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Caserta. Al cinema Duel, Cristian, 21 anni, malato di Sla, protagonista del film “Lotta per la vita” di Nando De Maio. Ingresso libero.

(di Paolo Mesolella) CASERTA. Domenica 16 febbraio, alle ore 11.00, presso il cinema Duel a Caserta, è stato presentato il Film “Lotta per la vita” di Nando De Maio. L’ingresso era gratuito. Il film, prodotto da Artisti Associati, presentava il soggetto e la sceneggiatura di Cristian Boragine, giovane sceneggiatore di Teano, malato di SLA. Tra gli attori: Patrizio Oiva, Davide Forlì nel ruolo di Chris, Lino Ciscognetti nel ruolo di Luca Leone, Salvatore Misticone, Riccardo Cafaro, Gaetano Di Martino, Gregorio De Paola, Lucia Oreto, Laura Misticone, Simona Vasiliu, Rosemary Calderone, Roberto Mascia ed Emma Avallone. Aiuto regista Jesus De Simone. Un film molto bello e toccante che rimane nello spettatore un forte senso di attaccamento alla vita. Il vero protagonista del Film è Cristian che ha 21 anni, non parla, non mangia, non beve, non può muoversi, tanto meno camminare. Da quando, 11 anni fa ha scoperto di essere malato di Sla trascorre la sua vita a vedere film in televisione o al computer, ma soprattutto sogna di diventare Rambo, di correre per le strade e di amare come tanti altri giovani come lui. Ai suoi amici, ai suoi compagni, ha sempre confidato il suo amore per il cinema e per la boxe. Il suo sogno di fare cinema è diventato una realtà, con la realizzazione del film “Lotta per la vita” che ha visto come set angoli di Teano, la sua città natale, dell’ospedale e del Liceo “Foscolo” che Cristian ha frequentato prima di scoprire la malattia, la Sclerosi Laterale Multipla. Cristian non parla, ma affascina chi gli sta vicino con le sue parole scritte a mano sulla tastiera del computer o sul cellulare. Le sue parole sono diventate una intensa scenografia che ripercorre i momenti più difficile della sua vita. Grazie al registra napoletano Nando De Maio, infatti, Cristian ha scritto la sceneggiatura del film “Lotta per la vita” che racconta la sua storia. Cristian Boragine infatti ha deciso di affrontare la sua sfida contro la SLA che da anni lo costringe sulla sedia a rotelle e lo debilita nel fisico, affrontando la malattia con l’energia di Rocky Balboa, il suo film preferito. Il film “Lotta per la vita” è certamente un bel film perché trasmette un messaggio positivo che può aiutare altre persone a non arrendersi, ma a sperare e lottare contro il male fino in fondo. Un’opportunità, una lezione di vita per i ragazzi che spesso vivono la loro vita in un mondo virtuale, nella rete, ma fuori della realtà. Un’occasione per confrontare tra loro due mondi diversi: quello dei “sani” con quello di chi ha una malattia difficile da sopportare. Abbiamo chiesto a Cristian di raccontarci la sua esperienza di disabile. E Cristian ha scritto sulla tastiera del suo computer: “Potete chiamarmi Rocky. La disabilità fa paura. Non avrei mai pensato che un giorno sarei diventato diverso da tutti gli altri. E’ stata la vita a deciderlo. Non io. Ricordo che all’asilo avevo un’amica sulla sedia a rotelle e i miei compagni ridevano di lei mentre io pensavo che eravamo tutti uguali, anche con la sedia a rotelle. Poi all’improvviso, tra il 21 ed il 23 marzo del 2004 la malattia, mancavano solo tre giorni al mio compleanno. I medici all’inizio non capirono che malattia avevo, poi scoprirono che avevo la Sclerosi Laterale Amiotrofica, la SLA. Ma non mi dissero nulla per non farmi soffrire.

Io facevo sempre più fatica a camminare e dovetti prendere il passeggino e utilizzare la sedia a rotelle. La cosa che mi manca di più e che desidero di più, è correre. Ma ho dovuto accettare la sedia a rotelle. Ricordo un esame in particolare: mi misero tanti aghi sul viso e provai tantissimo dolore. Non ho mai provato tanto dolore in vita mia!. Questo mi ha fatto tanto male, fuori e dentro di me. Ancora oggi, se penso a quel esame, mi vengono gli incubi. Prima avevo tanti amici ed amiche: ma dopo la malattia non ho visto più nessuno. Ad un certo punto ho lasciato la scuola, perché ho provato la sensazione che i miei compagni mi ignorassero. In mezzo a tanti amici, del resto, mi sentivo solo. Ora mi fa soffrire la solitudine, la mancanza di amici e dell’amore. E ci sono anche i ricordi a farmi soffrire: vedo le mie foto da bambino mentre correvo e mi sento male. La gente non capisce la situazione in cui mi trovo. Non sa come soffro, ogni giorno. A volte vorrei ritornare ad essere di nuovo piccolo per un minuto. Vorrei tornare a sentire cosa si prova ad essere felice per un minuto. E sono 15 anni che desidero di esserlo. Anche i sogni mi fanno stare male. Sogno la ragazza che vorrei e che non ho. La mia malattia, il mio aspetto fisico, non mi aiutano a realizzare questo mio desiderio. Ciò nonostante dico che bisogna amare la vita perché non si può sapere cosa può succedere. Bisogna lottare. La vita infatti, può essere molto crudele anche se non avete fatto nulla di male. Non importa quanto sei alto o basso, ricco o povero. La cosa importante non sono le cose materiali, ma è la vita. Siamo tutti uguali. Io sembro diverso, perché sto sulla sedia a rotelle, ma sono come voi”. Il racconto a tratti diventa triste, ma Cristian è un ragazzo positivo. Delle cose, delle situazioni, coglie sempre il lato migliore e, perché no, umoristico. Riesce ad interessare e a coinvolgere chi lo ascolta per ore. Ritornare tra i banchi di scuola per lui non è più possibile ma dall’altra parte della cattedra, in queste mattine di testimonianza diretta, dà ai suoi compagni e ai suoi insegnanti una grande lezione di vita e di entusiasmo. “Il mio sogno, dice, era quello di fare il regista, poi quello di diventare attore, nei mesi scorsi, con un mio amico ho aperto un piccolo cinema, in una vecchia chiesa, dove poter vedere i film che mi piacciono. Questa mattina, al Duel Village di Caserta,grazie al suo amico regista Nando De Maio e all’amico attore Salvatore Misticone, il sogno di Cristian di fare il regista e di diventare attore si è realizzato.