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Aumentano i processi per camorra, ma la polizia arretra nei presidi

(ilMezzogiorno) NAPOLI Giunge dai quotidiani odierni la notizia che i processi per reati di camorra sul territorio partenopeo sono quasi raddoppiati, frutto di un trend in netto aumento difficile da spiegare, ma che dimostra la pregnante presenza di famiglie camorristiche ben radicate sul territorio in contrasto col brillante lavoro investigativo effettuato in città. “Il tessuto connettivo territoriale che, nel tempo, ha mostrato di compiacere, spesso, chi del reato ha fatto un sistema di vita per sé e per la sua stirpe – dichiarano i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di Polizia – è stato fortemente piegato dall’immane attività investigativa posta in essere dai nostri colleghi. Eppure, a fronte di ciò, appare fortemente in aumento il fenomeno dei reati predatori e di violenza sulla persona, soprattutto a carico di incaricati di pubblico servizio, Operatori Socio Sanitari e personale medico – infermieristico.” “Si è appreso – continuano i Segretari sindacali – che, a breve, su sollecitazione delle varie associazioni a tutela delle suddette professionalità, saranno predisposti servizi di videosorveglianza sulle ambulanze grazie ad un investimento regionale che tutelerà gli operatori mentre, in controtendenza, la Questura di Napoli continua ad arretrare rispetto alla tutela dei reati che si perpetrano all’interno degli ospedali. Infatti, presso i presidi di Polizia dei nosocomi cittadini, la presenza è talmente scarna che, all’interno dell’Ospedale del Mare, pur esistendo un’apposita struttura creata ad hoc non viene predisposto il turno, lasciando scoperto sia il personale ospedaliero che i pazienti, pur riconoscendo una giurisdizione ampia e territorialmente complessa.”

“La cronica carenza di personale di Polizia – chiosano fermi i Segretari Generali delle OO.SS. territoriali – non può e non deve ricadere sulla gestione della sicurezza né sugli operatori che, sempre più spesso, si ritrovano ad affrontare problematiche ben più grandi di quanto sia professionalmente previsto sia in termini di risorse umane sia di pericolo, condizioni che non vengono certamente ripagate dallo stipendio percepito o da onorificenze che restano sempre più esigue. La Polizia non può arretrare di fronte ad un territorio che continua a chiederne a gran voce la presenza e l’operatività professionale per tutelare quanto di buono esiste e tiene a crescere e intende lottare contro quel sottobosco borderline che continua a radicarsi come erba gramigna.”
COISP – ANNALISA CIMINO GIUSEPPE RAIMONDI ANGELO R. ESPOSITO MAURO DI GIACOMO