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Padre Salvatore Zagaria scrive a Papa Francesco

(Caserta24ore) La storia di questo sacerdote e monaco celestino, è già nota per tanti versi: è stato abbandonato a se stesso dai superiori ecclesiastici: il vescovo emerito di Alife-Caiazzo; il nuovo amministratore apostolico e vescovo di Sessa Aurunca, che non si pronuncia in merito al suo caso; inoltre il vescovo di Aversa, che non ha preso alcuna decisione; e poi l’ abate primate dei benedettini di stanza a sant’Anselmo – Roma; tutto ciò, a quanto pare, per la sola colpa di questo sacerdote di aver partecipato quattro anni fa ad un incontro di preghiera ecumenica con dei fratelli Cristiani, equivocando da parte del Vescovo della diocesi di Alife-Caiazzo la sua partecipazione a questo incontro di preghiera. Dopo quattro anni di sofferenza e mortificazioni, bloccato nel suo ministero sacerdotale, ha deciso di scrivere a Papa Francesco per esporre la sua incredibile storia. Padre Salvatore si è recato in questi giorni a Santa Marta, dove ha incontrato Papa Francesco lasciandogli una sua memoria personale. Lui da quattro anni, accudisce i suoi genitori gravemente ammalati senza alcun sostegno economico diocesano, pur incardinato nel sostentamento clero della diocesi di Alife – Caiazzo e nel sostentamento centrale di Roma. Padre Salvatore chiede solo di obbedire alla Santa Madre Chiesa, di svolgere il suo ministero sacerdotale in favore dei poveri e degli ultimi sull’esempio di san Pietro Celestino papa e pregare per tutti ed essere al servizio di tutti.

In un periodo di abbandono della fede e della preghiera per la mancanza di sacerdoti e religiosi, con la chiusura di numerose chiese, monasteri, conventi non si capisce il motivo del comportamento dei superiori in merito a tale situazione. Auspichiamo che il Santo Padre faccia chiarezza su una vicenda umana e cristiana che non ha spiegazioni
(da Massimo Civale)