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A proposito delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: mettiamo i voti

(di Gianluca Martone) Domenica scorsa si sono svolte le importanti consultazioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, con risultati che desidero esaminare con estrema attenzione, dando ai protagonisti i relativi voti.
PD VOTO 5: Miracolosamente, si è salvato all’ultimo minuto di gioco, con una rete in evidente fuorigioco, che l’arbitro ha convalidato. Ha tenuto la sua roccaforte emiliana, non tanto per i suoi meriti paventati in conferenza stampa dal segretario Zingaretti, ma soprattutto per tre fattori, che sto per elencare: 1) Il crollo del Movimento Cinque Stelle, che ha preso un misero 4,7%, perdendo quasi 9 punti percentuali rispetto alle Regionali del 2014 (13,3%), ha favorito Bonaccini, in quanto gli elettori dei Cinque Stelle hanno adottato la tecnica del voto disgiunto, probabilmente sollecitati da evidenti interessi nazionali di governo, per consentire al candidato del Pd di resistere alla’avanzata della Lega in Regione. 2) Le liste civiche che hanno appoggiato Bonaccini hanno tenuto e ottenuto sommate un discreto 10%, che ha consentito al PD di compensare il 10% perso rispetto alle Regionali del 2014 ( 34, 5 quest’anno rispetto al 44,5 % del 2014). 3) La candidatura debole della Borgonzoni, fagocitata dal Capitano Salvini, ha determinato che gli incerti dessero fiducia al Governatore uscente. I demeriti degli altri non possono pero’ eliminare le gravissime lacune proprie, uscite in modo clamoroso in Calabria, dove il PD ha perso oltre il 30% del consenso, passando dal 61% al 30%, distanziato di 25 punti percentuali dal Neo Governatore Jole Santelli, la prima donna ad essere eletta come Governatore della Calabria. Essere sollevati per lo scampato cappotto è giusto, ma essere felici e trionfanti è falso e non risponde alla verità dei fatti.

CINQUE STELLE VOTO 0: Solo 2 anni fa trionfarono alle Elezioni Politiche, con percentuali bulgare al Sud Italia. Tuttavia, prima il Governo con la Lega e ora il Governo con il PD, ha mostrato in modo evidente le lacune e l’ipocrisia di questo Movimento che, mentre con le parole divenute ormai vuote combatteva il sistema di potere, nei fatti è divenuto il “tappeto” del PD per restare saldamente ancorato alle poltrone. Gli elettori lo hanno capito e, anche in queste consultazioni, hanno severamente punito le incoerenze del Movimento Cinque Stelle, sia in Emilia Romagna, dove ha colto un misero 4, 7%, che tuttavia ha permesso a Bonaccini di trionfare con il voto disgiunto, come detto in precedenza, sia in Calabria, dove addirittura non è riuscito a raggiungere la soglia di sbarramento dell’8% per entrare in Consiglio Regionale. Dopo questi dati disastrosi, giunge una riflessione: come puo’ andare avanti un Governo, formato per la maggior parte da deputati e senatori Cinque Stelle, che non rappresenta piu’ il volere del popolo italiano?
LEGA VOTO 9: Dopo una campagna elettorale di grande spolvero, a Salvini è mancata soltanto la ciliegina sulla torta, che non gli permette di raggiungere il 10. Ma non dimentichiamo i dati eloquenti ottenuti in questi ultimi 7 anni. Il Capitano ha preso un Partito al 3% legato ad una dimensione territoriale nordista e lo ha trasformato in un Partito Nazionale, con ormai un consolidato 30% in tutto lo stivale, dal Nord al Sud. In queste consultazioni regionali, è mancata la ciliegina sulla torta, con dati comunque molto positivi. In Emilia Romagna la Lega è passata dal 19,4% del 2014 al 32,1 % del 2020, quasi raddoppiando i consensi in una terra storicamente rossa, dati eloquenti, che denotano in modo inequivocabile un autentico miracolo politico. Allora mi chiedereste: perché la Lega non ha vinto? La risposta è complessa, ma semplice. Quando si è soli contro tutti e ti isolano, anche un fuoriclasse come Salvini da solo non ce l’ha fatta per tre motivi, come ho spiegato prima: 1) Il crollo del Movimento Cinque Stelle, che ha preso un misero 4,7%, perdendo quasi 9 punti percentuali rispetto alle Regionali del 2014 (13,3%), ha favorito Bonaccini, in quanto gli elettori dei Cinque Stelle hanno adottato la tecnica del voto disgiunto, probabilmente sollecitati da evidenti interessi nazionali di governo, per consentire al candidato del Pd di resistere alla’avanzata della Lega in Regione. 2) Le liste civiche che hanno appoggiato Bonaccini hanno tenuto e ottenuto sommate un discreto 10%, che ha consentito al PD di compensare il 10% perso rispetto alle Regionali del 2014 ( 34, 5 quest’anno rispetto al 44,5 % del 2014). Invece, nella coalizione di Centro Destra, Forza Italia ha perso il 6% di voti, passando dall’8,7% al 2,6%( percentuali da prefisso telefonico), mentre Fratelli d’Italia è cresciuto, ma non troppo, installandosi sotto il 10%. 3) La candidatura debole della Borgonzoni, fagocitata dal Capitano Salvini, ha determinato che gli incerti dessero fiducia al Governatore uscente. Inoltre, l’uscita del Movimento delle Sardine, ennesimo riciclo della Sinistra prodiana, e anche la presa di posizione assurda della chiesa bergogliana con il neo Cardinale Zuppi di appoggiare il PD contro il fronte sovranista, il Partito di Bibbiano pro gender, aborto, eutanasia, utero in affitto e altre mostruosità varie, ha favorito la vittoria di Bonaccini e l’isolamento di Salvini, che andava fermato ad ogni costo. Resta comunque la certezza che il popolo emiliano, cosi come quello italiano, è con Salvini in molte province e il suo trionfo in Emilia Romagna è solo rimandato. In Calabria, invece, dove la Lega si presentava per la prima volta, il Partito di Salvini ha colto un ottimo 12, 25%, precedendo addirittura Fratelli d’Italia, secondo solo per pochi decimi di distacco da Forza Italia, dando il suo importante contributo per il trionfo di Jole Santelli. Se qualcuno 6 anni fa avesse pensato una cosa simile, alzi la mano con onestà intellettuale, che molti accecati da opinioni personali su Salvini hanno perso.
FRATELLI D’ITALIA: VOTO 7: Il Partito della brava Giorgia Meloni è andato bene, ma non benissimo. In Emilia Romagna, ha aumentato i suoi consensi rispetto alle elezioni regionali del 2014, passando dall’1,9% all’8,7%, senza tuttavia superare la soglia del 10% e cosi dare un contributo decisivo al successo della Borgonzoni, che avrebbe potuto mandare a casa il Governo giallo-rosso. Anche in Calabria, Fratelli d’Italia è cresciuto, passando dal 2,6% al 10, 85%, ma ci si attendeva comunque di piu’, anche se il trionfo schiacciante di Jole Santelli con oltre il 55% del consenso ha comunque messo in secondo piano tutto il resto. In prospettiva, dati incoraggianti, che fanno pensare ad una crescita notevole del Partito della Meloni nelle prossime consultazioni regionali di primavera.
FORZA ITALIA VOTO 7: Molti si attendevano il tracollo del Partito di Silvio Berlusconi che, invece, ha retto miracolosamente ancora una volta all’urto previsto, in particolare per il rischio di essere schiacciato da Salvini. In Emilia, Forza Italia è crollato, ottenendo un magro 2,6% e perdendo 6 punti percentuali rispetto al 2014, dove si era fermato all’8,7%, non incidendo assolutamente nella sfida tra Bonaccini e la Borgonzoni. Invece, in Calabria vi è stato il capolavoro dell’eterno Silvio che, dopo aver piazzato una sua candidata come Governatore, Jole Santelli, ha addirittura conseguito il primo posto nella coalizione di centro destra con un buon 12,34%, piu’ o meno sullo stesso livello di 6 anni fa. Per un Partito che per molti, tra cui il sottoscritto, sembrava essere destinato ad essere fagocitato dalla Lega, una bella reazione, legata naturalmente al carisma e all’immortalità politica del suo leader, il quale è capace di estrarre dal cilindro qualche colpo a sorpresa come quello calabrese, per restare comunque al centro nella scena politica nazionale. L’incapacità comunque di Berlusconi di trovare un suo degno successore con una nuova classe dirigente certamente inciderà sul futuro del Partito.

