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La Chiesa ricorda nel Presepio la Natività di Gesù Bambino .

(PREVITE Francesco Felice) Sui temi più scottanti della nostra epoca, dalle varie forme di handicap psico-fisica alla droga, dalla strisciante eutanasia all’aborto, dall’accanimento terapeutico al testamento biologico ed a quanto attenta il vivere civile dell’uomo, non si deve favorire la tendenza egoistica a rinchiuderci nei nostri privilegi, ma è essenziale un’intesa verso il bene dell’essere umano e del bene comune. Alcune argomentazioni in difesa della qualità della vita potrebbero nascondere un disegno di selezione del genere umano, in quanto con la scusa di lenire il dolore si potrebbe arrivare ad annientare che veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo!
La vita è un dono di Dio, di quel Dio che si è incarnato nell’uomo ! Il Presepio ci ricorda i n/s tempi quando eravamo bambini e nella società violenta il rispetto dell’uomo, soprattutto di quello debole ed indifeso, che inizia fin sua meravigliosa avventura nel genere umano, oggi rischia sempre più di dissolversi nel proprio egoismo.

E’ inconcepibile e profondamente contraddittorio che una società civile, come l’Italia, che tende e giustamente a riconfermare il valore della vita, no alla guerra, no al terrorismo, no alla pena di morte, la si neghi questa vita attraverso il tentativo di “costruire” norme che inducono alla soppressione radicale della funzione procreatrice, ancor più terribile se trattasi di persone disabili. Tutti gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cristiani, siamo interpellati anche nelle nostre coscienze da questa rievocazione della nascita di Gesù Bambino, rievocazione di queste Giornate a tenere alto il senso della grandezza, del carattere sacro e del valore della vita umana.
Di ogni vita umana, sia essa nera, olivastra, bianca ! “I figli sono una grande ricchezza per ogni Paese”, inizia con queste parole il Messaggio dei Vescovi e per noi Cristiani, soprattutto per noi Cattolici, l’uomo è creatura di Dio, a Lui apparteniamo e per il mondo civile l’essere umano, la persona, la ragione e la logica non chiedono di morire : ma vivere ! Bisogna difendere la vita, creando le condizioni perché si sviluppi l’agognata giustizia, perché s’intensifica la solidarietà, perché si diffonda sempre più l’amore verso il prossimo, perché sia rispettata la dignità dell’uomo, oggi purtroppo poco valutata, quasi sostituendola con un delirio collettivo per gli animali, che noi rispettiamo ma non possiamo “ricordarci” del genere umano. Spesso la cronaca, in maniera direi spietata, ci fa conoscere drammi che si consumano nella solitudine delle famiglie dove viene stroncata la vita umana, ma se si riconosce il valore della vita umana, se si ricompatta la famiglia, la società è salva e salva è la Nazione. L’insegnamento del Magistero della Chiesa nella rievocazione della Natività rammenta a tutti, ma soprattutto a noi Cristiani e buoni Samaritani, che la vita umana, quella malata, deve trovare in noi una considerazione, una accoglienza ed una collocazione nel nostro andamento quotidiano. Con il ricordo della Natività si rammenta la ricorrenza per riflettere sul senso del dolore e sul dovere dei Cristiani, ancor più se Cattolici, di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti . Gli uomini di buona volontà, soprattutto noi Cattolici, siamo richiamati da queste ricorrenze a tenere alta la coscienza della grandezza del carattere e del valore sacro della vita, ma anche quella dei più bisognosi e meno protetti, come quel Santo Bambino che nacque in una mangiatoia
E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza !”

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