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FALCIANO di Caserta. La storia di una chiesa cattedrale

(IlMezzogiorno) CASERTA Grande interesse e folto pubblico alla presentazione del libro scritto da don Matteo Coppola e Vincenzo Crisci, pubblicato da Vozza Editore che racconta la storia della Frazione di Caserta e della Chiesa DEI Santi Gennaro e Giuseppe, che è stata per oltre due secoli e mezzo Cattedrale, ospitando ben 21 vescovi.
A sponsorizzare l’iniziativa il Rotary Club Caserta Luigi Vanvitelli che ha contribuito anche alla pubblicazione del libro. Come ha spiegato il presidente del sodalizio, Bruno Giannico, è interesse del Rotary contribuire alla diffusione della cultura ed alla conoscenza del patrimonio artistico ed il volume pubblicato è un importante tassello nella conoscenza della storia di Caserta e delle sue 23 frazioni per le future generazioni. I palazzi storici e soprattutto le chiese possono raccontare gioie, sofferenze e drammi vissuti, come quello, ancora avvolto nel giallo, occorso a Vincenzo Rogadei, uno degli ultimi vescovi che hanno abitato il palazzo vescovile a Falciano, morto improvvisamente in circostanze misteriose nel marzo del 1816, poco prima del trasferimento della sede vescovile a Palazzo Paternò, in via San Carlo, da cui poi si spostò definitivamente nell’attuale sede in Piazza Redentore.

Significativo è stato anche l’intervento del presidente dell’associazione provinciale della stampa Michele De Simone che ha sapientemente ricostruito la storia della chiesa di Falciano, intitolata ai Santi Gennaro e Giuseppe, attraverso il racconto della vita personale dei 21 vescovi che hanno utilizzato il palazzo adiacente la chiesa, oggi sede di uffici comunali, quale seminario ed abitazione personale e biblioteca. L’editore Giuseppe Vozza ha motivato la scelta di pubblicare l’opera perché meritevole per il lavoro svolto dagli autori, evidenziando di come la sua casa editrice sia molto sensibile ad opere che contribuiscano alla conoscenza della storia e dell’arte del territorio. Assente per motivi di salute Vincenzo Crisci, è stato quindi solo don Matteo a chiudere la presentazione, spiegando le ragioni che hanno determinato la nascita di una vera e propria passione per le ricerche storiche , durate tre anni, e che hanno dato vita al testo. Don Matteo non ha escluso che prossimamente possa mettere in cantiere altra opera che descriva il territorio ed i palazzi anche di altre frazioni della città di Caserta.