CHIESA CONCILIARE BERGOGLIANA ZUPPIANA: VOTO -10: Un voto che poteva essere anche -20, -30 o – 40, ma che denota ormai l’inconcludenza, la marginalità e la contradditorietà valoriale e spirituale di una chiesa bergogliana sottomessa sempre piu’ ai poteri forti e ad una linea immigrazionista, ecologista e anti sovranista, sempre piu’ lontana dalla volontà popolare. Il Cardinale Zuppi e tutti i Vescovi emiliani dando l’appoggio pubblico al Governatore Bonaccini hanno arrestato l’ascesa di Salvini in Emilia Romagna e, nello stesso tempo, hanno posto una pietra tombale sulla difesa della vita e della famiglia in questa Regione. Infatti, oltre alla conferma dell’abominevole ddl sull’omontrasfobia, approvato dalla precedente Giunta Regionale sempre guidata da Bonaccini, con stanziamenti notevoli per le lobby omosessualiste, nelle scuole emiliane e romagnole di ordine e grado sara’ diffusa la teoria del gender a bambini da 0 a 6 anni, seguito anche dall’occultamento del caso Bibbiano. Tutta questa catastrofe è stata appoggiata e sostenuta da una chiesa, che ha completamente rinnegato la sua missione principale di salvare le anime con la DIFESA DELLA VITA E DELLA FAMIGLIA SENZA ALCUN COMPROMESSO, affidata soltanto a questo punto a singoli eroici laici, che si discostano dalla linea avaloriale portata avanti dai vertici del Vaticano. LA RINASCITA DELLA NOSTRA SOCIETA’ MASSONICA, PAGANA E ATEA NON POTR’A CHE ESSERCI DALLA RESURREZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA DALLE MACERIE DEL MODERNISMO E DA QUESTA CRISI MORALE, VALORIALE E SPIRITUALE SENZA PRECEDENTI. QUANDO ACCADRA’ CIO’? SOLO IL SIGNORE LO SA. A noi spetta il compito di lottare fino alla fine per IL TRIONFO DELLA REGALITA’ SOCIALE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO OVUNQUE VIVIAMO, anche a costo della VITA.