli riconosceva alla nostra più lievito di far crescere il volontariato sociale non profit, che loro avevano in forma minore. Infatti nella città transilvana, dove insegnavamo insieme la dottrina sociale della chiesa cattolica era più vistosa tramite il monastero francescano. Tale monastero fondato da francescani sfuggiti dalle persecuzioni ottomane lo aveva fondato da alcuni secoli. Erano, nel 2004-08, i volontari Magiari, cattolici, che servivano pasti ai giovanissimi figli di poveri ed orfani. I Magiari ungheresi d’origine sono ancora oggi- nonostante il dittatore comunista e ortodosso, Nicolae Ceausescu, li abbia privati di molte parrocchie e chiese e redarguiti forte- cattolici. Che strano mi sembrava vedere i discendenti di Attila convertiti a Roma cattolica e i nostrani cattolici rimasti ortodossi dopo che il Papa a Costantinopoli impose con la dittatura della maggioranza dei suoi cardinali fedeli-sempre i papi nominano dopo il conclave decine di cardinali per rafforzare il loro scranno anche Francesco lo ha fatto- che i preti praticassero obbligatoriamente il celibato, mentre i padri della Chiesa erano anche ammogliati e con figli. Ecco perché si dice sono restati ortodossi e la Romania ha l’84% della popolazione d rito Ortodosso, analogamente a Bulgaria, Serbia, Russia, ecc. nonché i Copti eritrei ed egiziani. L’Ambasciatore romeno, in questi giorni difficili, per l’isolamento necessario di ogni singolo italiano, ci ha inviato una bella e sensibile lettera di solidarietà. Essa dimostra solidarietà familiare, inattesa da molti credo, per combattere il Covid19 che, invece, non ha fatto la francese C. Lagarde, succeduta a Mario Draghi alla guida della BCE. Forse era secolarizzata e indifferente anche alla Dottrina Sociale della Chiesa! Mentre l’Arcivescovo Bergoglio, divenuto Primate della chiesa d’Argentina dal 6 novembre 1998 fu ordinario anche per i fedeli di rito orientale in Argentina. Forse la sua cultura anche chimica non gli ha consentito di studiare più approfonditamente la cultura classica e soprattutto umanistica anche se può apparire meno spendibile. In Romania distinguevano le scienze umane da quelle reali, che noi chiamiamo naturali. Se, come dice l’italo argentino Francesco, Dio non perdona chi è vaccinato verso la sua misericordia, ne avrà il padreterno di lavoro per condannare gli oltre 5 miliardi di non cristiani. Questo tema e problema, del non cristiano visto dal Dio cristiano, mi appassionava fin da giovane quando frequentavo una buona Azione cattolica, lievitata bene dapprima a Letino, nel Sannio, da un giovane sacerdote o ministro di culto (cosi mi precisò di essere alla sua veneranda età, ma ancora attivo) e poi a Piedimonte d’Alife (dal 1970 con predicato Matese), affianco al Seminario, che semina nella valle del medio corso del Volturno la parola e le opere del figlio di Dio, fattosi anche Uomo. Il sacro è nell’uomo da almeno 3 decine di millenni (paleolitico prima e da poco più di 10 mila anni neolitico), ma va promosso solo e soltanto con prediche amorevoli non giustizialiste! Solo così la diffusa indifferenza al sacro della società moderna può ravvedersi, non con il giustizialismo bergogliano! Da troppo tempo l’ambiente del Mezzogiorno italiano non ha papi, forse dipende dai suoi pastori, curiali e cardinali, che si appendono o salgono sul carro del vincitore nelle tornate elettorali: contribuendo, non poco, alla crescita dei negativi feudi elettorali, che fanno di tutto per allargare le loro maglie tentacolari che strozzano la meritocrazia, necessaria in società e tutelata dalle leggi emanate in Democrazia dal Legislatore e da molti decenni, ormai. Se manca la meritocrazia, non bisogna meravigliarsi troppo del sistema di corruttele che la malavita organizzata fa lievitare nella società meridionale, composta, sempre, da una maggioranza onesta.

Manda un messaggio WhatsApp
Invia WhatsApp