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Foggia. Un successo il convegno Per la VITA contro l’aborto

(ilMezzogiorno)FOGGIA Si è svolto lo scorso 19 dicembre un convegno pro life sulla scottante tematica dell’aborto, che ha suscitato attacchi da parte di femministe e abortiste. Come ha riportato il quotidiano foggiano” Stato Quotidiano”, vi è stato un flash mob di donne contro il convegno organizzato dall’associazione Visioni con il patrocinio del Comune di Foggia. A un passo dai Tre Archi diverse donne con gli striscioni “La 194 non si tocca”, nel Museo civico la conferenza “E’ già vita”. Le polemiche contro il patrocinio del comune alla manifestazione si sono trascinate sul web. I volantini distribuiti all’ingresso facevano ben capire di cosa si sarebbe parlato: con l’aborto si ferma un cuore che batte.
Maria Teresa Santelli prende il megafono nella piazza e si abbassa la musica: “Sta soffiando il vento dell’est,. Il vento di Verona, del congresso che ha riportato l’attenzione sulla vita e sulla famiglia naturale”.

Parla Gianluca Martone, un giornalista che sta girando otto ospedali del Centro sud. Con il rosario si ferma davanti alle strutture e distribuisce volantini contro l’aborto. Cita i papi nelle sue relazioni pro-vita, dice che la cultura di “morte intorno all’aborto è fra le cause di femminicidio”, dice che sulla denatalità, grave problema italiano, hanno influito le numerose interruzioni di gravidanza dagli anni ’80.
Raffaele Di Mauro– consigliere comunale e Presidente della Commissione politiche socio-culturali- presenta questo impegno come necessario, con Andrea Napoli, Presidente del centro “Visioni”, ha organizzato il convegno “E’ già vita”. “Questo è un convegno che vuole sensibilizzare sul tema davanti alla scelta. Ci sono soluzioni alternative all’interruzione di gravidanza, la politica deve dare aiuti economici, molto è stato fatto ma ancora tanto c’è da fare”. Di Mauro nell’introduzione sfoglia gli appunti in cui ha raccolto tutti gli insulti che sui social sono stati rivolti a lui e all’assessore Anna Paola Giuliani per lo stemma del Comune sul manifesto. “Sono rimasto indifferente a tutte le offese, ma quelle in cui ci accusavano di offendere le donne e dicevano che l’embrione non è un bambino non le condivido, perchè non sono vere”.

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