Crea sito

Provvedimenti Legislativi Europei inerenti la malattia mentale.

(Felice PREVITE) Tutti ci domandiamo quale è l’importanza della salute mentale della popolazione negli obiettivi strategici dell’Unione Europea. Tutti sappiamo che la tutela della salute è l’obiettivo di ogni Nazione, specialmente la tutela di quella mentale in Europa dove i disturbi sono in continuo aumento e secondo le stime attuali le persone che soffrono sono quasi 50 milioni, cioè circa l’11% della popolazione e la depressione ed il suicidio costituiscono la più alta prevalenza in molti Stati membri della UE. Queste necessità abbisognano di maggior impegno nell’ambito della solidarietà e della giustizia sociale per un miglioramento della qualità della vita dei Cittadini Europei.
Nonostante queste direi emergenze, si tratta di un Ambito Sanitario ancora poco assoggettato alla Legislazione comunitaria, in quanto l’organizzazione e l’erogazione dei Servizi Sanitari sono di competenza degli Stati membri, come mi ha comunicato la Commissione Europea alla mia richiesta al Parlamento Europeo tendente ad una Legislazione Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati UE ( CM/896443IT.doc PE 485.999vo1-00 16 marzo 2012).

I Problemi Sanitari non conoscono frontiere, dato il molto elevato grado di mobilità dei cittadini all’interno del territorio e questo comporta un persistente continuo variare di trattamento da uno Stato all’altro, come il caso Julien Monnet dove il padre ha sbattuto la testa della propria figlia sulla scalinata del Milite Ignoto a Roma, che ha aperto un contenzioso sul trattamento applicabile in questi casi sia in Italia come in Europa.
Per risolvere alcune situazioni che ho potuto costatare proprio nel campo della disabilità mentale, da diversi anni ho inoltrato Petizioni al Parlamento Europeo per una Direttiva Comunitaria Unica.
2. Alla luce delle ripartizioni delle competenze tra Stati membri, è possibile formulare una Direttiva Comunitaria ?
Le famiglie che vivono il disagio mentale, spesso percepiscono o vengono a conoscenza di Normative Comunitarie, emanate a favore dell’inclusione sociale dei disabili mentali, meglio degli handicappati mentali, come delle Norme utopiche che restano solo parole sulla carta, infatti, nella maggioranza dei casi che insistono nel territorio dell’ UE, in specie nel territorio Italiano, le famiglie sono lasciate sole ad affrontare una così difficile malattia senza nessun sostegno morale, senza mezzi, senza leggi incisive, specialmente da parte della Comunità Europea che obblighino, pena sanzioni pesanti, a promuovere da parte dei centri salute mentale il vero benessere psicofisico delle persone. Sono del parere e ritengo modestamente che se la Commissione Europea intende attuare ed imporre “ a rispettare gli obblighi della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU” sono solo a parole.
Allora per esempio se “cadi” nella depressione non si dovrebbe restare soli o trattati come un animale “senziente” ( come definisce la Costituzione Europea gli amici a 4 zampe ed oggi molto protetti a differenza del “rispetto” per un qualsiasi essere umano malato), ma sia “protetto” sotto il profilo della sicurezza psico-sociale, che in questi ultimi anni e venuta meno, proprio a causa di alcune cattive ideologie che aleggiano in maniera invisibile sopra la testa dei cittadini degli Stati membri proprio da chi vorrebbe destabilizzare l’Unità Europea e che vorrebbe negare il diritto di identità personale specialmente ai disabili mentali e alle loro famiglie. Se la Commissione Europea procederà nel senso inteso di promuovere l’idea che la disabilità mentale è una risorsa ( non intesa come quella dove attingere a fondi finanziari per poi sperperarli o sanare Bilanci a scapito dei buoni interventi di natura comunitaria verso chi soffre di patologie mentali ), ma risorsa come “collante solidaristico” sarà un atto inteso a ri-unire tutti gli esseri umani della comunità Europea per un fine comune per aiutare i disabili mentali, per incominciare ad osservarli non come esseri da rinchiudere, ma come esseri bisognosi d’aiuto. Insomma una solidaristica prestazione per il bene comune. Purtroppo si deve constatare che molto spesso l’aiuto alle famiglie è lasciato in mano alle Associazioni di Volontariato che con pochi mezzi economici ma con una grande conoscenza nel campo di certe patologie si trovano costretti a sopperire alle mancanze delle Regioni o dei Comuni, come nel caso Monnet dove l’apertura di un contenzioso ci ha insegnato molte cose, ancora irrisolte !
3. Cosa mi aspetto dalle Mie Petizioni al Parlamento Europeo, di cui l’ultima inoltrata qualche giorno or sono.
Bisogna andare a ritroso per bene intendere : La Legge Italiana n. 180/1978, quella che ha deciso la chiusura dei “manicomi” priva del Regolamento d’Applicazione, non ha adeguatamente previsto un insieme di misure e strutture atte a tutelare la salute mentale dei cittadini, specie quelli affetti da gravi psicosi e aiutare le famiglie dei malati, il sottoscritto ha preconizzato con Petizioni alla Commissione Europea una serie di misure volte a rimediare ai gravi disagi prodotti da persone con problemi psichici nel pieno rispetto dei diritti e della dignità degli handicappati mentali. Se ho inoltrate Petizioni, ( debbo dire con orgoglio primo in Europa) al Parlamento Europeo in passato, sono state alla ricerca di quei Provvedimenti Legislativi Comunitari uguali e con la stessa valenza in tutti gli Stati UE.
Oggi novembre 2019, quale Presidente vi è una persona nuova ancora da accertare se molto valida e coscienziosa, che ringrazio, comunque di cuore, se per la verità mette a disposizione una parte dei Suoi collaboratori per risolvere questo grave ed urgente Disagio Sociale costituito dai molti folli episodi che succedono quasi giornalmente.
Non mi voglio dilungare ed approfitto dell’occasione per fare appello alla solidarietà di tutto l’Europarlamento per chiedere al Consesso all’unisono che possa esaminare la possibilità di adottare una Normativa d’Adeguamento Comunitario con l’adozione di linee guida utili alla riorganizzazione di questo Settore Sanitario ritenuto necessario ed urgente per aprire il cuore alla speranza delle famiglie transfrontaliere “ lasciando l’organizzazione e la prestazione dei servizi sanitari alle persone con disabilità mentali, essere di competenza diretta della rispettiva autorità dello Stato membro UE”.